Hosting Alessandro Vizzini Roma #4

Alessandro Vizzini - Di decomposizione in composizione, Roma 2014

In attesa del prossimo Hosting a Venezia che si terrà tra il 4 e il 7 maggio, ecco come è andata la tappa romana. Hosting Alessandro Vizzini Roma #4 / giovedì 10 aprile 2014 Alessandro Vizzini (Cagliari 1985) è stato l’ospite… Continue reading

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Interview with D’Ette Nogle ☛ Clifton Benevento, New York

Michael Clifton & Michael Benevento and D´Ette  Nogle Present Regressing to Mean - Clifton Benevento New York, 2014 - Installation view B

On April 19th inaugurates “Michael Clifton & Michael Benevento and D´Ette Nogle Present: Regressing to Mean”, the second solo exhibition by D’Ette Nogle (1974, La Mirada, CA; vive e lavora a Los Angeles) with Clifton Benevento.
Her work is often in service of the host and the particular context in which its presented. Among her works, the video “Culturally Relevant Pedagogy,” in which the artist dances with some of her students from Fairfax High School in Los Angeles, putting into practice the assumption that a teacher should learn from the culture of her students in order to develop the right educational practice; in “Reality / Relax” she pays tribute to the structure of Dan Graham’s 1969 “Lax / Relax” performance by reading at home, with her parents, some dialogue transcriptions taken from reality shows. For the 2012 edition of”Made in LA”, the biennial organized by the Hammer Museum in Los Angeles, she played inside of the museum the bells used during meditation sessions. Continue reading

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Uri Aran / Puddles ☛ Peep-Hole, Milano

Uri Aran, Untitled (Garfield), 2014 Wood, oil, clay, wax, resin, rubber and brass, 60x14x48 cm Images courtesy of Peep-Hole, Milan. Photo by Francesca Verga

Le installazioni di Uri Aran (Gerusalemme 1977) interessano più livelli d’interpretazione, tra loro complementari; se l’insieme espositivo rivela una scrupolosa costruzione di pieni e vuoti, differenze e ripetizioni, ciò che si potrebbe definire come “ritmo”, le singole opere valgono a esplicitazione di analoghi processi combinatori (attuati, in potenza, inibiti che siano). Ritorna in ogni caso l’attenzione a un punto, centro della ricerca espressiva: ovvero la verifica delle strutture.
Il modo in cui ci relazioniamo con gli altri esseri umani e animali, la condivisione delle pratiche sociali, la prossimità e l’uso degli oggetti, il linguaggio del corpo e quello verbale; si tratta d’enfatizzare l’aspetto costrittivo e convenzionale di una serie amplissima di dinamiche per rendere di esse, senza forzatura ma con un certo grado di paradosso, una versione critica. Da ciò si desume perché Aran scelga di ricorrere così spesso al ludico, sia nella forma dell’accumulazione compulsiva di elementi estranei – una palla da biliardo spezzata su una lista di legno, una foto tessera vicino a strane sostanze collose; vi è un gusto da bricoleur, al modo che fu dei nouveaux réalistes – sia nella forma del vero e proprio gioco partecipativo con regole discrezionali: scriveva lo storico olandese Johan Huizinga nel suo Homo Ludens “Con quei giochi la collettività esprime la sua interpretazione della vita e del mondo. Dunque ciò non significa che il gioco muta o si converte in cultura, ma piuttosto che la cultura nelle sue fasi originarie, porta il carattere di un gioco.” Continue reading

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Daniel Keller – Spirito Scala ☛ 63rd-77th STEPS, Bari

Daniel Keller_MILTON FRIEDMAN PUTS A YOUNG MICHAEL MOORE IN HIS PLACE (detail)_3

Dal 30 Marzo 63rd-77th STEPS – il project space per l’arte contemporanea ideato da Fabio Santacroce a Bari – ospita la mostra personale di Daniel Keller “Spirito Scala”.
Matteo Mottin ha fatto qualche domanda a Fabio Santacroce riguardo alla mostra in corso e al programma espositivo del suo spazio.
Matteo Mottin: Puoi parlarmi della mostra “Spirito Scala” di Daniel Keller? In che modo l’artista si è rapportato con uno spazio così particolare?
Fabio Santacroce: SPIRITO SCALA è una mostra che produce la sensazione di essere come in una zona arida, salmastra, una sorta di spiaggia arcaica alla deriva, raggiunta solo da un potente e discontinuo segnale wi-fi. Il titolo (traduzione italiana dell’espressione francese Esprit de l’escalier) sembra riferirsi letteralmente allo spazio espositivo, ma in realtà agisce in maniera sottile e piuttosto fuorviante, introducendo un ulteriore scarto di lettura ad un progetto che affronta principalmente questioni di carattere etico/economico. Continue reading

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Museum Faust 1981 – 2010 ☛ Norma Mangione, Torino

Daniel Faust, Corning Museum of Glass, Corning, New York, 1986, Courtesy Norma Mangione, Torino

(Scroll down for the English version) E’ visitabile – fino al 17 maggio alla Norma Mangione Gallery di Torino – la prima personale in Italia di Daniel Faust. La mostra raccoglie la serie fotografica ‘Museum Faust 1981 – 2010‘, realizzata… Continue reading

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Yinka Shonibare MBE ☛ Brand New Gallery

Yinka Shonibare MBE Addio del Passato (2011) Digital video Dimensioni variabili - Courtesy Brand New Gallery Milano

Ha inaugurato alcune settimane fa alla Brand New Gallery, la prima mostra personale in Italia dell’artista anglo-nigeriano Yinka Shonibare MBE. Nell’ambiente della galleria, i suoi quadri dai colori cupi emergono netti, come buchi neri che ci assorbono, forse inevitabilmente anche… Continue reading

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Wade Guyton e la dicotomia delle forme / CUBO

Wade Guyton,  (Drawings for a Small Room), 2011, Cubo, Punta della Dogana, Venezia 2014 (detail)

  Gioca sulla dicotomia tra ordine e disordine, presente e passato, scrupolosità o licenza all’errore il progetto di Wade Guyton “Zeichnungen für ein kleines Zimmer (Drawings for a Small Room)”, 2011, presentato nel Cubo di Punta della Dogana. Il grande… Continue reading

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Vincenzo Simone ☞ GAFF, Milano

Vincenzo Simone, No title, 2014 - 130x105, oil on plastic and plastered gauze - GAFF, Milano

Per circa un mese, tra febbraio e marzo, l’artista Vincenzo Simone è stato a Milano, ospite di Gaff, residenza nata da un idea di Fabio Farnè per promuovere giovani artisti. Il 30 marzo ha aperto il suo studio per mostrare… Continue reading

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Pae White …and then you know what? ☛ kaufmann repetto

Pae White Lucky, Charms 2014 neon, transformers, electrical wire site specific - Courtesy artista :  kaufmann repetto, Milano. Photo credit Roberto Marossi

La mostra personale inaugurata a fine marzo nella galleria kaufmann repetto di Pae White, ‘…and then you know what?’, può essere compresa appieno mediante due forme di velocità. La prima, quella più celere e distratta, lascia al visitatore la piacevole… Continue reading

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Marcella Vanzo / Inland Archipelago ☛ Lucie Fontaine

Marcella Vanzo, La bella e la bestia

Marcella Vanzo: Inland Archipelago Sebastiano Mauri, Face Factory 7 Aprile. Fino al 7 maggio Lucie Fontaine apre le porte al dialogo. Marcella Vanzo, già in mostra negli stessi spazi con Inland Archipelago, invita una serie di artisti a confrontarsi con… Continue reading

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To Meggy Weiss Lo Surdo, Happy Hours ☛ CO2 Torino

Magali Reus Parking (Fiji) 2013 polyester resin, pvc, cotton, pigment, Foto Cristina Gavello, Courtesy CO2, Torino

Il 4 aprile la galleria CO2 di Torino ha inaugurato la mostra collettiva ‘To Meggy Weiss Lo Surdo, Happy Hours’, a cura di Marianna Vecellio, con lavori di Massimo Grimaldi, David Horvitz, Renato Leotta, Michelangelo Pistoletto, Magali Reus e Santo Tolone.
Intervista con la curatrice Marianna Vecellio. “La frase da cui ho tratto il titolo della mostra “To Meggy Weiss Lo Surdo, Happy Hours” compare nelle prime pagine del libro di Guido Morselli, Dissipatio H.G. (Adelphi, 2012), e si riferisce a un’iscrizione incisa su un orologio da taschino che il protagonista trova per caso e che possiamo presumere essere appartenuto a Meggy Weiss Lo Surdo, evaporata con il resto degli umani. Della donna Morselli dà un paio di altre informazioni: oltre al fatto che è carina, dice che abita in una graziosa villetta e che probabilmente alle due, l’ora alla quale si è fermato l’orologio, rientrava da una serata con amici o, meglio ancora, da una cena galante.” Continue reading

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Prime anticipazioni sulla prossima edizione di Artissima

I curatori di ONE TORINO 2014: Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah e Marta Papini | © Pierpaolo Ferrari

La grande novità del 2014 per Artissima è la sezione Per4m, interamente dedicata alla performance, che si aggiunge alle tradizionali cinque in cui si suddivide la Fiera: Main Section, New Entries, Present Future, Back to the Future e Art Editions.… Continue reading

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Intervista con Paolo Riolzi ✍ Green Screen

Paolo Riolzi, Madonna di Campiglio, Hotel Gianna, 2009

Il Green Screen è lo sfondo verde utilizzato come schermo neutro nelle riprese televisive per unire due diverse sorgenti video, rendendo così possibile mutare e trasformare l’ambiente in cui agiscono i personaggi. È lo strumento che crea la grande illusione.
È la proiezione dell’immaginario che ci permette di andare in luoghi remoti e fantastici, come quelli ricostruiti nelle Piscine di molti hotel che Paolo Riolzi ha visitato, fotografato e fatto oggetto della sua ultima serie omonima, presentata in questa occasione per la prima volta.
Le Piscine sono parte del work in progress Identità Collettiva a cui l’artista lavora dal 2000.
È un’esplorazione di luoghi – architetture e paesaggi – che riproducono un immaginario condiviso alla ricerca della nostra identità. Continue reading

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The Blank Kitchen ☞ Intervista con Salvatore Arancio

Salvatore Arancio, BF Island A38, 2014, glazed ceramic

Nuovo appuntamento con The Blank Kitchen, a cena da Salvatore Arancio per gustare il suo the best of. Salvatore raccoglie in un menu le sue preparazioni migliori e regala agli ospiti profumi e sapori che riflettono l’attenzione ai dettagli propria… Continue reading

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L’Illusione della Luce ☼ Palazzo Grassi, Venezia

Philippe Parreno, Marquee, 2013 Courtesy the artist and Galerie Esther Schipper, Berlin Pinault Collection Installation view at Palazzo Grassi 2014

Sfiora e aleggia sull’affascinate tema della ‘luce’ la mostra presentata a Palazzo Grassi pochi giorni fa. Il titolo allarga ancora più il concetto: ‘L’illusione della luce’.
Della luce siamo coscienti solo quando questa è assente poiché senza di essa non siamo più in grado di vedere. Ed è proprio la luce che rivela e svela; ciò che non è illuminato non ci è dato di conoscere. Materia che rivela e svela, della luce percepiamo la presenza più quando è assente che presente (la luce, anche a livello etimologico significa mostrare, rendere manifesto, deriva da lux, illuminare, far vedere).
Per la sua complessità – fisica e concettuale – il topos ‘luce’, come tema guida per una mostra, può essere a doppio taglio. Quanti artisti hanno lavorato con la materia luminosa? Quanti curatori si sono confrontati con un tema vasto, pericoloso e intricato come la ‘luce’. Da ultima, la Biennale di Venezia del 2011 curata da Bice Curiger, ILLUMInazioni, che ha allargato in modo formale e concettuale il modo di considerare la luce. Ma di luce e ombre ce n’era molte in quella edizione della Biennale e anche in questa mostra, inevitabile che nel suo complesso la mostra risulti a volte lacunosa, altre approssimativa e, non ultima, alcune opere non sono perfettamente calzanti con le premesse della mostra stessa: ““L’illusione della luce” si propone di esplorare i valori fisici, estetici, simbolici, filosofici, politici legati a una delle realtà essenziali dell’esperienza umana, la luce, che sin dal Rinascimento (almeno) costituisce anche una dimensione fondamentale dell’arte.” Continue reading

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