• Cantieri Radetzky, Particolare con opere di Mirko Canesi e Serena Vestrucci + Francesco Maluta, PAC Padiglione d'Arte Contemporanea Milano (foto Maurangelo Quagliarella)
  • Cantieri Radetzky, particolare con opera di Francesco Saverio Costanzo, PAC Padiglione d'Arte Contemporanea Milano (foto Maurangelo Quagliarella)
  • Progetto Città Ideale, Base (Foto Maurangelo Quagliarella)
  • Progetto Città Ideale presenta Edicola Radetzky, la struttura e le mostre (foto Maurangelo Quagliarella)
  • Progetto Città Ideale presenta Edicola Radetzky, la struttura e le mostre (foto Maurangelo Quagliarella)
  • Cantieri Radetzky, particolare con opera di Stefano Serusi, PAC Padiglione d'Arte Contemporanea Milano (foto Maurangelo Quagliarella)
  • Cantieri Radetzky, PAC Padiglione d'Arte Contemporanea Milano (foto Maurangelo Quagliarella)
  • Cantieri Radetzky, Particolare con opere di Luigi Massari e Mirko Canesi, video di Roberto Rup Paolini, PAC Padiglione d'Arte Contemporanea Milano (foto Maurangelo Quagliarella)

Nell’ultimo anno, sulla riva della Darsena di Milano, Progetto Città Ideale (Mirko Canesi, Fiorella Fontana, Stefano Serusi) ha dato vita alla ormai nota Edicola Radetzky, attraverso un restauro e un’operazione che ha convertito un luogo pubblico in disuso  – inserito in un contesto popolare- in uno spazio espositivo per l’arte contemporanea con la direzione artistica di Andrea Lacarpia.
Città ideale ha trasformando la riappropriazione di un bene pubblico in un progetto artistico-curatoriale rispondendo così alla domanda che ha dato il via all’intero progetto: «Se il totale affrancamento dal lavoro imposto dalla necessità resta un’utopia, è possibile pensare l’attività umana anche come volontaria produzione di realtà?».

Per circa sei mesi diversi artisti hanno contribuito al restauro del chiosco liberty partecipando in modo attivo e restituendogli una nuova vita.
Con il primo processo attivato assieme ai lavori, Cantieri Radetzky, è stato chiaro quale fosse l’intento del gruppo, ovvero quello di dare vita ad un’opera collettiva e di proporre una riflessione sul ruolo sociale dell’artista che «attiva la propria ricerca nella progettazione e nella riscrittura dei luoghi della città e nella creazione di opere d’arte fuori dai contesti propriamente espositivi.»
I diversi artisti coinvolti hanno contribuito fisicamente al lavoro di restauro incontrandosi tutti i fine settimana e realizzando delle opere a commento del momento, una riflessione sul tema del lavoro e sulla trasformazione dell’edicola che ha fatto di ogni appuntamento settimanale un happening.  E in quest’ottica vanno interpretate le opere prodotte durante il periodo del cantiere, alcune delle quali da usare più che da contemplare,  come ad esempio la cassetta per gli attrezzi  dal complicato meccanismo di apertura (Giuseppe Buffoli, Radetzky Box, 2015) un lampadario a pile per l’interno temporaneamente sprovvisto di elettricità (Stefano Serusi, Radetzky Lamp, 2016), i grembiuli in seta e le spatole presentati da Daniele Carpi e i berretti di Giovanni de Francesco.

Cantieri Radetzky, PAC Padiglione d'Arte Contemporanea Milano (foto Maurangelo Quagliarella)

Cantieri Radetzky, PAC Padiglione d’Arte Contemporanea Milano (foto Maurangelo Quagliarella)

Il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano ha deciso sin dall’inizio di sostenere Edicola Radetzky, di cui è partner ospitando per 3 mesi un focus sull’intera operazione, Progetto Città Ideale presenta Edicola Radetzky, dal 16 ottobre 2016 al 6 gennaio 2017, in concomitanza con la mostra di Armin Linke “L’apparenza di ciò che non si vede” curata da Ilaria Bonacossa e Philipp Ziegler.

La presentazione si snoda in un percorso dettagliato e lineare – assolutamente non didascalico –  suddiviso in tre parti. Una foto storica di Ernesto Treccani dell’Edicola attiva nella sua funzione originaria, negli anni ’50, apre la mostra che prosegue nella piccola sala dedicata all’esposizione di tutte le opere realizzate dagli artisti che hanno contribuito al restauro. Superata la saletta, attraverso un corridoio in cui leggeri tessuti stampati raccontano il contesto che circonda Edicola Radetzky, si giunge ad una sala più ampia in cui due display la cui struttura ricorda una griglia digitale raccontano l’architettura della stessa Edicola attraverso riproduzioni di alcuni elementi, come la caratteristica guglia ad ombrellini sovrapposti e parti del grande tetto.
Il percorso espositivo si conclude con dei diorami, che presentano un focus su alcuni esperimenti di riscrittura temporanea realizzati per luoghi iconici di Milano da Progetto Città Ideale, nell’ambito di una mostra in cui la città meneghina ricorre sempre come musa ispiratrice. Tra questi un progetto di riuso di un basamento vuoto che di prova all’interno di Porta Garibaldi, gli atrii ricchi e datati dei condomini, così caratteristici di Milano, le cui forme possono ispirare inserimenti di opere, il Parco Sempione per il quale Progetto Città Ideale ha ideato un percorso di visita (Gradient) attraverso 12 opere prodotte appositamente.

Progetto Città Ideale presenta Edicola Radetzky, la struttura e le mostre (foto Maurangelo Quagliarella)

Progetto Città Ideale presenta Edicola Radetzky, la struttura e le mostre (foto Maurangelo Quagliarella)

Progetto Città Ideale, Base (Foto Maurangelo Quagliarella)

Progetto Città Ideale, Base (Foto Maurangelo Quagliarella)