• Ola Vasiljeva, Qualcuno si è seduto sulla mia sedia, 2018 – installation view, mixed media – Courtesy the artist, Antoine Levi (Paris) and Supportico Lopez (Berlin) – Credits Quartz Studio, con il supporto della Fondazioni Sardi per l’Arte – Photo Beppe Giardino
  • Ola Vasiljeva, Qualcuno si è seduto sulla mia sedia, 2018 – installation view, mixed media – Courtesy the artist, Antoine Levi (Paris) and Supportico Lopez (Berlin) – Credits Quartz Studio, con il supporto della Fondazioni Sardi per l’Arte – Photo Beppe Giardino
  • Ola Vasiljeva, Qualcuno si è seduto sulla mia sedia, 2018 – installation view, mixed media – Courtesy the artist, Antoine Levi (Paris) and Supportico Lopez (Berlin) – Credits Quartz Studio, con il supporto della Fondazioni Sardi per l’Arte – Photo Beppe Giardino
  • Ola Vasiljeva, Qualcuno si è seduto sulla mia sedia, 2018 – installation view, mixed media – Courtesy the artist, Antoine Levi (Paris) and Supportico Lopez (Berlin) – Credits Quartz Studio, con il supporto della Fondazioni Sardi per l’Arte – Photo Beppe Giardino
  • Ola Vasiljeva, Qualcuno si è seduto sulla mia sedia, 2018 – installation view, mixed media – Courtesy the artist, Antoine Levi (Paris) and Supportico Lopez (Berlin) – Credits Quartz Studio, con il supporto della Fondazioni Sardi per l’Arte – Photo Beppe Giardino
  • Ola Vasiljeva, Qualcuno si è seduto sulla mia sedia, 2018 – installation view, mixed media – Courtesy the artist, Antoine Levi (Paris) and Supportico Lopez (Berlin) – Credits Quartz Studio, con il supporto della Fondazioni Sardi per l’Arte – Photo Beppe Giardino

Qualcuno si è seduto sulla mia sedia è la continuazione di una storia che accade quotidianamente nella città di Torino. Da Quartz Studio, grazie al sostegno della Fondazione Sardi, Ola Vasiljeva prolunga la narrazione e la traduce in fiaba.
Lo spazio che ci accoglie è in prima apparenza molto ordinato. Superata la soglia di ingresso una grande scenografia con disegnate, in una chiave quasi satirico-fumettistica, due figure, forse delle creature fantastiche, si presenta davanti a noi. Poco più avanti una giacca rosa oversize, appesa ad un gancio a muro, appare così disposta quasi come un corpo scultoreo in attesa. Al suo interno piccoli oggetti nascosti insieme ad un disegno dell’artista trasformano l’abito in una sorta di baule del tesoro. Il passo successivo, celato dietro il varco scenografico, è volto verso un disordinato storehouse. Un dietro le quinte che vive in uno stato caotico ma proprio per questo energetico.
Da questo momento in poi la storia inizia a prendere forma. Una porta marrone apre una finestra sul negozio accanto. Una piccola sartoria in via Giulia di Barolo presenta nella vetrina una giacca da uomo su manichino e insieme un libro di modellistica anni sessanta. Il continuum spazio temporale ci trasporta dal piccolo bancone di Bama allo spazio di Quartz Studio in pochi secondi. Due giacche a terra dentro delle confezioni di plastica provengono dal lavasecco poco distante. Negli indumenti a terra è, inoltre, di nuovo raccolta un’altra storia, o meglio una fiaba vera e propria, che si collega con la precedente e da cui prende il nome il titolo del progetto espositivo.
È la favola di riccioli d’oro e i tre orsi alla quale viene aggiunto oltre agli episodi della sedia, della zuppa e del letto anche quello di un armadio contente gli abiti dei tre protagonisti. All’interno delle giacche esposte un piccolo disegno infantile rappresenta i due abiti. Le raffigurazioni sono opera dei bambini dei curatori dello spazio ai quali, dopo essere stata raccontata la fiaba modificata, è stato richiesto di tradurla in immagine. La scelta dell’artista, che in diversi workshop ha lavorato con bambini, non appare casuale considerando l’ampio potenziale di immaginazione che li contraddistingue.
A terra troviamo poi un paio di Geta, sandali tradizionali giapponesi risuolati dal calzolaio del quartiere. Tutto attorno a noi diversi dettagli, quali ricevute provenienti da i negozi citati e una scatola ricoperta da pezzi di giornale, sono segni della permanenza torinese dell’artista. I colori dell’installazione aderiscono inoltre perfettamente allo spazio decretando una comunione con le diverse tonalità delle piastrelle. Tre specchi con un alone dorato riflettono punti diversi dello spazio come ulteriori porte temporali. Lo stato di attesa regna sovrano.
Il tempo che ci circonda è sospeso dalla presenza di oggetti-soggetti che appartengono alla scena. Finzione o realtà: la narrazione creata da Vasiljeva confonde i confini e riaccende il potenziale di tre botteghe della città parlando di piccole esperienze immaginifiche produttrici di un altrove un po’ vero e un po’ magico.

Ola Vasiljeva, Qualcuno si è seduto sulla mia sedia, 2018 - installation view, mixed media - Courtesy the artist and Antoine Levi, Paris - Credits Quartz Studio, con il sopporto della Fondazioni Sardi per l’Arte - Photo Beppe Giardino

Ola Vasiljeva, Qualcuno si è seduto sulla mia sedia, 2018 – installation view, mixed media – Courtesy the artist, Antoine Levi (Paris) and Supportico Lopez (Berlin) – Credits Quartz Studio, con il supporto della Fondazioni Sardi per l’Arte – Photo Beppe Giardino

Ola Vasiljeva, Qualcuno si è seduto sulla mia sedia, 2018 - installation view, mixed media - Courtesy the artist and Antoine Levi, Paris - Credits Quartz Studio, con il sopporto della Fondazioni Sardi per l’Arte - Photo Beppe Giardino

Ola Vasiljeva, Qualcuno si è seduto sulla mia sedia, 2018 – installation view, mixed media – Courtesy the artist, Antoine Levi (Paris) and Supportico Lopez (Berlin) – Credits Quartz Studio, con il supporto della Fondazioni Sardi per l’Arte – Photo Beppe Giardino

Qualcuno si è seduto sulla mia sedia
Until April 5, 2018

Quartz Studio presents Qualcuno si è seduto sulla mia sedia, the first solo show in Italy by Ola Vasiljeva (Latvia, 1981).

Borrowing from moments of history, literature and counter-cultural movements, Ola Vasiljeva creates imaginary environments in which sculpture, drawing, video and found objects commingle. Vasiljeva is concerned with an experience that is mediated through devices that double as thresholds or membranes, instruments such as – the cinema screen, the curtain, the back stage dressing room, or the stage or pedestal, stage instructions, props, costumes, and tools suspended between use and ritual, mimicry and fiction. As if theatre sets at intermission, my environments are often littered with telling clues of unseen performances, obscure and often absurd activities.

For the show at Quartz Studio, the artist extends the imaginary territory of the next door tailor’s shop. The props and furnishings in the installation evince an alive disorderliness, as though they stood surrogates for the characters to whom their existence seemingly testifies. Activated by the interest in the foreboding and in the covert, the installation blurs the line between reality, imagination and simulation. Qualcuno si è seduto sulla mia sedia presents new sculptural and drawing works, made by the artist during her stay in Turin.

Ola Vasiljieva’s is one of the three exhibitions in program for 2018 at Quartz Studio organized thanks to the support of Fondazione Sardi per l’Arte. Founded in 2014 by Pinuccia Sardi Cagnucci and her passion for art, the Foundation’s objectives comprise the promotion of important characters of the artistic panorama of the 1900s, amongst which Carol Rama, and the retrieval of documents and artistic archives regarding these artists or people connected to them. Moreover, the Foundation fosters young and upcoming artists, critics, curators and non-profit actors. Since 2017, the art historian Lisa Parola, is the curator of a two year cultural and educational program for Fondazione Sardi. (press release)

Ola Vasiljeva, Qualcuno si è seduto sulla mia sedia, 2018 - installation view, mixed media - Courtesy the artist and Antoine Levi, Paris - Credits Quartz Studio, con il sopporto della Fondazioni Sardi per l’Arte - Photo Beppe Giardino

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Ola Vasiljeva, Qualcuno si è seduto sulla mia sedia, 2018 - installation view, mixed media - Courtesy the artist and Antoine Levi, Paris - Credits Quartz Studio, con il sopporto della Fondazioni Sardi per l’Arte - Photo Beppe Giardino

Ola Vasiljeva, Qualcuno si è seduto sulla mia sedia, 2018 – installation view, mixed media – Courtesy the artist, Antoine Levi (Paris) and Supportico Lopez (Berlin) – Credits Quartz Studio, con il supporto della Fondazioni Sardi per l’Arte – Photo Beppe Giardino