Immagini infestate. Ecologie tossiche della fotografia

Il saggio di Sara Benaglia evidenzia la «vitalità opaca della materia», ciò che resta dopo il suo sfruttamento e consumo, la necrosi che «infesta» l’immagine.
“Intimo e umano”, Rothko a Firenze | Palazzo Strozzi

≪Il significato si rivela solo attraverso la pazienza dello sguardo≫. Ed è con sguardo lento e contemplativo che va ammirata l’imperdibile mostra a Firenze del grande pittore.
Stage Presence: quando il gioco diventa dispositivo e condizione d’esistenza | Mare Karina, Venezia

Alessandro Merlo si muove tra editoria, fotografia e travestimento, costruendo un gioco che continua al di fuori dell’immagine
Martina Zanin. Every Caress, A Blow | Fondazione Pastificio Cerere, Roma

In mostra le immagini restano ambigue. I ruoli non sono fissi. O forse sì. Ma nell’instabilità dubito. Il pericolo è seducente. Si avvicina lento. In uno spazio domestico.
Gli “Ambient Tokens” di Zin Taylor da Quartz Studio, Torino

Con Propylon Stela e le sculture archeo-futuristiche di Taylor, la caratteristica dimensione mono-stanza di Quartz Studio viene messa in tensione: lo spazio si apre, si piega e diventa attraversabile.
Nel tempo dell’altro | Pompeii Commitment. Archaeological Matters

Pompei non è semplicemente un luogo del passato. È uno spazio in cui il tempo ha subito un arresto e che, proprio per questo, continua a esercitare una pressione singolare sul presente. English Text
Riti, corpi, identità | Le Armature di Ana Lupas da P420, Bologna

Involucri metallici che fungono da porta-reliquie per i frutti di un rituale collettivo, e maschere di colore calate sul volto dell’artista. Armature letterali e figurate, per parlare di resistenza ai processi omologanti.
Incarnato: una riflessione sul corpo contemporaneo

Beatrice Favaretto e Andrea Pozzato sono i due artisti invitati da Davide Gianella ad aprire, con la mostra “Incarnato”, il programma d’arte contemporanea “Specific” da BiM a Milano
Robert Mapplethorpe. L’estetica del desiderio

La mostra ospitata al Palazzo Reale di Milano fino al 17 maggio, presenta molte delle opere più iconiche del fotografo e restituisce la complessità di una delle figure più raffinate e controverse dell’arte del secondo Novecento.
Lo “spazio sensibile” di Mimo Visconti | The Open Box, Milano

Fino al 9 aprile, The Open Box ospita l’operazione concettuale dell’artista bresciano Mimo Visconti, a cura di Gaspare Luigi Marcone. Il progetto è introdotto da un testo di Mauro Zanchi