When spectators work, workers observe #5

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“When spectators work, workers observe – The beginning is the last part to be created” is a project curated by Marianna Liosi and Alessandra Saviotti invited as guest curators together with artists Cathleen Schuster and Marcel Dickhage to Kunsthuis SYB residency… Continue reading

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Luce Coatta, dischiusure

Luce Coatta_ installation view. Courtesy Artopia Gallery_  (Catelani, Meoni)_ 1

La negazione (del mostrare) intesa come ritrosia all’esibizionismo e scelta di lavorare sul confine tra visibilità e sparizione è una questione dibattuta nell’ambito dell’arte e della cultura e, più ampiamente, nell’attuale società dell’ipervisibilità e della sovraesposizione.
Ritrarsi in un territorio dove l’immagine si attenua, non si presenta se non come embrione o idea, è un gesto di per sé sovversivo e polemico nei confronti dell’estetica spettacolare della sovraesposizione dominante e pone la questione del mostrare in un momento in cui l’evento espositivo ha conquistato rilevanza fondamentale. Nell’epoca dell’esibizionismo obbligato, la scelta della riduzione ha un senso anche liberatorio: l’indeterminatezza del dato visivo, la sua “carenza” creano un intervallo sospeso, uno spazio da riempire che diventa una modalità per stimolare l’immaginazione, oggi limitata e minacciata dal troppo visto. L’indeterminatezza non è quindi negazione assoluta, né iconoclastia, ma campo di possibilità, un “non-ancora”.
Su questi temi riflette Luce coatta, dischiusure, progetto a cura di Saretto Cincinelli che, partendo da un forte impianto concettuale e filosofico, convoca tre artisti – appartenenti alla stessa generazione dei primi anni sessanta ma poeticamente distanti –, accomunati da una comune predisposizione alla renitenza, che il curatore individua nella frase «preferirei di no» («I would prefer not to») presa dal romanzo Lo scrivano Bartleby di Herman Melville del 1853. Continue reading

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Unedited History, Iran 1960-2014 ☞ Maxxi, Roma

Mohsen Rastani (né en 1958) De la série La famille iranienne Epreuve Gelatino-Argentique Collection de l’artiste

La parte più bella della mostra Unedited History, Iran 1960 – 2014 (11 dicembre 2014 – 29 marzo 2015) è il progetto Il mio Iran, che ha coinvolto la comunità iraniana di Roma: il Dipartimento educazione ha chiesto ai partecipanti, di età e professioni diverse, di commentare con brevi testi autobiografici le opere e le diverse sezioni tematiche. Il percorso della mostra risulta così accompagnato da voci affettuose che raccontano di esperienze che, forse, non saremmo riusciti a carpire dalla sola osservazione delle opere. Grazie ai racconti di queste persone, invece, l’immagine (rinchiusa in quell’equilibrio che è al tempo stesso suo limite e sua forza) si sbilancia, prende posizione, diventa parte di una storia, di uno sguardo parziale.
Non si sarebbe potuto pensare a un modo migliore per avvicinare lo spettatore alla storia e alla storia dell’arte dell’Iran: la mostra, divisa in tre sezioni cronologiche, presenta più di 200 opere e materiale d’archivio in gran quantità: documenti, giornali, manifesti, video. Continue reading

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Artist’s Diary ☛ Giacomo Laser / Carico Massimo, Livorno

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Sabato 20 Dicembre al Carico Massimo di Livorno andrà in scena Giacomo Dufur, prima mostra personale del poliedrico e polimorfico Giacomo Laser. La pratica di Laser si basa su una ricerca di carattere ontologico, che formalizza attraverso la creazione e l’impersonificazione… Continue reading

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Intervista con Michele D’Aurizio ✒︎ A Paz Entre os Animais

A Paz Entre os Animais, Installation view, BFA Boatos,  San Paulo Brazil 2014

Marco Tagliafierro intervista Michele D’Aurizio in occasione dell’apertura del group show A Paz Entre os Animais da lui curato per BFA Boatos (San Paolo, Brasile)
Marco Tagliafierro: Qualche delucidazione a proposito del titolo?
Michele D’Aurizio: Il titolo fa riferimento al tema della concordia tra gli animali. È un tema che ricorre tanto nel Cristianesimo, quanto nell’Islamismo e nell’Induismo.
Nella Bibbia si legge: “Allora il lupo abiterà con l’agnello, la pantera si sederà vicino al capretto, vitello e leone pascoleranno insieme e sarà un bambino a custodirli. La mucca e l’orso diventeranno amici e i loro cuccioli riposeranno insieme. Il leone mangerà l’erba insieme al bue, il neonato giocherà nella tana della vipera e un bambino allungherà la mano nel rifugio del serpente.” (Isaia 11, 1-9) E similmente, nella vita dell’imperatore persiano Humayun: “Sotto la protezione [dell’Imperatore] il cervo dorme tranquillamente vicino alla pantera e i pesci trovano riposo senza paura vicino ai coccodrilli. I piccioni diventano amici dei falchi e i passeri cinguettano fiduciosi di fronte alle aquile. Sotto la sua amministrazione giusta il cervo cammina nella foresta insieme al maschio del leone, l’anatra racconta i suoi segreti a uno sparviero e la colomba racconta la sua storia al falco.” (Muhammad Khwandamir, Humāyūn nāma, 1533-34). Continue reading

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Through a Glass darkly ☛ BACO, Bergamo

Living Truthfully Under Imaginary Circumstances (2011), 33 minutes, Anja Kirschner & David Panos, Courtesy of Hollybush Gardens

Tu stai sorridendo. Io sto sorridendo. Mi siedo nella sala di Palazzo della Misericordia in Bergamo – Città Alta dove è in corso di proiezione il primo video della rassegna THROUGH A GLASS DARKLY che BACO – Base Arte Contemporanea… Continue reading

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1…2…3… COLORA

COLORA, The zebra crossing

* 1…2…3…  Marco Tagliafierro ha posto un paio di domande a Lorenzo Commisso e Rachele Burgato, per capire il loro progetto COLORA. Il potenziale espressivo della quotidianità, per ciò che concerne il colore, è un punto di partenza per il vostro progetto o… Continue reading

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PRE POST ALPHABET ✐ Fondazione Morra, Napoli

L. TOLA- Poesia visuale a Genova e Milano 4 - ©A. Benestante

E’ iniziato lo scorso 12 settembre il progetto a cura di Giuseppe Morra, “La scrittura visuale / La parola totale”, promosso dalla Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli. Il programma di vasto… Continue reading

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➽ Discover Fenêtreproject

CRYSTAL BARK, Alessandro Castiglioni, Enrico Boccioletti, Jean Pol Fargeau, Adam Cruces, still from HD video, 2014. All images courtesy of the artists

ATPdiary ha posto alcune domande a Francesca Mangion e Dustin Cauchi, curatori del progetto editoriale Fenêtreproject.
ATP: Da quali esigenze e in che modo è nato Fenêtreproject?
Francesca Mangion: Fenêtreproject nasce come un progetto di editoria indipendente, vale a dire una piccola casa editrice e studio di design legato a dei progetti stampati, situati in una via di mezzo tra libro d’essai e ‘artist book’. L’idea iniziale era quella di creare uno spazio non condizionato da esigenze commerciali – uno spazio che ci permetteva di rivalutare le possibilità e le limitazioni concettuali, estetiche e pratice di produzione e distribuzione di oggetti fisici. Dopo questa fase iniziale abbiamo sentito il bisogno di ripensare l’idea di editoria e curatela in relazione ad altre forme di produzione e distribuzione d’informazione. Per questo abbiamo scelto una piattaforma online. In questo spazio possiamo utilizzare le varie possibilità ibride e anche approcciare delle questioni di editoria in un spazio temporale che si differenzia completamente dallo spazio del libro (sia fisico che non). Continue reading

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Gli spazi espansi di Nicola Melinelli / CAR, Bologna

nicola melinelli - oil on wood, 15x8x35, 2014. courtesy CAR.DRDE, Bolognanicola melinelli - oil on wood, 15x8x35, 2014. courtesy CAR.DRDE, Bologna

Entrare nella galleria CAR per vedere “Cascate D’Acqua”, la personale di Nicola Melinelli, è un atto che permette fin da subito di assorbire la capacità dell’artista di provocarci una fisica reazione. Proprio per questo non si può analizzare la mostra tramite un ordine di fruizione: l’atteggiamento installativo con cui è stata curata dall’artista stesso, la rende un labirinto intellettuale. Se ci si avvicina a qualsiasi delle opere l’effetto di spaesamento passa da un livello contestuale, ad un’ipnosi mirata, che ci rapisce. Ciò non vuol dire che tutti i lavori abbiano gli stessi effetti e neanche che uno da solo riesca a fare quello che l’insieme ci racconta, o meglio, ci trasmette. Continue reading

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La Grande Madre di Massimiliano Gioni

Felice Casorati, Ritratto di Silvana Cenni, 1922

Come ha già raccontato in una precedente intervista, Massimiliano Gioni inaugurerà “la mostra enciclopedico-pedagogica di carattere storico” La Grande Madre, il 25 agosto 2015. Ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi insieme a Palazzo Reale per Expo in città 2015… Continue reading

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Alessandra Spranzi, Maraviglia ☛ P420, Bologna

Alessandra  Spranzi, Obsoleto #1, 2013-2014, polaroid e pagina di libro o rivista:polaroid and page of book or magazine, cm.24x20,5 (cm.33x28 incorniciato:framed)_1

“Creare delle condizioni”. Con Alessandro Spranzi percorriamo la sua mostra ospitata alla galleria di Bologna P420. L’artista ci spiega il perchè di certe scelte formali e tecniche, le possibile motivazioni, ma anche l’inspiegabilità e l’ambiguità insita “dentro” alle immagini.
In conversazione con Alessandra Spranzi in occasione della mostra “Maraviglia” ospitata fino al 31 gennaio 2015 alla P420.
ATP: Il titolo, “Maraviglia”, sembra fare eco a stupore, ammirazione. Mi racconti il nesso tra questa parola e le serie di fotografie e collage esposti?
Alessandra Spranzi: Maraviglia è una delle parole aggiunte (sono una trentina) da un lettore sconosciuto a una edizione del 1927 del Dizionario Moderno, supplemento ai dizionari italiani, di Alfredo Panzini, che ho trovato due anni fa a un mercato. Il precedente lettore si è forse stupito che non ci fosse la parola Meraviglia o Maraviglia, l’ha cercata in qualche altro libro o rivista (l’Enciclopedico, è firmata la definizione aggiunta), l’ha tagliata e incollata nel Dizionario moderno. Maraviglia è una parola ancora più meravigliosa di meraviglia, perché sottolinea, con la ripetizione della a, un incantarsi di fronte all’inatteso, all’insperato, uno spalancare la bocca e gli occhi e balbettare per lo stupore del secondo sguardo. Continue reading

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When spectators work, workers observe #5

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“When spectators work, workers observe – The beginning is the last part to be created” is a project curated by Marianna Liosi and Alessandra Saviotti invited as guest curators together with artists Cathleen Schuster and Marcel Dickhage to Kunsthuis SYB residency… Continue reading

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Intervista con Giulia Cenci // MAI, Tile Project Space

Giulia Cenci, Ritratto perso, Ritratto perso #2, Ritratto perso #3, Poliestere, argilla, 2014, Plastica - MAI, Tile Project Space, Milano foto Elena Radice  (detail)

ATP: Partiamo dal titolo: Mai. A cosa si riferisce questa parola dal suono così perentorio?
Giulia Cenci: Mai deve essere relazionato a qualcosa per acquisire senso, ed anche quando lo acquisisce rimane solo una suggestione, poiché oltre a riferirsi ad un passato ed un presente si riferisce ad un futuro; eppure il futuro è incerto, non sappiamo davvero che piega possa prendere… Nonostante questo ci permettiamo di usare Mai, come se avessimo la presunzione di prevedere un ipotetico futuro. “In nessun altro tempo” è qualcosa che non-esite, non è accaduta, che di fatto non-conosciamo. Nonostante la sua perentorietà Mai rappresenta un incertezza, ed è proprio questo che mi affascina di questa parola. Continue reading

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EXPANDED | Frosted and Defrosted ☛ 44 Albion Projects, London

Installation view, Frosted and Defrosted, 44 Albion, London, 2014

Conclusasi ieri, Frosted and Defrosted è una mostra collettiva che unisce il lavoro di sei giovani artisti a 44 Albion Projects, un project space temporaneo finanziato dal Southwark Council.
ATPdiary, in collaborazione con Marta Ravasi, ha posto alcune domande alla curatrice della mostra, Taylor Le Melle. Continue reading

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