Public void on pointer enter, Valerio Veneruso, Neuro_Revolution, 2020, MLZ Art Dep, Courtesy AiR Trieste – Per Chi Crea, Foto Studio Macovaz

Il concetto di bioipermedia di Giorgio Griziotti, ingegnere informatico e autore di Neurocapitalismo. Mediazioni tecnologiche e linee di fuga (Mimesis, 2016), è “l’ambiente in cui interagiscono corpi, vite, macchine, reti, codici, dati, flussi, territori e tempo”. Quali conseguenze hanno le nuove tecnologie della comunicazione sulle vite umane? E la nascita della rete ci ha veramente portato a vivere in un mondo connesso e antigerarchico oppure ha aperto le nostre vite a imprevedibilità distopiche?

Queste sono alcune delle domande attorno a cui è stato sviluppato un processo di ricerca condiviso di medio lungo termine che ha portato alla realizzazione di NEURO_REVOLUTION, una mostra collettiva a cura di Francesca Lazzarini con opere di Camilla Alberti, Marco Antelmi, Leonardo Bentini, Valerio Veneruso, Luca Marcelli e Orecchie d’Asino. Le loro opere sono in mostra negli spazi di MLZ Art Dep (Trieste) sino al 29 ottobre 2020.

Queste sono alcune delle domande che hanno stimolato il processo di ricerca, condiviso e di medio lungo termine, proposto dalla residenza d’artista Neuro_Revolution di AiR Trieste realizzata con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, e in collaborazione con Fondazione Modena Arti Visive e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti. Il processo di ricerca che ha preceduto la mostra ha incluso incontri, workshop, e conversazioni con Vuk Ćosić, Giorgio Griziotti, Claudia Löffelholz, Davide Prati del collettivo IOCOSE, Marko Tadić, Gaia Tedone, Domenico Quaranta e neuroscienziati della SISSA. Insieme hanno lavorato alla stesura di un glossario in cui termini appartenenti al campo semantico della tecnologia vengono ri-umanizzati o de-macchinizzati (Cloud, Connessione, Crowdsourcing, Interruzione, Sincronizzazione, Sistema, Public Void).

Camilla Alberti, WWW – Worlding Wild Web, 2020, scultura organica, 45 x 45 x 45 cm, Courtesy l’artista e AiR Trieste – Neuro_Revolution, Per Chi Crea
Mu e Living is easy with eyes closed, dalla serie Public void on pointer enter, Valerio Veneruso, Neuro_Revolution, 2020, MLZ Art Dep, Courtesy AiR Trieste – Per Chi Crea, Foto Studio Macovaz
Dettaglio, The Intangible Community, Leonardo Bentini, Neuro_Revolution, 2020, MLZ Art Dep, Courtesy AiR Trieste – Per Chi Crea, Foto Studio Macovaz

WWW – Worlding Wild Web (2020) di Camilla Alberti (Rho, 1994) propone un parallelismo tra il World Wide Web e Wood Wide Web, una rete di piante che connette diverse specie viventi grazie alla funzione di micorrize, associazioni simbiotiche tra funghi e radici delle piante. Può il paradigma vegetale offrire un modello alternativo per rivalutare il potere decentralizzante del Web? Il telaio Jacquard della macchina da ricamo industriale è alla base della programmazione della macchina analitica, per cui i 4 ricami a telaio che costituiscono parte di WWW – Worlding Wild Web sono un link all’origine dei codici e del linguaggio digitale. La scultura, invece, è composta da materiali di scarto e piante: i materiali abbandonati, “rovina” in Marc Augè, sono un’ibridazione che secondo l’artista farebbe perdere le tracce del dualismo organico/inorganico, definendo piuttosto uno spazio o corpo comune.

Teorie di Topi (2020) di Marco Antelmi (Bari, 1993) è un documentario sci-fi sulla fine dell’umanità in un pianeta abitato da soli topi dopo che “la base è stata evacuata (e) non c’è più nessun uomo a presidiarla”. L’estinzione è ricostruita attraverso le interviste di un uomo a un avvocato esperto di diritti di migranti e di CPR, a un user experience e user interface designer per l’Internet banking e a un operatore di una server farm. Gli intervistati indossano una maschera. Liberamente spirato a Dissipatio H.G. di Guido Morselli, questo lavoro interroga la relazione tra servizi cloud, data center, centri di detenzione di immigrati ed estinzione dell’umano.

The Intangible Community (2020) di Leonardo Bentini (Roma, 1994) è un progetto di scrittura collettiva realizzato insieme ai lavoratori di piattaforme di crowdsourcing, in particolare quella di Amazon Mechanical Turk. Il lavoro prova a immaginare una comunità in cui non è accettato che non ci siano alternative all’attuale stato delle cose. La condivisione di un input di testo con gli operatori ha portato alla stesura di Apology of a digital crowd (www.theintangiblecommunity.com), ossia le tre storie Nomatawei’s immagination, Sustainable automation and digital’s cosmopolitics e PHYSICAL STATE_Sudden Disturbance. In mostra insieme ai testi è installata un’immagine da webcam, che è stata mandata all’artista da uno degli utenti della piattaforma per mostrare a Leonardo il proprio luogo di lavoro. La lettura condivisa di The Age of Spiritual Machines (1999) di Ray Kurzweil durante il workshop e una riflessione sulla deriva accelerazionista sono interrogati in Public void on pointer enter (2020) di Valerio Veneruso (Napoli, 1984). Un tappeto intarsiato con il logo alterato di Websensitive contents e due immagini di paesaggi simulati accompagnano un’esperienza di Realtà Virtuale accessibile con il visore. L’installazione fa leva sull’impulso voyeuristico dei fruitori dei social. L’uso della tecnologia nel lavoro di Veneruso mette in luce la criticità della stessa, seppur non demonizzandola. La spazializzazione virtuale di memorie dell’emotività condivisa e fruita sui social è dislocata in un infinito Vaporwave, i cui classici aprono a un’esperienza metafisica e alla frustrazione che l’accompagna.

Quattrocchi, Orecchie D’Asino, Neuro_Revolution, 2020, MLZ Art Dep, Courtesy AiR Trieste – Per Chi Crea, Foto Studio Macovaz
Valerio Veneruso, estratto dall’esperienza VR, Public void on pointer enter, 2020, Courtesy l’artista e AiR Trieste – Neuro_Revolution, Per Chi Crea
Valerio Veneruso, estratto dall’esperienza VR, Public void on pointer enter, 2020, Courtesy l’artista e AiR Trieste – Neuro_Revolution, Per Chi Crea

Le Voci (2020) è un’installazione sonora di Luca Marcelli (Cagliari, 1995) che mutua il concetto di schizofrenia da Félix Guattari come modello di relazione soggetto/mondo. Una voce femminile (ma più umana di quella di Siri, Cortana, Alexa) su più canali, quattro casse che si guardano tra loro, crea uno spazio immersivo in cui una una proliferazione di informazioni e ripetizioni ha “solo questa voce che non può dir la verità”. Che tipo di alterazioni cognitive potrebbe produrre la ricerca di un significato coerente nell’interpretazione di un sistema di informazioni troppo complesso?

Quattrocchi (2020) del duo Orecchie d’Asino (Ornella De Carlo, Acquaviva delle Fonti, 1991; Federica Porro, Como, 1994) è una riflessione sul “gioco di società di campo”, in cui oggetti donati sono nodi di relazioni. Vicino ad un’etica del dialogo, il lavoro di OD’A programma una relazione tra sconosciuti mediata da oggetti regalati e chiusi in box anonimi e identici. Ricevere in dono uno scatolone dalle artiste vestite da magazziniere equivale ad accettare le coordinate (luogo e data) per poter incontrare chi ha donato l’oggetto contenuto nella scatola. Una celebrazione dell’arte contenuta in qualsiasi atto della vita quotidiana. In tempi di Facebook, Tinder, Happn, e Instagram, sappiamo ancora incontrarci vis-à-vis? 

NEURO-REVOLUTION
A cura di Francesca Lazzarini
04.09-29.10.2020
MLZ Art Dep

Presentazione con Fondazione Modena Arti Visive
14.10.2020, ore 18.00
FMAV – MATA
Modena, Via della Manifattura dei Tabacchi 83

Presentazione con NABA, Nuova Accademia di Belle Arti
15.10.2020, ore 18.00
Collegamento da MLZ Art Dep e NABA su Blackboard
Link di accesso su airtrieste.it/neuro_revolution

Teorie di Topi, Marco Antelmi, Neuro_Revolution, 2020, MLZ Art Dep, Courtesy AiR Trieste – Per Chi Crea, Foto Studio Macovaz
Veduta della mostra, Neuro_Revolution, 2020, MLZ Art Dep, Courtesy AiR Trieste – Per Chi Crea, Foto Studio Macovaz
Veduta della mostra, Neuro_Revolution, 2020, MLZ Art Dep, Courtesy AiR Trieste – Per Chi Crea, Foto Studio Macovaz