• Nick Mauss — Illuminated Window | Triennale di Milano, 2017 - Installation view © Gianluca Di Ioia
  • Nick Mauss — Illuminated Window | Triennale di Milano, 2017 - Installation view © Gianluca Di Ioia
  • Nick Mauss — Illuminated Window | Triennale di Milano, 2017 - Installation view © Gianluca Di Ioia
  • Nick Mauss — Illuminated Window | Torre Velasca, Milano, 2017 - Installation view © Gianluca Di Ioia
  • Installation view - Nouveau Musée National de Monaco, Monaco, 2017 - Courtesy of the artist; Nouveau Musée National de Monaco, Monaco; Campoli Presti, London / Paris and 303 Gallery, New York
  • Nick Mauss - Intricate Others Installation - Serralves Museum of Contemporary Art, Porto 2017 - Courtesy of the artist; Serralves Museum of Contemporary Art, Porto; Campoli Presti, London / Paris and 303 Gallery, New York
  • Nick Mauss - Intricate Others Installation - Serralves Museum of Contemporary Art, Porto 2017 - Courtesy of the artist; Serralves Museum of Contemporary Art, Porto; Campoli Presti, London / Paris and 303 Gallery, New York
  • Question The Wall Itself -Installation view: Florine Stettheimer and Nick Mauss - Walker Art Center, Minneapolis 2017 - Courtesy of the artist; Walker Art Center, Minneapolis; Campoli Presti, London / Paris and 303 Gallery, New York
  • Nick Mauss - Installation view - Campoli Presti, London 2015 - Courtesy of f the artist and Campoli Presti, London / Paris

La prima personale dell’artista americano Nick Mauss – a cura di Milovan Farronato sotto la direzione artistica di Edoardo Bonaspetti – ha inaugurato lo scorso 1 dicembre mostrando la peculiarità di creare una sinergia tra due spazi espositivi ben differenti: da un lato la fruizione istituzionale della Triennale di Milano, dall’altro la vetrina al piano terra della Torre Velasca.
I due emblematici luoghi dell’architettura milanese costruiscono un dialogo frutto della collaborazione con Urban Up Unipol Projects Cities e il sostegno di Fiorucci Art Trust e la Galleria Campoli Presti Parigi/Londra. La mostra, visitabile fino al 14 gennaio 2018, si costituisce di due interventi site-specific che evidenziano in particolar modo l’interesse di Mauss per la traccia, la costruzione di strati e l’amalgamarsi di storie nelle immagini, a cui si aggiunge una necessità di decostruire la tradizionale cornice espositiva.
L’ampia parete bianca d’ingresso della Triennale diviene allora base materiale per un mosaico entropico di formelle rettangolari e quadrangolari che ricordano, sebbene i colori siano meno accesi, l’espressionismo dei Fauves. Il disegno non unitario pare ricomporsi grazie alla capacità panoramica di uno sguardo abile nell’identificare nelle giustapposizioni similitudini e contrasti. I tasselli di ceramica realizzati a Faenza poco prima dell’inaugurazione presentano le tracce di disegni abbozzati che nei colori ricorrenti appaiono come emersioni semiotiche. Inoltre il materiale, che nella cottura si concede alla casualità dell’imprevisto, istituisce la possibilità di un’interruzione inaspettata e del sorgere di un invisto nella linearità formale della serie. Lo sguardo, dopo essersi dilettato in un rizomatico percorso, si trasferisce verso il metaforico palcoscenico dello Spazio Acquario.

Nick Mauss — Illuminated Window | Triennale di Milano, 2017 - Installation view © Gianluca Di Ioia

Nick Mauss — Illuminated Window | Triennale di Milano, 2017 – Installation view © Gianluca Di Ioia

Grazie ad elementi d’arredo firmati Studio BBPR, collettivo di architetti italiani che progettò tra il 1952 e il 1955 la stessa Torre Velasca, lo spazio appare quale messa in scena di un luogo domestico. La location en plein air propone un assetto alternativo che costringe lo spettatore a circumnavigare le vetrine di un quadrato costantemente illuminato giorno e notte. Al suo interno il movimento del fuori si riflette nei due dipinti che, come pannelli pubblicitari roteanti, girano su se stessi senza sosta, mentre una pila di disegni irrompe nello spazio sovrapponendosi su supporti come tavoli e scrivanie. La vetrina con la sua superficie specchiante, materiale già ampiamente utilizzato da Mauss in lavori come Double Motif (2016), rinnova il ruolo dello spettatore che diviene involontariamente parte integrante del display espositivo.
L’inseguirsi e il riformularsi dei gesti pittorici generati dalla mano dell’artista, compresi di quelle anastrofi che il curatore Milovan Farronato facendo riferimento alla figura retorica ha definito come elementi centrali del suo linguaggio, permettono di dare vita ad una coreografia che ha qualcosa a che vedere con il montaggio. I tagli e le interruzioni, che nel caso di Nick Mauss sono date dall’emersione di nuovi frammenti del racconto, non sono altro infatti che il motivo di partenza di nuove sequenze pronte a ripristinare, sotto altre forme, il materiale del tempo.
Per riprendere le riflessioni di Gilles Deleuze nel suo celebre saggio Immagine-movimento, la grande portata del lavoro di Mauss si configura nel dare al mondo un’immagine materia, eterna e incessante modulazione di un tutto in continua trasformazione.

Nick Mauss — Illuminated Window | Triennale di Milano, 2017 - Installation view © Gianluca Di Ioia

Nick Mauss — Illuminated Window | Triennale di Milano, 2017 – Installation view © Gianluca Di Ioia

Nick Mauss — Illuminated Window | Torre Velasca, Milano, 2017 - Installation view © Gianluca Di Ioia

Nick Mauss — Illuminated Window | Torre Velasca, Milano, 2017 – Installation view © Gianluca Di Ioia

Nick Mauss - Intricate Others  Installation -  Serralves Museum of Contemporary Art, Porto 2017 - Courtesy of the artist; Serralves Museum of Contemporary Art, Porto; Campoli Presti, London / Paris and 303 Gallery, New York

Nick Mauss – Intricate Others Installation – Serralves Museum of Contemporary Art, Porto 2017 – Courtesy of the artist; Serralves Museum of Contemporary Art, Porto; Campoli Presti, London / Paris and 303 Gallery, New York