• Loris Gentile, Storie di Instagram video loop, 2017.
  • Nico Angiuli, Maschera di Pascali (da Incarnatio Duabus Rotis Rotatis), maschera in feltro cucita a mano, 2009.
  • Giuseppe Abate, Bugie, colla a caldo, colore acrilico, 2017.
  • Giovanni Copelli, Danger in the Woods olio su lino, 2017.
  • Luigi Presicce, Mago acrilico su tela, 2011.
  • Luigi Ontani, Violin not Violent, fotografia dipinta in cornice dorata, 2002.
  • Enrico Boccioletti, Bipolar dentifricio su pane da toast, 2013.
  • Devis Venturelli, Senza Titolo (serie Paracarri) foto c-print, 2009

In occasione di Nesxt l’ex garage di autoriparazioni Officina 500 ha aperto le porte a Gelateria Sogni di Ghiaccio per una partita a carte. O meglio non tanto una partita, poiché il ruolo centrale nella mostra collettiva lo ha assunto forse una figura ben precisa: il jolly. Il progetto a cura di Filippo Marzocchi e Mattia Pajè, entrambi attualmente in residenza presso Cripta 747, ha preso le mosse dal tradizionale group show al fine di creare un microcosmo ibrido e ambiguo allo stesso tempo. Jollies, così il titolo della mostra, unendo insieme arte e artigianato, antico e contemporaneo, ha sviscerato una serie di atteggiamenti che investono il quotidiano a partire dal travestimento fino all’interrogarsi sul perché ogni personalità abbia bisogno molto spesso di essere celata o, perché no, anche contraffatta. Accolto all’interno di uno spazio espositivo segnato dai passaggi di un tempo multiforme, l’occhio viene nell’immediato richiamato dalla gigantesca testa distesa del signor Lamborghini. Come una calamita il multimiliardario in cartapesta attira il nostro sguardo lasciandolo frastornato. Che ci fa a terra quel ricco industriale? Realizzato nel 2015 dalla società carnevalesca Mazalora 1947, come parte integrante di una scultura per il carro del Carnevale di Cento, il volto di Ferruccio diviene il direttore d’orchestra attorno al quale si dispongono tutti i lavori degli artisti presenti.
Il minuscolo autoritratto in cornice di Luigi Ontani mette in scena un tableau vivant che, facendo uso del gioco di parole presente nel titolo Violin not Violent (2002), sottolinea il carattere innocuo dello strumento musicale. Il celarsi dietro il ruolo di un personaggio impreciso esplode, insieme alla figura di un musicista tutto blu, nell’immagine di uno dei classici ambienti di corte. Due fette di pane da toast, invece, mostrano le espressioni sorridenti e tristi delle più comuni emoticon disegnate con del dentifricio. In Bipolar (2013) Enrico Boccioletti evidenzia il transito continuo da uno stato d’animo all’altro tipico dei soggetti affetti da bipolarismo e, volendo forse tentare con un ulteriore lettura, l’instabilità del giocatore durante una partita, in attesa della vittoria o della sconfitta.

Dennis Tyfus, Stay, cemento, metallo, peso di piombo, stampa su palloncino, 2015.

Dennis Tyfus, Stay, cemento, metallo, peso di piombo, stampa su palloncino, 2015.

Sfoderare l’asso nella manica lo renderà vincitore o causerà la sua uscita dal gioco? Il travestimento ritorna in seguito nella veste poetica di bionda principessa in forma di installazione urbana. Nella serie Paracarri (2009) Devis Venturelli destruttura un elemento stradale offrendo allo spazio un carattere transitorio e mobile. Anche la maschera di Pino Pascali, copia in feltro di quella utilizzata dall’artista nel 1965, come parte della performance realizzata nel 2009 da Nico Angiuli rimarca la necessità di personificare qualcun altro. Il giovane artista, infatti, la indossò nel tentativo di dare forma ai progetti irrealizzati di Pascali disegnandoli su una parete, mentre in questo caso l’oggetto in questione viene esposto probabilmente con l’intento di evidenziarne il suo carattere di dispositivo per la finzione.
Ritorniamo per un attimo alla figura del jolly: il celebre giullare rappresenta da sempre l’eccezione alle regole del gioco. Ma che succede quando l’unica alterativa che ci resta è quella di bleffare? Probabilmente quel cattivo bambino di legno che è Pinocchio saprebbe bene cosa risponderci, ma la leggerezza delle bugie e delle diverse espressioni nella serie di figure presentate da Giuseppe Abate ci permette di tirare un respiro di sollievo. In Bugie (2017), la collezione di piccoli personaggi del celebre cartone animato recupera immagini della nostra infanzia e la rispettiva morale della favola sottraendoci però al peso del giusto e sbagliato. A metà tra le narrazioni fantastiche e il classico formato da carta da gioco sta invece il Mago (2011) di Luigi Presicce. Nei tratti rigorosamente semplici e ambigui, con un sorrisetto appena accennato, l’acrilico su tela lascia aperta la sua possibilità di interpretazione. Proseguendo, Danger in the wood (2017) di Giovanni Copelli innesca, nel suo piccolo formato in lino, un circuito circolare che ci indirizza nuovamente verso la fiaba e il mitologico. La sua ricerca che recentemente lo ha visto focalizzarsi sul tentativo e la necessità convivenza di energie dissimili, come nel caso di Venere e Marte nella personale “Amanti” realizzata all’interno di Operativa Arte Contemporanea a Roma, si riflette sul contenitore di Jollies privo di quelle opposizioni semantiche classiche del nostro pensiero.

Nicole Colombo e Luca Loreti , Kane di Fu, polistirene, polistirolo, resina, vernice cromata, cuscino, 2015.

Nicole Colombo e Luca Loreti , Kane di Fu, polistirene, polistirolo, resina, vernice cromata, cuscino, 2015.

L’affabulazione prosegue dalla scena violenta e manesca tra i due animali alle scene di vita raccontate nel video in loop di Loris Gentile. Appositamente presentato all’interno di un Iphone, Storie di Instagram (2017) mostra una successione di eventi ironici e momenti quotidiani dell’artista in questo caso storyteller di se stesso e delle differenti personalità che vuole sperimentare. Personificare un ruolo altro, ma purtroppo affine per considerazione, è ciò che vuole fare Gökçen Dilek Acay in Barking Women (2012). L’abbaiare incessante della donna nelle vesti di un cane pone sullo stesso piano la condizione femminile e il disprezzo che spesso si prova nei confronti dell’animale. Proseguendo la figura del cane ritorna nuovamente anche se questa volta in una posizione quasi zen sopra un cuscino. Kane di Fu (2015) realizzato dalla collaborazione tra Luca Loreti e Nicole Colombo, nel recupero di un’estetica di puro gusto kitsch cinese, appare impassibile tanto da, per recuperare un termine non casuale, poter essere definito poker-face. L’imperturbabile e impenetrabile espressione ritorna, in ultimo, stampata su un palloncino verde in parte impaurita dal possibile scoppio senza via d’uscita. In Stay (2015), infatti, Denis Tyfus, artista belga, ancorando a terra in una base cemento l’innocua figura ne determina il suo destino.
Tentando di fare il punto della situazione, Jollies si è configurata come tentativo giocoso volto a enfatizzare passaggi anomali, a tratti anche scherzosi, e comportamenti imperfetti dell’essere umano. Al termine della partita restiamo, quindi, con il nostro jolly in mano in vantaggio o svantaggio questo non si sa, dipende dal gioco, ma sicuramente con una presa di coscienza su quanto facile sia travestirsi da un’altra carta.

NESXT
26 ottobre – 5 novembre 2017
Jollies – Gelateria Sogni di Ghiaccio
Officina 500 (via Lombroso 15, Torino)
Artisti: Giuseppe Abate, Gökçen Dilek Acay, Nico Angiuli, Enrico Boccioletti, Nicole Colombo e Luca Loreti, Giovanni Copelli, Loris Gentile, Associazione Mazalora 1947, Luigi Ontani, Luigi Presicce, Dennis Tyfus, Devis Venturelli

Mazalora 1947, Testa di Lamborghini cartapesta, legno, ferro, 2015.

Mazalora 1947, Testa di Lamborghini cartapesta, legno, ferro, 2015.

Gökçen Dilek Acay, Barking Woman video loop, 2012.

Gökçen Dilek Acay, Barking Woman video loop, 2012.