Post-Water. Exhibition view at Museo Nazionale della Montagna, 2018 @Museo Nazionale della Montagna CAI Torino

Post-Water. Exhibition view at Museo Nazionale della Montagna, 2018 @Museo Nazionale della Montagna CAI Torino

E’ curioso l’incipit del testo di del catalogo di Post Water: “Può sembrare strano che il Museo della Montagna organizzi una mostra sul tema dell’acqua”. La tematica appare piuttosto straordinariamente pertinente, in quanto le montagne sono strettamente collegate ai ghiacciai, e dunque alle nostre principali riserve idriche.
E’ simbolico che questa mostra abbia inaugurato proprio nel 2018, anno in cui l’eccezionale ondata di calore registrata nel mese di agosto, unita alle temperature anomale del mese di febbraio, ha provocato la frattura del più antico ghiacciaio al Mondo.
La connessione tra l’arte contemporanea e la storia della montagna, per chi non se ne appassiona in senso stretto, ha portato visitatori in più a questo speciale museo collocato in una posizione strategica e ideale, quale fosse un osservatorio privilegiato, come ricorda il suo stesso Direttore, Daniele Berta: “Le Alpi, il Po, il cielo di Torino: i riferimenti naturali del panorama dal Museo Nazionale della Montagna. Collocato in una posizione straordinaria dalla quale si ammirano circa 450 chilometri di arco alpino e lo scorrere del fiume ai piedi del Monte dei Cappuccini, il Museomontagna è un luogo simbolico ed estremamente significativo per la conduzione di una riflessione, in forma di esposizione temporanea, sul tema dell’acqua”.

Post-Water. Exhibition view at Museo Nazionale della Montagna, 2018 @Museo Nazionale della Montagna CAI Torino

Post-Water. Exhibition view at Museo Nazionale della Montagna, 2018 @Museo Nazionale della Montagna CAI Torino

Post-Water. Exhibition view at Museo Nazionale della Montagna, 2018 @Museo Nazionale della Montagna CAI Torino

Post-Water. Exhibition view at Museo Nazionale della Montagna, 2018 @Museo Nazionale della Montagna CAI Torino

La mostra indaga temi urgenti legati all’acqua, all’ecologia e la dimensione primordiale del contatto con questo elemento, facendo dialogare materiale della collezione del museo con le opere contemporanee selezionate, alcune delle quali appositamente realizzate.
Il sottotesto ventilato è inquietante: cosa accadrà “post – water”, quando e se la fiducia incondizionata che l’Occidente ha riversato nel progresso e in tutto quello che ha comportato ci aprirà scenari ben diversi da quelli prospettati?
Al di là del piglio prevalentemente e giustamente scientifico che il catalogo ha, con contributi di Luca Mercalli (Presidente della Società Meteorologica Italiana), Matteo Meschiari (Antropologo, scrittore, docente di Geografia e Antropologia della Comunicazione all’Università di Palermo), Elisa Palazzi (Ricercatrice presso l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISAC-CNR), Torino) e del curatore Andrea Lerda, lo sviluppo espositivo è invitante ed armonioso, e induce alla riflessione anche coloro a digiuno di tematiche ambientalistiche.
La domanda specchiante di Jeppe Hein, Who Am I Why Am I Where Am I Going (2017), riflette il sottotesto della mostra, far sentire il fruitore coinvolto in quello che sta guardando, responsabile e artefice.

Post-Water. Federica Di Carlo, installation view at Museo Nazionale della Montagna, 2018 @Museo Nazionale della Montagna CAI Torino

Post-Water. Federica Di Carlo, installation view at Museo Nazionale della Montagna, 2018 @Museo Nazionale della Montagna CAI Torino

Post-Water. Exhibition view at Museo Nazionale della Montagna, 2018 @Museo Nazionale della Montagna CAI Torino

Post-Water. Exhibition view at Museo Nazionale della Montagna, 2018 @Museo Nazionale della Montagna CAI Torino

Su uno scintillante piedistallo Laura Pugno ha collocato A futura memoria (2018), calchi di neve realizzati in previsione della scomparsa della neve stessa, la cui diminuzione sperimentiamo ogni inverno.
Notevole la serie di cinque fotografie del 1968 di Giuseppe Penone, in cui l’artista realizza una cassaforma con le misure esatte del suo corpo e la adagia nel letto di un ruscello, creando cosi una sorta di corrispondenza antropometrica tra il corpo e l’ambiente.
Tra l’onirico e il pittorico (Alicudi vista da sottacqua) di Paola Pivi, l’isola cui l’artista ha dedicato diverse opere e dove ha trascorso lunghi periodi, cui segue il video Ocean Bird (Washup) (1974) di Ana Mendieta, il cui lavoro è incentrato su un legame spirituale e fisico con la terra.
Oltre alla dimensione scientifica, il tema stesso della “acqua” sottende una chiave psicanalitica legata alla purificazione, alla morte e alla rinascita, archetipi che attraversano la storia del mito e dell’arte.

Post-Water
a cura di Andrea Lerda
Una mostra del Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” – CAI Torino
fino al 17 marzo 2019

Andreco, Georges-Louis Arlaud, Marcos Avila Forero, Olivo Barbieri, Gayle Chong Kwan, Caretto/Spagna, Jota Castro, Sebastián Díaz Morales, Federica Di Carlo, Mario Fantin, Bepi Ghiotti, William Henry Jackson, Adam Jeppesen, Francesco Jodice, Jeppe Hein, Frank Hurley, Peter Matthews, Ana Mendieta, Studio Negri, Giuseppe Penone, Pennacchio Argentato, Paola Pivi, Laura Pugno, Gaston Tissandier.

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