Cuoghi Corsello, MCCC, Exhibition view at T293, Rome, February 15 - March 14, 2019, Photo by Roberto Apa, Courtesy T293, Rome.

Cuoghi Corsello, MCCC, Exhibition view at T293, Rome, February 15 – March 14, 2019, Photo by Roberto Apa, Courtesy T293, Rome.

MCCC è la nuova personale di Cuoghi Corsello inaugurata a Roma negli spazi della galleria T293. Presentando un ensemble di lavori che è il frutto di oltre un decennio di sperimentazione, la mostra mette in scena un sodalizio artistico che, iniziato alla metà degli anni ’80, ha visto Cuoghi Corsello attivi fuori e dentro gli spazi deputati all’arte, attraverso un’attività frenetica e instancabile con una produzione vertiginosa tra disegni, fumetti, sculture, installazioni, performance visivo-sonore, interventi site-specific.

La città, gli spazi occupati, la strada sono sempre stati per Cuoghi Corsello i campi d’azione su cui investigare mettendo in moto un linguaggio di appropriazione e fusione della componente urbana con un mondo immaginifico fatto di icone – Pea Brain, CaneK8, Suf, Nonno Degrado, per citarne soltanto alcune – che divengono ben presto gli archetipi attraverso cui esprimere una esigenza rinnovata di trasformazione del contesto e della sua percezione. Dal 1994 al 2006 hanno occupato grandi spazi dismessi per “poter usare tutto il tempo della vita nelle nostre passioni e trasformare l’ambiente intorno in una grande opera che ci rappresentasse esteticamente ed eticamente” (Cuoghi Corsello, 2009). In un rapporto di continuità assolutamente autentico con la città e i suoi spazi, con il mondo del writing e della sottocultura, i due artisti indagano le forme molteplici delle simbologie del contemporaneo attraverso un’estetica che sottende la possibilità di una liberazione dalle logiche incancrenite dell’era contemporanea. Sguardo aguzzo, ironia e sarcasmo sono gli strumenti intelligenti attraverso cui ripensare il mondo che ci circonda.

“La città, ogni città, è un sistema di relazioni e allo stesso modo una congerie strutturata di costruzioni: è un luogo geopolitico. Più che un semplice allineamento di rappresentazioni in conflitto, la città è un sito dove si producono significazioni produttive” (Martha Rosler, If You Lived Here: The City in Art, Theory, and Social Activism). In Bombing, la città ideale, performance che Cuoghi Corsello realizzano nel 1993 nella prima sede di Careof, a Cusano Milanino, è presente tutta la dirompenza di una modalità che vede nella appropriazione dello spazio un elemento indissolubilmente legato all’azione. I due artisti lavorano sugli spazi e sul rapporto di necessità e di interazione che le opere stabiliscono con essi. È così che nella mostra presso T293, con Spina Dorsale (2002), la grande installazione formata dalle sedie della sala conferenze della FIAT che si affastellano una dietro l’altra a disegnare una curva continua che si dipana proprio di fronte agli occhi di chi entra, tutto lo spazio è sapientemente articolato per conferire una presenza tangibile dei lavori esposti. Hic et nunc. Il prelievo di un oggetto diviene la garanzia delle sue molteplici possibilità di rinascere attraverso un’esplicita operazione di risemantizzazione.

Cuoghi Corsello, MCCC, Exhibition view at T293, Rome, February 15 - March 14, 2019, Photo by Roberto Apa, Courtesy T293, Rome.

Cuoghi Corsello, MCCC, Exhibition view at T293, Rome, February 15 – March 14, 2019, Photo by Roberto Apa, Courtesy T293, Rome.

La curva sinuosa di Spina Dorsale non soltanto accoglie chi entra, ma ne guida lo sguardo indirizzandolo, da un lato, verso due stendardi in stoffa su cui sono impresse in lettere capitali le scritte FIAT BRAVA e FIAT BRAVO con in calce il logo della nota casa automobilistica, dall’altro verso le pareti che accolgono le grandi moquettes di reimpiego dipinte con vernice spray. Nel caso delle moquettes, si tratta di una produzione avviata nel 2002, nata dalla riflessione attenta sull’immagine fotografica – un’immagine generalmente in bassa risoluzione, scattata spesso con il cellulare – che testimonia il coinvolgimento costante verso aspetti liminali, che carpiscono l’attenzione di Cuoghi Corsello per il mondo circostante in tutte le sue varianti – i volti di molti compagni di strada, le insegne, uno scatto fatto dall’automobile in corsa. Sono lavori che sembrano portare con loro l’effetto sostanziale della memoria e del ricordo collegati a un istante, sono evocativi e attraenti ma “vengono dal basso”: la moquette è qualcosa che si calpesta, il tempo vi si deposita sopra imprimendo sulla superficie morbida le proprie tracce; essa diventa il supporto ideale su cui fissare delle immagini senza necessariamente avere bisogno del contatto con la superficie: in questo certamente ricorda, più che la pratica della pittura, il writing e la sua estemporaneità. Ciclamini (2016) è un grosso telero orizzontale in cui Cuoghi Corsello, impiegando una palette che spazia dal viola al verde, passando per il rosa e l’azzurro, coniugano perfettamente la pesantezza della moquette con la leggerezza della verniciatura spray data con tocchi velati sovrapposti e continui. Allo stesso modo, in Mutandine (2016) e Quadrupede astratto (2016) il supporto cambia di statuto e viene rifunzionalizzato per lasciare spazio all’immaginazione. Forme irregolari, tagliate, ma anche ricucite, come in Quadrupede divelto, 2015), opera rinata a partire dalla lacerazione di una parte della moquette avvenuta durante la collettiva Atelier Pozzati negli spazi dell’Autostazione di Bologna, durante la quale la parte superiore, raffigurante un cielo carico di bianchi e di grigi, era stata strappata dagli operai per proteggere il pavimento dai lavori di ridipintura dello spazio.

Cuoghi Corsello, MCCC, Exhibition view at T293, Rome, February 15 - March 14, 2019, Photo by Roberto Apa, Courtesy T293, Rome.

Cuoghi Corsello, MCCC, Exhibition view at T293, Rome, February 15 – March 14, 2019, Photo by Roberto Apa, Courtesy T293, Rome.

Se la strada è ciò che di più familiare possa esserci per i due artisti, che con un lessico fatto di tag e throw up attestano l’indissolubile legame con la città e con le sue aree interstiziali, allo stesso modo lo spazio della galleria diventa un luogo da reintegrare e ricircoscrivere attraverso il racconto e la narrazione. Il mondo di Cuoghi Corsello è un mondo in cui l’oggetto – che è spesso un oggetto di recupero – racconta una storia nata dal raccordo di accostamenti inaspettati che, proprio perché tali, stridono, sbalordiscono, incantano, lasciano sospesi. Anche Pinocchio (1996-2001) non è più lo stesso: è melanconico e arrabbiato, culla tra le braccia un gattino nero con gli occhi strabuzzati. Entrambi naufraghi, solcano il mare di cemento a bordo di un box per bambini anni ’70 su cui sono stati incastonati due lunghi remi. Pagaiate lente e ripetute, un viaggio lungo e incerto senza alcun testimone. L’opera, nata a Cime Tempestose, la seconda fabbrica occupata da Cuoghi Corsello, è il piccolo vademecum per chi si accinge ad entrare nel mondo fantastico in cui tutto è possibile.

SPACCARE TUTTO per ricostruire nuovamente, con una prospettiva rinnovata e uno sguardo cangiante, come in Uncino (2018), lavoro formato da un insieme di tubi al neon rotti e fatti saldare che trovano una nuova identità nel passaggio impercettibile di colore tra un frammento e l’altro, fino a disegnare una sottilissima curvatura luminescente. Il paziente lavoro di saldatura dei neon richiama alla mente l’antica pratica giapponese del kintsugi che, con l’impiego di oro o argento liquido, consente di riparare un oggetto rotto riportandolo a nuova vita: il frammento sperimenta una identità rinnovata, resiliente e, al contempo, votata al cambiamento.

Cuoghi Corsello, MCCC, Exhibition view at T293, Rome, February 15 - March 14, 2019, Photo by Roberto Apa, Courtesy T293, Rome.

Cuoghi Corsello, MCCC, Exhibition view at T293, Rome, February 15 – March 14, 2019, Photo by Roberto Apa, Courtesy T293, Rome.

Cuoghi Corsello, MCCC, Exhibition view at T293, Rome, February 15 - March 14, 2019, Photo by Roberto Apa, Courtesy T293, Rome.

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Cuoghi Corsello, MCCC, Exhibition view at T293, Rome, February 15 - March 14, 2019, Photo by Roberto Apa, Courtesy T293, Rome.

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