Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi I diari di Angela. Noi due cineasti. Capitolo secondo, 2019 Frame da video, Mart

Dopo la morte di Angela, nel 2018, Yervant inizia a sfogliare i diari che lei teneva e a riguardare indietro alle loro storie, alla loro vita personale. I diari raccontano un continuo intreccio fra vita, arte e politica che caratterizza la loro esperienza di cineasti; si intitolano I diari di Angela. Noi due cineasti, capitolo primo e capitolo secondo. La poetica del duo è da sempre alle prese con la diaristica in un’arte che “rivolge lo sguardo indietro”, come dimostrano i precedenti Diario Africano (1994), Ritorno a Khodorciur. Diario armeno (1986) e la lettura dei diari di Musil o di Doris Lessing. Ma ne è sintomo anche un’attenzione costante verso figure minori della Storia.

Il secondo capitolo de I diari di Angela è un flusso di “immagini private, registrazioni, vissuti necessari al lavoro di risignificazione dell’archivio filmico”, nella continuazione di un lavoro che ha nella violenza del Novecento il suo centro. Una poesia e una ricerca mai interrotta, in cui si vedono la ripresa di uno spezzone di Imperium, Yervant che legge i diari, Angela a Edinburgo nel 1975, il “Tour di due mesi con i ‘Films Profumati’ (Scented –films)” nel 1981, il viaggio in Palestina, una celebrazione di Mussolini a Predappio nel 1983, Walter Chiari in Armenia nel 1987,  e una corsa, nei primi anni Ottanta, di Angela insieme a Raphael Gianikian, di cui Yervant scrive: “due sopravvissuti, Raphael da un genocidio, lei dalla ‘Linea Gotica’”.

Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi I diari di Angela. Noi due cineasti. Capitolo secondo, 2019 Frame da video, Mart
Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi I diari di Angela. Noi due cineasti. Capitolo secondo, 2019 Frame da video, Mart
Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi I diari di Angela. Noi due cineasti. Capitolo secondo, 2019 Frame da video, Mart

Trittico del Novecento, allestito qualche metro più in là de I diari, è una storia del secolo scorso raccontata attraverso immagini assolutamente ordinarie di violenza. L’opera è un Trittico composto da Terrorismo, …Ai vinti e Il corpo ferito. La particolare lavorazione di questi film è conseguente all’acquisto nel 1981 da parte degli artisti dell’archivio di Luca Comerio (1876-1940), “fotografo di corte […] l’unico operatore a seguire in veste ufficiale l’esercito italiano durante la Prima guerra mondiale”. Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi per lavorare al materiale sviluppano la camera analitica, a metà tra una stampatrice a contatto e una camera aerea, attraverso cui possono “intervenire sulla velocità di scorrimento, sul dettaglio, sul colore”, dipingendo autonomamente vaste zone del film, fissando e riproducendo in forme non abituali il materiale d’archivio, un procedimento utilizzato per la prima volta nel film Dal polo all’Equatore.

Mentre il Trittico del Novecento è frutto di un sodalizio artistico che il duo ha stretto con il Mart tra il 2002 e il 2008, nel 2019 il museo sostiene e acquisisce I diari di Angela. Capitolo secondo.

I DIARI
Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi
22.02 – 31.05.2020
A cura di Denis Isaia
MART, Rovereto

Yervant Gianikian, Angela Ricci Lucchi Trittico del XX secolo. Il corpo ferito, 2002 Frame da video, Mart
Yervant Gianikian, Angela Ricci Lucchi Trittico del XX secolo. … Ai vinti!, 2004 Frame da video, Mart
Yervant Gianikian, Angela Ricci Lucchi Trittico del XX secolo. Terrorismo, 2008 Frame da video, Mart