Alexander Rodchenko, Books Advertising poster for the Leningrad branch of Gosizdat, 1925, Stampa offsett del 1980, Collezione Privata © Alexander Rodchenko e V. Stepanova Archiv

Alexander Rodchenko, Books Advertising poster for the Leningrad branch of Gosizdat, 1925, Stampa offsett del 1980, Collezione Privata © Alexander Rodchenko e V. Stepanova Archiv

A Nuoro sperimentazione e tradizione inaugurano solitamente lo stesso giorno; le coppie di mostre che hanno regolarmente occupato i tre piani dell’edificio e la project room negli ultimi anni, si sono rimbalzate contenuti spesso comuni, approcci e storia differenti oltreché esperienze all’altezza dell’eccellenza riconosciuta al museo. Difatti un’alternativa al MAN non è certo sul territorio regionale (purtroppo) e se lo standard è di valore si ringrazi chi ha creduto di poter investire su un territorio che, qualunque indagine di mercato, avrebbe sottovalutato. Quantomeno così è stato durante l’uscente direzione, cui il museo deve particolare gratitudine sino in chiusura: tra le ultime fatiche di Lorenzo Giusti è la doppietta Amore e RivoluzioneNasellini.

L’amore ai tempi della rivoluzione

Potrebbe non esserci nulla da celebrare dietro una rivoluzione violenta come quella che coinvolse la Russia di cent’anni fa. Ma il conseguente sconvolgimento dei costumi (sessuali per primi) ne permette una rilettura culturalmente giustificata: la rivoluzione bolscevica risuonò sull’esperienza della guerra mondiale rappresentandone un più grande acceleratore di fenomeni sociali. Certo i cambiamenti non si dicano tutti positivi, dato che la rivoluzione liberale del febbraio sovvertì l’assolutismo e quella dell’ottobre inaugurò il totalitarismo; ma in quanto fermento intestino, la componente artistica abbinata al dissenso politico gioca oggi il ruolo fondamentale per un approccio storico-artistico agli eventi.
A indorarne solo apparentemente i risvolti, è la soluzione adottata da Lorenzo Giusti e Heike Eipeldauer: lo sguardo rivolto su tre coppie di artisti responsabili di aver costruito i linguaggi delle prime avanguardie artistiche sovietiche insieme con le proprie relazioni private. Natalia Goncharova e Mikhail Larinov, Varvara Stepanova e Alexander Rodchenko, Lyubov Popova e Alexander Vesnin sono i sei protagonisti di sodalizi diversi, naturalmente mostrati o clandestinamente sottaciuti.

Alexander Rodchenko, Lilya Brik in Golden Dress, 1924, Stampa del 1980 su gelatina d'argento da negativo dell'autore, Collezione Privata © Alexander Rodchenko e V. Stepanova Archiv

Alexander Rodchenko, Lilya Brik in Golden Dress, 1924, Stampa del 1980 su gelatina d’argento da negativo dell’autore, Collezione Privata © Alexander Rodchenko e V. Stepanova Archiv

Un progetto che si costruisce sulla lineare genealogia delle avanguardie, tra altalenanti progressi politici ed estetici. Dal raggismo della coppia Goncharova-Larinov, passando per il futurismo cubista di Popova-Vesnin sino alla rivoluzione para-industriale del costruttivismo russo di Stepanova e Rodchenko, l’amore nella rivoluzione è il volano per raccontare tutte le sensibilità dell’avanguardia russa. Libero da qualsiasi pettegolezzo, amore è qui occasione per cantare il reciproco rispetto tra amanti e colleghi: artisti che costruiscono la propria produzione definendo uno dei primi episodi utopici di parità di genere. Ma è anche il sentimento di partecipazione sociale: quella forza attiva di condivisione e appartenenza al linguaggio politico comune.
Al di là delle banalità aforismatiche, non è certo una novità quella per cui le alleanze professionali stipulate tra amanti siano tra le più valide, né è da sottovalutare il progresso, benché piuttosto precario, dimostrato in tempi non sospetti. Così è un attimo passare dalla relazione “non ufficiale” di Popova e Vesnin alle mascherate di coppia di Larinov e Goncharova: dove i primi due stabiliscono connessioni estetiche in discipline differenti, i secondi consumano una vita artistica complessa e intrecciata (pur nella condizione istituzionalmente subalterna di lei).
O è ancora piuttosto immediato individuare un’evoluzione formale che rispecchia la crescita artistica suggellata da Stepanova-Rodchenko. Nel loro caso, più maturo ed evoluto, la comprensione di sé come coppia costituisce il tema centrale della produzione artistica, accompagnato dalle numerose mascherate e raccontato da un vero collettivo.
Collage, riviste, bozzetti e studi spaziali rappresentano solo alcuni dei casi studio che individuano nel Costruttivismo il punto di arrivo di contaminazioni differenti. Una liquidità che corre trasversale alle avanguardie europee diventando permeabilità sociale e raggiungendo gli ambiti risvolti di opera d’arte totale.

Alexander Rodchenko, Caricature on Critic and Theorist of Literarture Osip Brik, employee and redactor of the LEF magazine, 1924, Stampa del 1980 su gelatina d'argento da negativo dell'autore, Collezione privata

Alexander Rodchenko, Caricature on Critic and Theorist of Literarture Osip Brik, employee and redactor of the LEF magazine, 1924, Stampa del 1980 su gelatina d’argento da negativo dell’autore, Collezione privata

Popowa Ljubov, Painterly Architectonics, 1918, olio su tela, Courtesy e foto © The State Tretyakov Gallery

Popowa Ljubov, Painterly Architectonics, 1918, olio su tela, Courtesy e foto © The State Tretyakov Gallery

Rodchenko / Stepanova, First horse-riding. Page for the photo album about the Civil War and First horse-riding Army. Photo-montage with Lenin, 1937, stampa a rilievo, Collezione Privata  © Alexander Rodchenko e V. Stepanova Archiv

Rodchenko / Stepanova, First horse-riding. Page for the photo album about the Civil War and First horse-riding Army. Photo-montage with Lenin, 1937, stampa a rilievo, Collezione Privata © Alexander Rodchenko e V. Stepanova Archiv