Matteo Attruia – “per guardare avanti ho deciso di partire da ciò che sono. e sono anche la somma di tutti giorni che ho vissuto fino a qui, ora. il lavoro IO – nulla dies sine linea è proprio questo. ogni giorno aggiungo una linea. aspettando che arrivi domani. nessun giorno senza una linea. io guardo avanti così.”

#GUARDIAMOAVANTI è il titolo della collettiva che sancisce la riapertura degli spazi di marina bastianello gallery. Fino a sabato 29 agosto 2020 sarà possibile visitare la mostra e confrontarsi con quelle che sono le opere finite prodotte dagli artisti della galleria durante il periodo di confinamento. Il progetto nasce infatti all’interno dello spazio digitale, nei profili Instagram e Facebook della galleria, come invito a continuare a fare arte e a sperare nel futuro nonostante l’incertezza e il cambiamento storico che stiamo vivendo.

I lavori, mostrati in progress attraverso dei video su Facebook e foto su Instagram, si contraddistinguono per la multimedialità, influenzata dal luogo e dall’abitazione in cui gli artisti hanno vissuto, e per una temporalità duale che guarda contemporaneamente al passato e al futuro. “Fare mostre oggi è difficile: anche un opening viene ripensato nelle modalità, passando da un evento di un giorno a un evento settimanale. Si spera al più presto di riprendere la vita di prima”. Con questa speranza, Marina Bastianello guarda avanti, in concerto con gli artisti che rappresenta. Com’eravamo? Come siamo? come saremo? a queste domande Matteo Attruia risponde con l’uso ironico della parola in SIAMO (NEL)LA MERDA.

Orianne Castel – Spring
Real, viaggio nell’Italia del trascendente, 2012 – 2015, foto. “Dopo aver messo a punto un sistema di divinazione che nasce dall’intersecarsi di tre tradizioni, quella runica, la lettura dei tarocchi e l’antica pratica di leggere il futuro nei sassi di fiume diffusa nell’Italia preromana, ci siamo messi in viaggio. Quello che doveva essere solo un percorso esperienziale e formativo per la nostra attività di performer, piano piano si è costituito come l’ossatura di una serie di opere percepite da noi come intime, profondamente legate alla vita, reali” Penzo+Fiore

Protagonista assoluta della mostra è la pittura. Dalle pennellate astratte di Giulia Furlan e Maria Giovanna Zanella, si passa ai ritratti figurativi di Margherita Mezzetti. Di forma ovale a richiamare le fotografie incorniciate, i volti delle persone a lei care e amiche – visibili solamente attraverso Skype a causa del lockdown – si incontrano e si riuniscono nella serie di ritratti che compone La giostra (dei primi attori). In Heavy Samba, Paolo Pretolani dà vita, pennellata dopo pennellata, ad una superficie viva e organica – quasi una corazza – che racchiude ogni istante vissuto in quarantena. Barbara Prenka adotta il ricamo libero su tessuto per definire una superficie come “pittura multimediale”.

Il tema del ricordo e della memoria emerge in particolare nella scultura di Antonio Guiotto, Ubi labor pudor cessat, che richiama l’idea del non restare con le mani in mano e nella serie fotografica di Penzo+Fiore tratta da Real, viaggio nell’Italia del trascendente,

2012-2015, invito alla riscoperta del viaggio e dei luoghi iconici del bel paese. Il presente riveste Sea Tepals, sculture di Graziano Folata che, confinato in Sardegna, realizza una serie di incisioni su ossi di seppia. Il futuro e il cambiamento contraddistinguono i progetti di performance Amazon Dance di Nico Angiuli e il progetto d’installazione Bois le roi di Orianne Castel.

La scelta di concludere un progetto nato sui social all’interno di uno spazio fisico, fruibile in modalità “analogica”, definisce la voglia e la speranza di ricominciare. La galleria non si ferma e sarà parte attiva di un progetto a Forte Marghera, in collaborazione con Venice Galleries View, e a settembre ospiterà una nuova mostra, una personale.

#GUARDIAMOAVANTI
marina bastianello gallery
Via Pascoli 9c, 30171 Mestre (VE) fino al 29 agosto 2020



Nico Angiuli, Matteo Attruia, Agostino Bergamaschi, Paolo Brambilla, Orianne Castel, Nemanja Cvijanović, Graziano Folata, Giulia Furlan, Antonio Guiotto, Lalla Lussu, Margherita Mezzetti, Penzo+Fiore, Barbara Prenka, Paolo Pretolani

Barbara Prenka – Il lavoro è un ricamo libero che interviene sul tessuto nero. La necessità di confrontarsi con l’oscurità del tessuto per riuscire ad orientarsi nel buio e ritrovare una nuova origine ad una struttura che è continuamente plasmata con lo scopo di dare vita ad una mappatura per riorientarsi. Questo buio come un’opportunità di riscrivere e far germogliare di pensieri che si scatenano di fronte al caos del buio improvviso.
Nemanja Cvijanovic – L’opera stella di Nemania Cvijanovic è di grande importanza sia dal punto di vista della rappresentazione plastica. La sua è una potenza iconica che sfida l’apatia in cui cercano di tenerci il flusso incontrollato delle immagini da cui siamo sommersi. Nel suo essere un fermo-immagine della storia passata e presente si rende, altresì necessaria per i tempi caotici in cui le libertà democratiche vengono messe in dubbio. Ci ricorda che per brillare come una stella non dobbiamo mai smettere di lottare per il nostro essere civile. Essa è un monumento di cui oggi più che mai abbiamo bisogno. -Giacinto Di Pietrantonio-
Niko Angiuli – Amazon Dance – Amazon Dance è il nuovo progetto performativo di Nico Angiuli, che indagherà gli algoritmi dell’interazione uomo-macchina-AI nei magazzini Amazon. I dati raccolti verranno tradotti in algoritmi di danza attraverso il sistema delle notazioni Laban e messi in scena nel giugno 2021 presso la Fondazione Onassis ad Atene (partner di progetto) e poi al Werkleitz Center for Media Art di Halle, in Germania. Angiuli svilupperà questa performance attraverso il dialogo con lavoratori Amazon e con mentori vicini ai temi della ricerca.
Paolo Pretolani