EXPANDED | Interview with Beatrice Gibson ✌ Laura Bartlett Gallery, London

Beatrice Gibson F for Fibonacci 2014 16 mm and 35 mm transferred to HD, Sound (surround), Duration 16:20 minutes

We asked some questions to Beatrice Gibson.
ATP: How did you get the idea for the video? From where did it all start? Why did you call it “F for Fibonacci”?
Beatrice Gibson: “F for Fibonacci” is part of a larger project I am working on that takes William Gaddis’ 1975 novel ‘JR’ as a starting point. JR is an eerily prescient, biting social satire that turns the American Dream upside down and inside out, telling the story of a precocious 11 year-old capitalist who, with the unwitting help of his school’s resident composer, inadvertently creates the single greatest virtual empire the world has seen, spun largely from the anonymity of the school’s pay phone.
“F for Fibonacci” is based on particular episode in the novel, or rather takes a particular scene as its compositional starting point. In the school that JR attends, face to face teaching has been replaced with a mechanised, in-house televised teaching system. The scene sees a music lesson scrambled with a maths class on derivatives inside the mind of its child protagonist. “F for Fibonacci” came about as title because the Fibonacci sequence is all about the mysticism of numbers, a mysticism that both music and banking are heavily invested in. Continue reading

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Lewis Baltz. Un ricordo

Lewis Balz

Testo di Michele Lamanna Non mi sono mai piaciuti i maestri. Forse solo per quel capannello di allievi che spesso li segue, li imita anche nel modo di parlare, vestire e, naturalmente, nella ricerca artistica. Ma Lewis Baltz era un… Continue reading

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In Polonia per saziare l’amore ♥︎ Pastificio Cerere

Krzysztof Niemczyk Azione presso la spazzatura comunale, metà anni Sessanta Courtesy Archivio Anka Ptaszkowska

Si concluderà il 28 novembre l’ultimo episodio della mostra “In Polonia per saziare l’amore”, a cura di Ilaria Gianni e Luca Lo Pinto. La mostra presenta il lavoro di Krysztof Niemczyk, “pittore autodidatta, scrittore, musicista e leggendario personaggio di Cracovia degli anni Sessanta e Settanta”, artista sul quale è molto difficile trovare del materiale in Italia (poche tracce anche su Internet).
Lo spirito ribelle di Niemczyk rivive in mostra grazie a fotografie e materiale d’archivio ma soprattutto tramite le parole di Anka Ptaszkowska (autrice del libro Trattato sulla vita di Krysztof Niemczyk per l’uso delle giovani generazioni e co-fondatrice della Foksal Gallery a Varsavia) che in occasione dell’inaugurazione ha parlato dell’artista con voce di critica d’arte e amica. Nonostante la figura di Niemczyk sia associata a quella della Foksal Gallery a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, l’artista non ha mai esposto in galleria i propri lavori. Gli aneddoti raccontati di Ptaszkowska aiutano a comprendere come il ruolo dell’artista sia stato più quello di agitatore e situazionista che di pittore, musicista o scrittore. Con le sue azioni (alcune delle quali testimoniate dalle fotografie esposte), in grado di suscitare grande indignazione, tentò di bucare la superficie di inerzia e paura che frena le vite e i gesti dei cittadini per rivendicare la possibilità di un comportamento intransigente. Continue reading

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Una mostra non antologica, ma intimissima. Ugo La Pietra in Triennale, Milano

Ugo La Pietra Abitare è essere ovunque a casa propria  performance Linz (Austria) 1979 Courtesy Archivio Ugo La Pietra

Inaugura stasera alla Triennale di Milano la mostra dal titolo Progetto Disequilibrante dedicata ad Ugo La Pietra, curata da Angela Rui e progettata dall’artista medesimo. Stamani si è tenuta la conferenza stampa che ci ha introdotti al percorso espositivo, che occupa tutti gli spazi che sino a poco fa erano dedicati alla mostra Trame, quell’enciclopedia declinata nelle varie interpretazioni del rame (architettoniche, artistiche, di design) a cura di Antonella Soldaini ed Elena Tettamanti.
“Questa mostra non è antologica come tanto si è detto, antologica è un’altra cosa. Ci sono reperti emersi dal fondo di cantine, conservati nel tempo, frammenti di ricerche sviluppate in tanti anni. Materiali, scritti, saggi: un insieme complesso da poter restituire all’interno della mostra, sebbene questa abbia una sua dimensione ampia ed includa qualcosa che va al di là della semplice attività professionale. Più di una volta ho pensato di lasciare la mostra, che fa vedere tutte le mie dimensioni: le più alte, le più modeste, le più segrete. E’ pure una mostra che mi piace molto, ne sono contento, ma nello stesso tempo vivo la pena di vedere una mostra che non sarà capita da nessuno… Continue reading

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Everyone Gets Lighter ✍ Intervista con i Kinkaleri

Kinkaleri - Everyone Gets Lighter | All! ph Martino Margheri

I Kinkaleri dal 1995, insieme a interpreti e collaboratori, lavorano in scena/fuori dalla scena/agli estremi della scena. Le loro opere performative, libere da schematizzazioni formali, sono innovatrici tanto nelle tecniche quanto soprattutto nei linguaggi. Alle performance si sono affiancati –… Continue reading

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Intenzione manifesta ✎ Castello di Rivoli

"Intenzione Manifesta" at Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea

Idealmente vorrei iniziare un breve percorso ‘emozionale’ dell’intera mostra, enucleando alcune tra le opere più intense dell’intero progetto. Tra i tanti tagli tematici, perché non crearne uno personalissimo? Partiamo allora da “Controluce” (1910) di Umberto Boccioni, un disegno a matita che mostra un volto di donna davanti ad una finestra. Piccoli tratti come fossero particelle o aggregati di energia definiscono il viso, lo sfondo, lo spazio attorno, l’aria. Carne, capelli, paesaggio retrostante, infisso, tessuto: tutto è definito da un unico e costante tratto o corpuscolo di energia, la stessa energia osannata dall’artista “Non dimentichiamo che la vita risiede nell’unità dell’energia, che siamo dei centri che riceviamo e trasmettiamo, cosicché noi siamo indissolubilmente legati al tutto” (Umberto Boccioni, Scritti editi e inediti, a cura di Z. Birolli, Feltrinelli, Milano, 1971, p. 201). Non è un caso che, la sezione che raccoglie il commovente disegno di Boccioni – “Chiaroscuro, ovvero della raffigurazione” – ospiti anche due tra i disegnatori più abili delle ultime generazioni, le opere “fanta-ironiche” di Charles Avery, con i suoi personaggi-macchiette e i ritratti di un Roberto Cuoghi pirandelliano. Ma anche un essenziale e scarnificante Alberto Giacometti, che è presente in mostra con “Donna seduta (recto)” del 1960. Continue reading

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WHEN SPECTATORS WORK, WORKERS OBSERVE #2

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“When spectators work, workers observe – The beginning is the last part to be created” is a project curated by Marianna Liosi and Alessandra Saviotti invited as guest curators together with artists Cathleen Schuster and Marcel Dickhage to Kunsthuis SYB residency… Continue reading

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Beware Wet Paint – Isa Genzken ✒︎ Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Arunanondchai Korakrit Beware Wet Paint - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, 2014

Dove sta andando la pittura? Come si colloca in relazione agli altri linguaggi visivi? Cosa significa fare pittura oggi?
A questi interrogativi dà una possibile risposta Beware Wet Paint collettiva di undici artisti realizzata dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in collaborazione con l’ICA di Londra e curata dal suo direttore Gregor Muir. Il titolo è, non a caso, una citazione di Marcel Duchamp, – riportata da Richard Hamilton – dove l’accento sulla parola “Beware” (fare attenzione) è un avvertimento che allerta il visitatore: la pittura infatti è diventata altra, ibridata con codici e linguaggi diversi, in primis il digitale, imprescindibile riferimento e chiave di volta di una mutazione che apre nuove direzioni di ricerca. Per questi artisti, nati dal 1955 al 1986 e attivi a livello internazionale, il linguaggio pittorico è un’indagine che va oltre il suo specifico per diventare inclusiva e totalizzante, una vera e propria pratica di appropriazione della storia – intesa soprattutto come tradizione modernista –, dell’attualità – che entra concretamente come materiale qualificante nell’opera – e dei media digitali –fonte di riferimenti e metodo creativo. Il virtuale non esclude il reale nel presente concreto dell’esperienza e nel passato: il rapporto con la storia è evidente ma mediato e meditato e utilizzato in quanto elemento con cui dialogare. Persa la fiducia in un progresso e in un’evoluzione lineare, la pittura si aggira in un eterno presente, cercando un orientamento tra i molteplici riferimenti possibili. Continue reading

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EXPANDED | Turner Prize 2014

Turner Prize 2014 - Shortlist, Duncan Campbell,   It for Others, 2013, 16mm film transferred to digital video, Courtesy of Duncan Campbell and Rodeo Gallery

Il 2014 segna il 30esimo anniversario del Turner Prize. Dalla sua prima assegnazione nel 1984 è diventato uno dei più importanti e prestigiosi premi nel campo delle arti visive, promuovendo un discorso sui nuovi sviluppi dell’arte contemporanea sia nel Regno Unito che a livello internazionale.
Lunedi 1 Dicembre verrà assegnato il Turner Prize. Gli artisti selezionati per questa edizione sono Duncan Campbell, James Richards, Ciara Phillips e Tris Vonna-Michell. Continue reading

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Bojan Šarčević, In the rear view mirror 2014 ☛ Pinksummer, Genova

Bojan Šarčević, Untitled, 2014 poster 84 x 60 cm Edition of 3 photo credit Francesco Cardarelli courtesy pinksummer, Genova

In una società basata sulla quantità di trasmissioni (o informazioni, o comunicazioni, secondo il grado di ottimismo con il quale si vogliano valutare), sull’accumulo di segni che si rincorrono annullandosi, ci sono azioni che affermano che ci sia ancora posto per “frasi-matrice”, segni fondativi? Nelle città del rumore semantico possiamo ancora farci posto per lavorare, mediante la sottrazione, la disposizione logica, la ri-composizione? Possiamo, in altre parole, pensare ancora di interpretare il mondo per modificarlo, agendo quotidianamente sulla realtà?
Sul senso di queste domande sembra lavorare Bojan Šarčević, quando ri-dispone e modifica lo spazio della galleria Pinksummer di Genova per la mostra In the Rear View Mirror. Continue reading

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Martino Gamper: design is a state of mind

Åbäke and Martino Gamper 100 Chairs © Angus Mill

Ci ha fatto sedere in 100 sedie costruite con gli scarti trovati lungo le strade di Londra. Ci ha mostra un altro modi di vedere le creazioni di Gio Ponti e Carlo Mollino; a Torino, nella ‘fetta di polente’ (mostra Comdominium da Franco Noero, 2011), ha ideato ambienti visionari per abitanti immaginari. Martino Gamper, quasi retorico ribadirlo, è il ‘cappellaio matto’ del Paese delle Meraviglie (del design), ma anche il Geppetto buono che, con abilità crea tanti Pinocchi di legno animato.
L’abilità di questo artigiano contemporaneo ha dello stupefacente. Oso quasi pensarlo come se fosse provvisto di poteri animistici. Perché, nella sua mostra ospitata alla Pinacoteca Agnelli (Lingotto, Torino, fino al 22 febbraio), si ha veramente la sensazione che le centinaia di oggetti bisbiglino tra loro, si spingano per accaparrarsi le prime file o si contraggano negli angoli, si nascondano. Prima di essere oggetti pensati, progettati e costruiti, sono ‘esserini’ animati dalla forza del loro reclutatore; come le scope del Mago-Topolino, tutto, nella mostra “Martino Gamper: design is a state of mind” si mette a ballare. Continue reading

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Vince Giulia Pellegrini ⚐ KARHA

Giulia Pellegrini, Karha, NESCAFÉ® DOLCE GUSTO® #35MODERNART

Giulia Pellegrini, 24 anni, nata a Valenza, è l’autrice di “Karha”, opera vincitrice di NESCAFÉ® DOLCE GUSTO® #35MODERNART. Si tratta di un’installazione interattiva composta da un tavolo-display in legno, che richiama il contatto con la terra, dove sono disposti alcuni… Continue reading

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Diego Perrone | Manoplà ✌ COFFEE N TELEVISION, Bergamo

manoplà, photo: Claudia Pippo

Un quadrato nero che omaggia Malevich, due occhi, una bocca, un tessuto tecnologico:  il confronto tra l’artista Diego Perrone e l’esperienza di un’azienda del made in Italy di eccellenza, La Rocca srl, ha prodotto i manoplà. Un guanto, una pochette,… Continue reading

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Masbedo | Todestriebe ★ Fondazione Merz, Torino

Todestriebe, 2014 Video HD a un canale, courtesy MASBEDO, Massimo Antichi, Beatrice Bulgari, Snaporazverein e Sammlung, Wemhöner

Todestriebe, il titolo della mostra dei Masbedo inaugurata il 3 Ottobre alla Fondazione Merz, è un termine tedesco che significa “pulsione alla morte” e fa riferimento ad un concetto identificato da Freud come aspetto imprescindibile dell’inconscio umano, il quale più… Continue reading

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Sometimes my Eyes are the Eyes of a Stranger ✍ Intervista con Serban Savu

Serban Savu, Father and Son, 2014 oil on board cm 40 x 34 - Courtesy Monica De Cardenas Milano/Zuoz

(Scroll down for the English text) Seran Savu ci accoglie alla sua mostra – ospitata alla Galleria Monica De Cardenas, Milano, fino al 28 febbraio 2015 – con una citazione: “Il “Comunismo” (o qualsiasi altra cosa fosse) ha continuato a… Continue reading

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