Rodrigo Hernández, Pedigree, Installation views, Galleria Campari, Ph Marco Curatolo

“Grazie a Campari e ad Artissima. Questa mostra è molto importante per me” spiega l’artista “La serie di lavori che ho presentato si trasformano come una famiglia, o un’azienda di famiglia, che cresce e muta in modo naturale”

Il 10 ottobre ha inaugurato alla Galleria Campari la personale dedicata all’artista messicano Rodrigo Hernández (1983, Città del Messico), vincitore nel 2018 del Campari Art Prize durante la 25° edizione di Artissima, a cura di Ilaria Bonacossa. Il premio viene dato a un artista under 35 tra quelli presenti nelle diverse sezioni della fiera, scelto per la forza comunicativa e la capacità narrativa del suo lavoro. Hernández, presentato dalla galleria Madragoa di Lisbona, è stato selezionato per la sua capacità di rivisitare la storia e l’estetica dell’iconografia Meso-americana, dell’arte contemporanea europea, dell’avanguardia italiana e della letteratura creando “un vocabolario nuovo e unico”.

Pedigree raccoglie otto sculture vivacemente colorate con acrilici e con lacche metalliche che richiamano gli stabilimenti di fabbricazione. “Il lavoro di Rodrigo spazia nei materiali e nelle forme” racconta la curatrice della mostra Ilaria Bonacossa “Le sue sculture nascono da vari riferimenti e sono delle sorte di architetture in cui il retro spesso non è uguale al fronte. A volte riconosciamo dei volti, dettagli antropomorfi, che rendono queste immagini astratte più umane”. Le sculture sono allestite in dialogo con una particolare carta da parati realizzata dall’artista come omaggio alla famiglia Campari: una texture di francobolli dell’azienda del 1924 che arricchisce l’istallazione di dinamicità.

Rodrigo Hernández, Pedigree, Installation views, Galleria Campari, Ph Marco Curatolo
Rodrigo Hernández, Pedigree, Installation views, Galleria Campari, Ph Marco Curatolo

Hernández, infatti, è rimasto affascinato dalla storia e dalle testimonianze raccolte nella Galleria Campari, museo costruito nel 2010 in occasione dei centocinquant’anni anni di vita dell’azienda e dall’esigenza di dar vita a uno spazio dinamico e interattivo dedicato al rapporto tra il marchio e la sua comunicazione attraverso l’arte e il design. Con le sue sculture in cartone e carta l’artista ha dato vita a una narrazione che coinvolge la nascita e l’evoluzione dell’azienda, la biografia del fondatore Gaspare Campari e suggestioni simboliche e letterarie. Elementi astratti e figurativi si intrecciano con molteplici visioni filtrate dalla sensibilità dell’artista.

Il titolo della mostra trae ispirazione dalla novella “Pedigree” di Patrick Modiano e da un logo ottocentesco della Campari che ritrae uno scudo ornato con foglie che incorniciano due cani seduti. Un omaggio dell’artista alla famiglia, alla tradizione ma anche un modo per riflettere sul rapporto uomo-animale e sulla vera origine delle cose.

Pedigree — Rodrigo Hernández
A cura di Ilaria Bonacossa
Galleria Campari, Sesto S. Giovanni (MI)
Fino al 14 febbraio 2020

Rodrigo Hernández, Pedigree, Installation views, Galleria Campari, Ph Marco Curatolo
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