• Jason Dodge © Sebastiano Pellion di Persano - Courtesy l’artista e Galleria Franco Noero - Installation view - Piazza Carignano, Torino
  • Jason Dodge © Sebastiano Pellion di Persano - Courtesy l’artista e Galleria Franco Noero - Installation view - Piazza Carignano, Torino
  • Jason Dodge © Sebastiano Pellion di Persano - Courtesy l’artista e Galleria Franco Noero - Installation view - Piazza Carignano, Torino
  • Jason Dodge © Sebastiano Pellion di Persano - Courtesy l’artista e Galleria Franco Noero - Installation view - Sede in via Mottalciata, Torino
  • Jason Dodge © Sebastiano Pellion di Persano - Courtesy l’artista e Galleria Franco Noero - Installation view - Sede in via Mottalciata, Torino
  • Jason Dodge © Sebastiano Pellion di Persano - Courtesy l’artista e Galleria Franco Noero - Installation view - Sede in via Mottalciata, Torino
  • Jason Dodge © Sebastiano Pellion di Persano - Courtesy l’artista e Galleria Franco Noero - Installation view - Sede in via Mottalciata, Torino

La terza personale di Jason Dodge si divide negli spazi della galleria Franco Noero in via Mottalciata e in Piazza Carignano con due nuovi interventi site-specif. Da un lato una serie di sculture con oggetti di diversa natura, dall’altro un’installazione di rifiuti disseminati a terra. Raccolti in tutto il mondo i detriti divengono strumenti di lettura di un quotidiano che parla di assenza e perdita. Milioni sono le cose che ci cadono di dosso nella distrazione di tutti i giorni: dispersi gli oggetti intrecciano vite ed esperienze.
L’atto di conservare ciò che è stato dimenticato diviene, quindi, il modo per l’artista di richiedere una presenza. Lo spettatore è infatti invitato a ricostruire la lunga serie di frammenti: loghi, lettere, ricevute e contenitori, foglie e scatole con scarpe da ginnastica come materiali pronti per la rilettura. La distribuzione, in realtà mai casuale, lascia aperto un percorso visivo fatto di salti e toni che vanno dal giallo al rosa. Annunci di gatti e canarini dispersi o morti, coperte, bottiglie e asciugacapelli sono relitti e immagini di azioni avvenute da qualche parte, ricordi accaduti di cui è possibile appropriarsi. Dopo un lungo percorso nelle sale della galleria di Piazza Carignano, nell’ultima stanza, la quiete. Una coperta blu notte, ordinata e impacchettata, è il ricordo di un cielo che stava sopra la testa di chi l’ha realizzata. La richiesta che in determinati luoghi del mondo l’artista pone è il metro di una misurazione sempre imprecisa e variabile poiché soggettiva e in costante mutamento.
Accanto un cumulo di fili elettrici, di lana e nastri, tutti attorcigliati tra di loro, rappresentano la distanza che separa la terra dalla stratosfera. Il link tra i due lavori nasce nell’immediato portando il nostro volto a volgere uno sguardo verso l’alto, verso un limite in pura espansione. In ultimo una collezione di monete accerchia la stanza dell’ufficio. L’alterazione della funzione d’uso degli oggetti, come per le tracce raccolte da terra e i tubi colorati, viene modificata anche qui. I volti e le imprese dei noti personaggi sul recto e il verso delle monete appare cancellata, consumata da un tempo che non ci permette di accedere al valore reale di ciò che è stato rappresentato.

Jason Dodge © Sebastiano Pellion di Persano - Courtesy l’artista e Galleria Franco Noero - Installation view - Piazza Carignano, Torino

Jason Dodge © Sebastiano Pellion di Persano – Courtesy l’artista e Galleria Franco Noero – Installation view – Piazza Carignano, Torino

Jason Dodge © Sebastiano Pellion di Persano - Courtesy l’artista e Galleria Franco Noero - Installation view - Piazza Carignano, Torino

Jason Dodge © Sebastiano Pellion di Persano – Courtesy l’artista e Galleria Franco Noero – Installation view – Piazza Carignano, Torino

La seconda sede presenta nuovamente sculture composte da elementi del quotidiano. Pellicce distese a terra sopra alle quali troviamo computer aperti, vetri, tavoli, scarpe per un uomo con tre piedi e cesti realizzati da un cestaio cieco si combinano in costellazioni che parlano un linguaggio ermetico. Le piccole aperture e grate a terra perfette per piccoli animali pronti a girovagare nella galleria trasformano lo spazio in un luogo di passaggi fugaci e veloci. Le azioni si compiono dietro il nostro sguardo, le incontriamo nei suoi lavori come velati movimenti virtuali, impalpabili e forse irrisolti, come una composizione musicale che si sente sempre in lontananza. Sebbene l’artista si ponga come trasmettitore di segnali, non ci sono istruzioni. Lo stato originale degli oggetti affiora grazie ad una evidente sensibilità formale per i materiali selezionati. È un viaggio quello che Dodge ci chiede di fare nei frammenti di una lunga trama, i cui limiti si possono ampliare ed espandere nel tempo e nello spazio. La narrazione continua a crescere nella testa di ognuno di noi, di chi si è attivato nel guardare e sentire ciò che prima passava inosservato. Siamo ed esistiamo nell’incontro, in uno scambio globale che l’artista ci propone in una sala affollata di presenze e rimanenze.

Jason Dodge © Sebastiano Pellion di Persano - Courtesy l’artista e Galleria Franco Noero - Installation view - Sede in via Mottalciata, Torino

Jason Dodge © Sebastiano Pellion di Persano – Courtesy l’artista e Galleria Franco Noero – Installation view – Sede in via Mottalciata, Torino

Jason Dodge © Sebastiano Pellion di Persano - Courtesy l’artista e Galleria Franco Noero - Installation view - Sede in via Mottalciata, Torino

Jason Dodge © Sebastiano Pellion di Persano – Courtesy l’artista e Galleria Franco Noero – Installation view – Sede in via Mottalciata, Torino

Jason Dodge © Sebastiano Pellion di Persano - Courtesy l’artista e Galleria Franco Noero - Installation view - Sede in via Mottalciata, Torino

Jason Dodge © Sebastiano Pellion di Persano – Courtesy l’artista e Galleria Franco Noero – Installation view – Sede in via Mottalciata, Torino