Ocean Space, Chiesa di San Lorenzo, Interno – Foto: Enrico Fiorese

Per la prima volta live sulla piattaforma Zoom, Markus Reymann, direttore di TBA21- Academy, insieme a Alice Ongaro Sartori ed Enrico Bettinello, ha presentato le iniziative digitali di Ocean Space, per continuare a riflettere sulle diverse tematiche legate all’ambiente e al cambiamento climatico, alla sostenibilità e alla cultura, in un periodo di trasformazioni e mutamenti contraddistinto dal distanziamento sociale.
L’acqua e l’oceano sono al centro della ricerca multidisciplinare di Ocean Space, spazio situato nella suggestiva cornice veneziana della Chiesa di San Lorenzo. Reymann ha sottolineato come la relazione con Venezia sia funzionale ad una riflessione teorica e concreta sull’ambiente, essendo la città specchio non solo dei cambiamenti e stravolgimenti climatici, testimoniati dall’acqua “granda” di novembre 2019, ma anche della relazione concreta che le persone hanno con l’acqua e con la laguna. L’intervento degli artisti, con la loro visione e problematizzazione del mondo, è funzionale alla costruzione di connessioni, riflessioni e dialoghi tra professionisti e pubblici diversi.

“Oggi il settore culturale affronta un nuovo cambiamento, settore che da sempre prevede l’incontro delle persone per riflettere e favorire aggregazioni nei pensieri e nelle idee: come si creano delle iniziative che possano far riflettere e coinvolgere la comunità in questa situazione? Come si può creare un programma che possa essere realizzato con Venezia e per Venezia?”
A partire da questa riflessione, Markus Reymann introduce i tre progetti curati da Alice Ongaro Sartori ed Enrico Bettinello.
Il primo progetto, dal titolo Nowtilus, storia da una laguna urbana del 21esimo secolo, raccoglie 8 podcast condotti da Enrico Bettinello che raccontano delle storie.
I podcast verranno pubblicati ogni due settimane sul sito ocean-archive.org a partire da venerdì 24 aprile 2020.
Ad ogni puntata verrà invitato un ospite, come lo scrittore Tiziano Scarpa o il sound artist Nicola Di Croce, per riflettere su alcune tematiche come la relazione con l’ambiente, l’impatto che l’uomo ha sull’ambiente stesso, il modo di abitare gli spazi pubblici.

Ocean Space, Chiesa di San Lorenzo, Foto: Enrico Fiorese


Bettinello parla di “esercizio politico di condivisione e spazio reciproco”: il suffisso “now” nel neologismo “Nowtilus” riecheggia il qui e ora, la capacità di continuare a parlare nonostante la distanza sociale, il prenderci cura dello spazio e l’ammirare una Venezia viva.
Termine che richiama anche il mare, nell’allusione al sottomarino immaginario del romanzo 20000 leghe sotto i mari e al termine greco “Nautilus” (marinaio). Un progetto che potrà dunque continuare anche quando lo spazio verrà riaperto.

Le altre due iniziative digitali hanno un carattere partecipativo.
Cara Venezia è un invito rivolto agli artisti che hanno già collaborato con TBA21-Academy: un invito a produrre un messaggio visivo, come un video, una parola o un testo, per sostenere, anche a distanza, la città. Altra Marea. Pensieri ed emozioni ai tempi del Coronavirus a Venezia è un progetto che consiste nella creazione di un archivio di pensieri sulla situazione che la città vive, condizione resa più gravosa dalle difficoltà che già da tempo affliggono Venezia.
Attraverso un breve video o un breve testo (da inviare a info@ocean-space.org), chiunque voglia partecipare potrà rispondere ad una serie di domande per raccontare il proprio isolamento, le proprie emozioni e riflessioni.

In attesa della riapertura dello spazio e della mostra Territorial Agency: Oceans in Transformation, commissionata da TBA21-Academy e curata da Daniela Zyman, Ocean Space non si ferma: “bisogna trovare dei modi per fare le cose che facevamo prima e per andare avanti” Markus Reymann.

Ocean Space, Chiesa di San Lorenzo, Foto: Enrico Fiorese