Michele Di Stefano – Uno stato eternamente nascente:
Muna Mussie – Bientôt l’été

Per la sua decima edizione Live Arts Week sceglie, come racconta Daniele Gasparinetti, di essere un “festival senza infrastrutture” costruito sul principio dell’autonomia “con interventi a impatto che riportano l’evento alla sua forma zero animata da una costellazione di artisti che come uno stormo di uccelli si posa” in uno spazio inedito quello del Lungo Reno. Un parco di oltre tremila metri quadrati nel quale gli eventi e gli interventi saranno dispersi lungo l’arco dei nove giorni di programmazione – dal 19 al 27 giugno.

Il primo intervento ad essersi impiantato è Cosinus (Venti Cosmici) di Margherita Morgantin presentato solo quale settimana fa in occasione di ART CITY Bologna. Le altre attività si svolgeranno lungo un percorso di circa 2,5 chilometri non in un tracciato lineare, ma un calendario metamorfico proprio come il terreno e il paesaggio del lungo fiume i cui cambiamenti e aspetti naturali faranno da scenografia ai contributi degli oltre 50 artisti. “Lontano dal voler essere un ritorno nella natura” spiega Silvia Fanti “questa decima edizione è pensata per sperimentare nuove forme di produzione e di fruizione che rappresentano un invito a prendersi del tempo e ad allontanarsi”. Interamente gratuito, il programma non prevede infatti un calendario di eventi programmati da seguire, ma una serie di pratiche eterogenee i cui aggiornamenti verranno condivisi sui social che rendono questa edizione “un’opera di opere, da osservare nella sua dinamica lentezza” racconta sempre la Fanti. 

Ad inaugurare l’edizione, nata da un lungo processo di co-invenzione tra Xing e gli artisti coinvolti, è UFO garage bar/band prototipo di uno strano ufo-bar basato su plasticità, pose e relazioni, segno di come vivere questa Live Arts Week. Un luogo dove cercare, trovare e ritrovarsi, una serie di eventi da frequentare o magari da mancare. Un cambio di forma rispetto alle edizioni precedenti che Xing decide di intraprendere anche coinvolgendo gli artisti con i quali collabora da tempo e con i quali proprio a Bologna ha costruito negli anni dei luoghi che hanno creato nuove forme. Tra loro, denominati collettivamente “Fonderia”, Kinkaleri con le loro divagazioni coreografiche e Michele di Stefano – mk con il progetto clessidra Stato eternamente nascente: <Abbandono> e <Simulazione di Prossimità> inteso come processo di ricerca a vista, senza inizio né fine. E ancora Canedicoda, l’artista che abiterà il parco in modo più stabile con Casacando, una sorta di accampamento di suoni mobili e indipendenti animato anche da Renato Grieco, e Cristina Kristal Rizzo che insieme al musicista Enrico Malatesta utilizzerà i fuochi d’artificio naturali utilizzati in oriente per BOGA pezzi elementari per l’incendio del Tempio. Dal rapporto con la città e le sue realtà culturali deriva anche il coinvolgimento del mondo dell’arte visiva con i contributi di artisti legati a TRIPLA e Gelateria Sogni di Ghiaccio come Eleonora Lucarini, Mattia Pajè e Alessandro Di Pietro.

Alix Eynaudi – Insomnia, a word of mouth
Massimo Conti – free is be – be is free

A fare da filo conduttore è l’idea dell’incompiutezza dell’apertura ai cambiamenti, naturali e umani, che trasformeranno giorno per giorno anche il progettiodi Jacopo Benassi Hunt me down/Datemi la caccia performance di luce e live-shooting con la quale il fotografo catturerà le proprie prede con il flash e di Marco Mazzoni Found in transition con il quale costruisce oggetti (o sintomi di oggetti) e accumula segni da incontrare ed attivare nel parco (linea, soglia, riquadro); Massimo Conti compare con meta- o sub-coreografie, mentre Insomnia è un passaparola, con cui Alix Eynau e Anne Faucheret, come note a margine di un evento, pascolano attraverso le loro biblioteche personali condivise insieme agli ospiti, in una dark room a cielo aperto che assume la forma di un delicato esperimento tra il quotidiano e l’evento. Con Spooky actions Michele Rizzoguarda alla danza come un’entità assorbita e secreta attraverso il corpo: due performer immersi in un ambiente instabile si muovono tra tensioni ed esperienze sensoriali, tra configurazioni di equilibrio e continui cambiamenti di stato.

Indagano nuove forme cinematografiche Zapruder con Anubi Peng – tra le 25 nuove produzioni parte del programma – film prodotto in tempo reale come lavoro su suono e parola incomprensibile, e TEMPORALI  live filming di 36 ore – quattro per ogni giornata – con il quale Lele Marcojanni scegli di documentare l’evento in una forma istantanea che contemporaneamente dilata il tempo. Ed è proprio la dilatazione temporale ad influenzare le attività performative che si svolgeranno dalle 16 alle 23 circa, seguendo bioritmi variabili lungo le giornate e la loro successione, adattandosi a variazioni di clima e di luce, attraverso una proposta artistica che pone al centro della propria attenzione l’autorialità e non il progetto, e di questa la sua possibilità di essere messa a disposizione di tutti.

Dove
Lungo Reno Quartiere Barca
accesso da Via Chiarini (accanto agli Orti Comunali Boschetto)
Bologna
— Ingresso gratuito —

Invernomuto – BETA MED

Con: Alessandro Di Pietro • Alessandro Rilletti • Alix Eynaudi • Allison Grimaldi Donahue • Andrea Dionisi • Andrea Magnani • Annamaria Ajmone • Anne Faucheret • Attila Faravelli • Biagio Caravano • Bianca R. Schroeder • Canedicoda • Carolina Fanti • Caterina Montanari • Chiara Lucisano • Christophe Albertijn • Costanza Candeloro • Cristina Kristal Rizzo • Elena Radice • Enrico Gilardi • Enrico Malatesta • Eleonora Luccarini • Francesco Cavaliere • Francesca Duranti • Francesca Ugolini • Gina Monaco • Gitte Hendrikx • Giuseppe Vincent Giampino • Guillermo De Cabanyes • Jacopo Benassi • Kinkaleri • Invernomuto • Isabella Mongelli • Lele Marcojanni • Loredana Tarnovschi • Lucia Amara • Marco Mazzoni • Marcos Simoes • Margherita Morgantin • Mattia Pajè • Massimo Conti • mk • Michele Di Stefano • Michele Lori • Michele Rizzo • Milena Rossignoli • Muna Mussie • Nicola Ratti • golmo stuppia • Renato Grieco • Roberta Mosca • Roberta Pagani • Sara Manente • Seba stiano Geronimo • Standards • Virginia Genta • Vittoria Caneva • Zapruder

Jacopo Benassi – Hunt me down