Entrance, Brian Eno Courtesy Galleria Michela Rizzo

La collaborazione tra Brian Eno – padre della generative music – e David Tremlett è stata una “sorpresa” per Tremlett e una “gioia” per Eno, particolarmente impressionato dal “modo in cui Tremlett lavora con gli edifici”. La bipersonale a loro dedicata, negli spazi della Galleria Michela Rizzo, si definisce nel confronto tra “forme, colori, geometrie e spazio”.
Con queste parole, la gallerista introduce la mostra e la natura della collaborazione tra i due artisti, i cui lavori – site specific e non – saranno visibili fino al 21 novembre 2020.
I due artisti vengono soprannominati il “giardiniere” e l’ “architetto”: Eno ama definirsi giardiniere – sebbene le sue opere siano altamente tecnologiche e artificiali – poiché i lavori hanno un’origine, una genesi che non prelude ad un esito definito ma che al contrario dipende da vari fattori; Tremlett invece, seppure l’approccio ai suoi murales sia “sporco” e basato sulla stesura del colore a mano, si definisce architetto per l’accurata progettazione dei suoi interventi.

La mostra propone all’ingresso un lavoro condiviso e realizzato a quattro mani, Songs/ Word Word/Songs. Un’installazione che prevede il connubio tra disegno, ceramica e luce artificiale in dialogo con un secondo lavoro collaborativo, realizzato dai due artisti come appendice della mostra negli spazi restaurati della Chiesa dei Santi Cosma e Damiano.
Cosmo, piattaforma professionale per lo sviluppo di progetti audiovisivi, inaugura con l’installazione Eno-Tremlett in cui la ricerca sonora, il disegno e la ceramica si relazionano agli affreschi della volta dell’ex chiesa.

3 Squared, 2019 Brian Eno Courtesy Galleria Michela Rizzo
Installation view Brian Eno – David Tremlett Exhibition Courtesy Galleria Michela Rizzo

Le sale successive sono dedicate ai singoli artisti. Al piano superiore, Brian Eno propone una serie di Lightbox, rettangoli sovrapposti in cui la luce varia nei colori grazie all’adozione di un l’algoritmo. L’applicazione dell’intelligenza artificiale nella creazione dei Lightbox diviene un invito alla riflessione: l’opera non si risolve nei singoli oggetti ma si lega all’intero ambiente.
All’interno della sala, infatti, sono state collocate delle sedie affinché lo spettatore possa sedersi e lasciarsi rapire dai cambiamenti lenti dei Lightbox e dalla musica d’ambiente, rallentando e meditando. L’ambiente riflessivo e silenzioso di Eno dialoga con l’intervento al pianterreno di David Tremlett, Little Axe. Le pareti vengono invase dalla pittura, stesa a mano in campiture piatte. Colori primari e forme semplici contraddistinguono l’intervento site specific. Pensando alle origini primitive dell’uomo, la stesura della pittura direttamente sulla parete è legata ad una progettazione minuziosa, che favorisce una metamorfosi del volto delle pareti e degli edifici su cui l’artista interviene.

La galleria diviene punto d’incontro tra i due artisti, luogo di scambio in cui l’uso del colore – nel pigmento corposo e nella luce artificiale – e il richiamo ad una geometria e ad una forma semplice e bidimensionale ne relaziona i lavori e favorisce la costruzione di opere d’arte totali, inclusive e permanenti.

Brian Eno – David Tremlett
Galleria Michela Rizzo
Giudecca 800 Q, 30133, Venezia
Fino al 21 novembre 2020

Installation view Brian Eno – David Tremlett Exhibition Courtesy Galleria Michela Rizzo
Entrance, Brian Eno Courtesy Galleria Michela Rizzo
Entrance, Brian Eno Courtesy Galleria Michela Rizzo