Installation view, Giovanni Ozzola | Octillion, Galleria Continua   Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

Installation view, Giovanni Ozzola | Octillion, Galleria Continua Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio


“… è questo che in tante vite è andato smarrito e va recuperato: il senso della propria vocazione, ovvero che c’è una ragione per cui si è vivi”
James Hillmann

In questa citazione, il concetto fondamentale cui ruota attorno il testo di James Hillmann “Il codice dell’anima”: esiste qualcosa che ognuno di noi sarebbe chiamato a fare, un’immagine interiore cui rispondere ed aderire, ma rintracciarla, operazione che dovrebbe essere la più spontanea e naturale, risulta invece tra le più ardue e complesse.
La mostra di Giovanni Ozzola a Galleria Continua si ispira anche a questa lettura, o meglio, a questa intima propensione che forse gli artisti conservano più di altri, per un’innata capacità, obbligo del destino, di dedicarsi a ciò in cui si riconoscono, a cui appartengono.

“Il nucleo intorno al quale l’intelletto dell’artista costruisce la propria opera è il suo”
Edward Hopper

Ad accogliere il fruitore di Octillion una serie di grandi prelievi realizzate con la tecnica dello strappo d’affresco: rimandano a certa arte informale, ma rivelano un’aderenza di natura fotografica nella misura in cui la superficie si fa ricettacolo di indici. L’artista ha prelevato porzioni di muri di bunker, sorte di scritture rupestri contemporanee, preservando così le tracce e i segni depositatesi su di essi. Le escrescenze materiche di North Wall e South Wall sono di fatto la compensazione delle lacune e dei fori dei muri reali, un tentativo di riempirne la mancanza, il vuoto, la sparizione, sigillandoli.
Disseminate nel percorso espositivo tre sculture della serie Plants – Tus lunares son estrellas, fusioni in bronzo di piante cresciute da aste di metallo: il connubio tra urbano e naturale, tra sintetico e spontaneo, è centrale nell’operare di Ozzola, che riflette anche su come la colata del bronzo all’interno del suo stampo simuli idealmente l’irrorasi della linfa nelle piante, nelle foglie, nei fiori, negli steli.
Una sorta di diario cromatico di incontri casuali è innestato in quella che fu la zona del guardaroba dell’ex cinema teatro che oggi è Galleria Continua: l’artista ha coltivato piccole immagini di petali caduti incontrati accidentalmente per strada, appunti per immagini di fatalità, Duemiladiciotto – fallen blossoms.

Installation view, Giovanni Ozzola | Octillion, Galleria Continua   Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

Installation view, Giovanni Ozzola | Octillion, Galleria Continua Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

Giovanni Azzola, Light Blue Wall, 2018, silicone, paint, wire mesh - 215 x 215 cm - Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana - Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

Giovanni Azzola, Light Blue Wall, 2018, silicone, paint, wire mesh – 215 x 215 cm – Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana – Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

“Per scoprire l’immagine innata dobbiamo accantonare gli schemi psicologici generalmente usati”
James Hillmann

Di nuovo la lettura di Hillmann si presta per avventurarsi dentro la mostra, soprattutto quando si attraversa la stanza delle mappe, la serie Chart.
Tutte molto diverse tra loro, sono segni dorati che solcano, incidendole, lastre metalliche. Antiche mappe cinesi, carte dello spazio tempo, diagrammi del moto ondoso, dell’universo: da sempre le mappe, i tentativi di disegnare, organizzare, decodificare rappresentano lo sforzo umano di leggere con codici propri, intestini anche al nostro essere e alla nostra genetica, quello che ci attornia.
Concludono il percorso espositivo di Octillion due fotografie, che si fronteggiano l’una l’altra. Nella piccola Sin luz ritroviamo l’interesse di Ozzola per la luce, si tratta di una porta da cui trapela un riverbero azzurrastro, suggestione di un presunto al di là. In azul lo squarcio nel muro di uno spazio angusto e degradato apre la vista ad un orizzonte marino. L’artista definisce queste due opere uscite, ma la differenza tra una soglia d’entrata ed una d’uscita, è labile.

La mostra verte sull’idea che ci sia corrispondenza tra la materia che compone l’essere umano e quella che costituisce l’universo, in un gioco infinito di rimandi e connessioni tra tutto quello che abita la Terra, e non solo.
Non necessariamente chi non legge il comunicato stampa o non si interfaccia direttamente con l’artista coglierà questo intento; spesso capita le opere vengano concepite con dei propositi ma smarginino completamente in altre letture.
Certamente, per la mostra di Giovanni Ozzola così come per le altre che ospita, Galleria Continua conserva la straordinaria capacità di non essere solo un posto in cui ci si reca per guardare ed eventualmente comperare, ma un luogo di incontri: anche nella deserta San Gimignano invernale, all’inaugurazione presenziano artisti, curatori e collezionisti, così come gente del posto, dai 10 ai 90 e più anni, riuniti a mangiare e poi ballare insieme.
Nel rigido, patinato e molte volte arido mondo dell’arte, in cui in galleria è benvenuto esclusivamente chi acquista e non chi ha genuina passione per quello che vede, Galleria Continua si conferma un’eccezione.

Giovanni Ozzola | Octillion
26/01/2019 – 07/04/2019
Galleria Continua, San Gimignano

Giovanni Azzola, Duemiladiciotto - fallen blossoms #10, 2018, stampa giclée su carta cotone, Dibond, framed,  5 x 8 cm - Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana - Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

Giovanni Azzola, Duemiladiciotto – fallen blossoms #10, 2018, stampa giclée su carta cotone, Dibond, framed, 5 x 8 cm – Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana – Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

Giovanni Azzola, Duemiladiciotto - fallen blossoms #15,  2018, stampa giclée su carta cotone, Dibond, framed, 5 x 8 cm - Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana - Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

Giovanni Azzola, Duemiladiciotto – fallen blossoms #15, 2018, stampa giclée su carta cotone, Dibond, framed, 5 x 8 cm – Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana – Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

Giovanni Azzola, Stars – Chart, 2018, engraved aluminum, bronze wire, 180 x 120 x 1 cm Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana - Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

Giovanni Azzola, Stars – Chart, 2018, engraved aluminum, bronze wire, 180 x 120 x 1 cm Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana – Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

Giovanni Azzola, Sin luz 2018 stampa giclée su carta cotone, Dibond, cornice 30 x 22,5 cm 2018 giclée print on cotton paper, Dibond, framed 30 x 22,5 cm Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

Giovanni Azzola, Sin luz 2018 stampa giclée su carta cotone, Dibond, cornice 30 x 22,5 cm 2018 giclée print on cotton paper, Dibond, framed 30 x 22,5 cm Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

Giovanni Azzola, , azul 2018, giclée print on cotton paper, Dibond, framed 150 x 223 cm Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

Giovanni Azzola, , azul 2018, giclée print on cotton paper, Dibond, framed 150 x 223 cm Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio