Caffè Internazionale, Palermo

Caffè Internazionale, Palermo

A Palermo, il Caffè Internazionale presenta la prima edizione di una scuola estiva per giovani artisti insita nella città. Sotto la guida di Daria Filardo e Stefania Galegati Shines ci saranno lezioni, approfondimenti, confronti e workshop rivolti alla formazione di 15 studenti internazionali, che si confronteranno sull’idea di counter/production come analisi dei processi indipendenti legati alla produzione.

ATPdiary ha deciso di porre alcune domande alle curatrici.

ATP: Perché avete deciso di dare origine a questa scuola?

Daria Filardo: L’attività espositiva e musicale del Caffè Internazionale cresce proponendo un humus di pratiche e una frequentazione sempre più ampia e interessante. La scuola dà l’opportunità a giovani artisti nazionali e internazionali di misurarsi con un’idea, un luogo e delle persone diversa dalla realizzazione di una mostra. Ci è sembrato fosse nelle corde dell’attività del Caffè internazionale e nelle nostre, perché anche per noi sarà un costante mettersi in gioco nella pratica di artista e curatore e nell’idea di controproduzione come resistenza e urgenza.

ATP: Come sarà strutturata?

D.F.: La scuola sarà strutturata con momenti individuali di presentazione delle proprie ricerche e con un lavoro collettivo insieme ai visiting professor e a tutti gli ospiti nella creazione di un momento teorico e pratico che crescerà nei dieci giorni di incontri e visite e si concretizzerà nell’uso (aperto) dello spazio espositivo del Caffè internazionale come luogo di controproduzione poetica. Sarà un lavoro corale che conterrà le idee di ognuno dove si traccerà il percorso della ricerca dei pensieri in azioni.

ATP: Che cosa può dare ad un giovane artista parteciparvi, che sia diverso da ciò che viene appreso nei corsi accademici e universitari?

D.F.: Generalmente i corsi accademici e universitari hanno un carattere più frontale e gerarchico. La scuola cercherà di affrontare un tema da più punti di vista per esplorarne le complessità e le diverse angolazioni costruite dalle provenienze e esperienze di partecipanti, noi, visiting professor, ospiti. Le differenze e i territori comuni saranno il nostro fine, il dialogo e il confronto teorico e pratico il nostro metodo.

ATP: Avete scritto che “Counter/Production mette al centro della riflessione l’idea di produzione culturale come necessità e urgenza di controproduzione”. Ci potete spiegare meglio questo aspetto?

D.F.: Controproduzione è la necessità della pratica artistica che non è confinata nell’affermazione di verità e poteri già affermati. L’urgenza di scardinare, ricostruire, dare un’altra forma è ciò che l’arte dovrebbe fare. Controproduzione è la realizzazione di una forma perfetta, aperta, in bilico, che risuona ma è diversa dal già conosciuto.

ATP: Ci sarà posto solo per 15 artisti. In base a quali criteri sceglierete una rosa così stretta di partecipanti?

Stefania Galegati Shines: Scegliamo in base alla qualità della ricerca. Quindici è un ottimo numero per costruire e comunicare bene

ATP: Chi saranno i docenti? E i relatori invitati? Voi due che ruolo ricoprirete?

S.G.S.: Ci sono tre visiting professor che staranno per 3 – 4 giorni l’uno. La prima è Jesal Kapadia, artista di Mumbai che vive a New York. Il suo lavoro, soprattutto video sperimentale riflette sulla migrazione vissuta in prima persona e su nuove direzioni del femminismo. Il secondo artista ospite è Diego Perrone, uno dei piu eclettici e intelligenti artisti della generazione degli anni 90. La terza artista è Anetta Mona Chisa, che lavora di solito in coppia con Lucia Tcakova. Con grande ironia attivano riflessioni sulla dignità della donna. Abbiamo scelto tre artiste con forti posizioni poetiche e politiche rispetto al mondo dell’arte. I relatori invece sono artisti e curatori di passaggio che passeranno con i ragazzi una giornata o anche solo qualche ora. Sono Marcello Carriero, critico, curatore e insegnante dell’Accademia di Belle Arti di Palermo; Andrea Masu uno dei componenti del gruppo Alterazioni Video; Domenico Mangano e Marieke Van Rooy, coppia di artisti residenti a Amsterdam, appena rientrati da una residenza a Curacao; Antonio Catelani, pittore residente a Berlino; Davide Ricco, curatore interno al Caffè Internazionale nonché barman; e infine Giulia Crisci giovane curatrice dalla Fondazione Pistoletto. Daria e io svolgeremo un ruolo di coordinamento, produzione, organizzazione e supporto.

ATP: Cosa proponete di diverso rispetto ad un’altra summer school (penso a Fondazione Ratti, Spinola Banna)?

S.G.S.: La fondazione Ratti è molto legata ad un unico visiting professor. La Spinola Banna è più legata alla promozione di artisti italiani. La nostra piccola scuola non ha nessuna fondazione alle spalle, è completamente auto-prodotta e ospitata dal Caffè Internazionale. L’idea è quella di proporre delle alternative reali a quelle del sistema indefinito ma molto strutturato dell’arte contemporanea. La leggerezza di fare arte a lato del sistema narcisistico è una libertà su cui vogliamo ragionare insieme. Lo spazio espositivo in cui lavoreremo per quei dieci giorni diventerà una sorta di racconto o opera o mostra. Il lavoro sarà collettivo per la maggior parte del tempo. Infine Palermo stessa offrirà loro qualcosa di diverso da quello che può offrire Torino o Como… l’idea di ripartire dal sud. Sulle tracce di Manifesta!!!

Daria Filardo

Daria Filardo

Diego Perrone

Diego Perrone

Caffè Internazionale, Palermo

Caffè Internazionale, Palermo

Caffè Internazionale, Palermo

Caffè Internazionale, Palermo

Counter/Production, Palermo Summer School of Art

Counter/Production, Palermo Summer School of Art