GAD from Giudecca Canal

In continuità con la domanda di ricerca posta nell’edizione 2021 di Biennale Architettura, GAD – Giudecca Art District inaugura la rassegna THE_SPACE_WE_LIVE_IN per riflettere sull’arte contemporanea e sulla sua relazione con lo studio dello spazio architettonico. Fino a dicembre 2021, le sedi diffuse di GAD si animeranno di mostre, talk, performance e installazioni per affrontare il tema dello spazio, inteso in senso fisico – si pensi alla casa o alla città -, in senso tecnico – il “saper fare” – e conflittuale, come luogo di incontri e scambi tra esseri umani ma anche tra uomo e natura. La stessa mission di GAD intreccia le diverse significazioni di spazio: le sedi espositive, diffuse in Giudecca in laboratori artigianali, nascono per supportare il lavoro locale e quindi la vita stessa dell’isola, attraverso un connubio tra arte contemporanea e savoir faire dell’artigiano. Tutti gli eventi organizzati nei laboratori, parte di un cantiere navale, sono l’occasione per fruire dell’arte ma anche per conoscere il lavoro dei singoli artigiani: ne è esempio una delle mostra presentate – Texture of Fade -, allestita all’interno di un laboratorio di falegnameria, ancora produttivo e funzionante.

The Space We Live In non è solo il titolo della rassegna ma anche della mostra principale  allestita in occasione di Biennale Architettura 2021. Presenta un’installazione, realizzata in cartone riciclato, dell’artista tedesco Markus Heinsdorff: artista, designer e architetto, Heinsdorff lavora abitualmente con materiali riciclati e rifiuti per costruire delle abitazioni e sensibilizzare sulla sostenibilità. Per GAD, ha realizzato un’abitazione di pochi metri quadrati, servendosi interamente del cartone, materiale con cui ha prodotto anche dei mobili. 

Nella sede principale di GAD è allestita anche la personale dell’artista veronese Palmalisa Zantedeschi, Encanto. Curata da Pier Paolo Scelsi, la mostra presenta una serie di opere in marmo – installate a terra e a parete, come drappi sospesi – che evidenziano la particolare lavorazione della materia. L’artista raschia il marmo fino al limite, trasformandolo in un foglio sottile o polvere: il materiale scultoreo per eccellenza diviene ripugnante, quasi uno scarto. La dualità che si definisce tra la nobiltà della materia e la sua trattazione rispecchia la polarità insita nei lavori stessi, indagando il rapporto tra spazio naturale e artificiale, tra uomo e natura. 

Reiner Heidorn è il pittore protagonista dell’intervento Texture of Fade. I dipinti, in grande e piccolo formato, popolano le pareti grezze del laboratorio di falegnameria del cantiere. Paesaggi astratti e onirici, in cui domina il verde, una materia pittorica pastosa e irregolare e una forma che richiama dei microorganismi cellulari, evocano i boschi della Baviera ma anche il flusso dell’acqua e il movimento delle alghe della Laguna. 

Legata alla città di Venezia è anche l’ultima mostra, Mario Gottardi: La misura e la grazia dell’abitare, a cura di Caterina Corni. L’esposizione ripercorre, attraverso la documentazione fotografica dell’Archivio Arch. Mario Gottardi e un video, la carriera dell’architetto e i suoi progetti più significativi – nella forma finita o allo stadio di bozza – tra cui l’intervento al prestigioso Hotel Bauer. 

THE_SPACE_WE_LIVE_IN

The Space We Live In | Markus Heinsdorff
A cura di Pier Paolo Scelsi in collaborazione con COOP Allenza 3.0 e Pasinger Fabrik Monaco di Baviera 

Encanto | Palmalisa Zantedeschi
A cura di Pier Paolo Scelsi

Texture of Fade | Reiner Heidorn
A cura di Francesca Mavaracchio 

Mario Gottardi: La misura e la grazia dell’abitare
A cura di Caterina Corni in collaborazione con Archivio Arch. Mario Gottardi

GAD – Giudecca Art District
Giudecca 211, 30133 Venezia 

Mario Gottardi – Palcoscenico Teatro San Babila 1963 – 66
Markus Heinsdorff_Wind-WasserTurm_2016_Courtesy The Artist
Reiner Heidorn, THE CALL, courtesy the artist