Wade Guyton e la dicotomia delle forme / CUBO

Wade Guyton,  (Drawings for a Small Room), 2011, Cubo, Punta della Dogana, Venezia 2014 (detail)

  Gioca sulla dicotomia tra ordine e disordine, presente e passato, scrupolosità o licenza all’errore il progetto di Wade Guyton “Zeichnungen für ein kleines Zimmer (Drawings for a Small Room)”, 2011, presentato nel Cubo di Punta della Dogana. Il grande… Continue reading

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Vincenzo Simone ☞ GAFF, Milano

Vincenzo Simone, No title, 2014 - 130x105, oil on plastic and plastered gauze - GAFF, Milano

Per circa un mese, tra febbraio e marzo, l’artista Vincenzo Simone è stato a Milano, ospite di Gaff, residenza nata da un idea di Fabio Farnè per promuovere giovani artisti. Il 30 marzo ha aperto il suo studio per mostrare… Continue reading

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Pae White …and then you know what? ☛ kaufmann repetto

Pae White Lucky, Charms 2014 neon, transformers, electrical wire site specific - Courtesy artista :  kaufmann repetto, Milano. Photo credit Roberto Marossi

La mostra personale inaugurata a fine marzo nella galleria kaufmann repetto di Pae White, ‘…and then you know what?’, può essere compresa appieno mediante due forme di velocità. La prima, quella più celere e distratta, lascia al visitatore la piacevole… Continue reading

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Marcella Vanzo / Inland Archipelago ☛ Lucie Fontaine

Marcella Vanzo, La bella e la bestia

Marcella Vanzo: Inland Archipelago Sebastiano Mauri, Face Factory 7 Aprile. Fino al 7 maggio Lucie Fontaine apre le porte al dialogo. Marcella Vanzo, già in mostra negli stessi spazi con Inland Archipelago, invita una serie di artisti a confrontarsi con… Continue reading

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To Meggy Weiss Lo Surdo, Happy Hours ☛ CO2 Torino

Installation view, courtesy  CO2, Torino foto Cristina Gavello

Il 4 aprile la galleria CO2 di Torino ha inaugurato la mostra collettiva ‘To Meggy Weiss Lo Surdo, Happy Hours’, a cura di Marianna Vecellio, con lavori di Massimo Grimaldi, David Horvitz, Renato Leotta, Michelangelo Pistoletto, Magali Reus e Santo Tolone.
Intervista con la curatrice Marianna Vecellio. “La frase da cui ho tratto il titolo della mostra “To Meggy Weiss Lo Surdo, Happy Hours” compare nelle prime pagine del libro di Guido Morselli, Dissipatio H.G. (Adelphi, 2012), e si riferisce a un’iscrizione incisa su un orologio da taschino che il protagonista trova per caso e che possiamo presumere essere appartenuto a Meggy Weiss Lo Surdo, evaporata con il resto degli umani. Della donna Morselli dà un paio di altre informazioni: oltre al fatto che è carina, dice che abita in una graziosa villetta e che probabilmente alle due, l’ora alla quale si è fermato l’orologio, rientrava da una serata con amici o, meglio ancora, da una cena galante.” Continue reading

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Prime anticipazioni sulla prossima edizione di Artissima

Artissima One Torino Cattelan

La grande novità del 2014 per Artissima è la sezione Per4m, interamente dedicata alla performance, che si aggiunge alle tradizionali cinque in cui si suddivide la Fiera: Main Section, New Entries, Present Future, Back to the Future e Art Editions.… Continue reading

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Intervista con Paolo Riolzi ✍ Green Screen

Paolo Riolzi, Madonna di Campiglio, Hotel Gianna, 2009

Il Green Screen è lo sfondo verde utilizzato come schermo neutro nelle riprese televisive per unire due diverse sorgenti video, rendendo così possibile mutare e trasformare l’ambiente in cui agiscono i personaggi. È lo strumento che crea la grande illusione.
È la proiezione dell’immaginario che ci permette di andare in luoghi remoti e fantastici, come quelli ricostruiti nelle Piscine di molti hotel che Paolo Riolzi ha visitato, fotografato e fatto oggetto della sua ultima serie omonima, presentata in questa occasione per la prima volta.
Le Piscine sono parte del work in progress Identità Collettiva a cui l’artista lavora dal 2000.
È un’esplorazione di luoghi – architetture e paesaggi – che riproducono un immaginario condiviso alla ricerca della nostra identità. Continue reading

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The Blank Kitchen ☞ Intervista con Salvatore Arancio

Salvatore Arancio, BF Island A38, 2014, glazed ceramic

Nuovo appuntamento con The Blank Kitchen, a cena da Salvatore Arancio per gustare il suo the best of. Salvatore raccoglie in un menu le sue preparazioni migliori e regala agli ospiti profumi e sapori che riflettono l’attenzione ai dettagli propria… Continue reading

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L’Illusione della Luce ☼ Palazzo Grassi, Venezia

Philippe Parreno, Marquee, 2013 Courtesy the artist and Galerie Esther Schipper, Berlin Pinault Collection Installation view at Palazzo Grassi 2014

Sfiora e aleggia sull’affascinate tema della ‘luce’ la mostra presentata a Palazzo Grassi pochi giorni fa. Il titolo allarga ancora più il concetto: ‘L’illusione della luce’.
Della luce siamo coscienti solo quando questa è assente poiché senza di essa non siamo più in grado di vedere. Ed è proprio la luce che rivela e svela; ciò che non è illuminato non ci è dato di conoscere. Materia che rivela e svela, della luce percepiamo la presenza più quando è assente che presente (la luce, anche a livello etimologico significa mostrare, rendere manifesto, deriva da lux, illuminare, far vedere).
Per la sua complessità – fisica e concettuale – il topos ‘luce’, come tema guida per una mostra, può essere a doppio taglio. Quanti artisti hanno lavorato con la materia luminosa? Quanti curatori si sono confrontati con un tema vasto, pericoloso e intricato come la ‘luce’. Da ultima, la Biennale di Venezia del 2011 curata da Bice Curiger, ILLUMInazioni, che ha allargato in modo formale e concettuale il modo di considerare la luce. Ma di luce e ombre ce n’era molte in quella edizione della Biennale e anche in questa mostra, inevitabile che nel suo complesso la mostra risulti a volte lacunosa, altre approssimativa e, non ultima, alcune opere non sono perfettamente calzanti con le premesse della mostra stessa: ““L’illusione della luce” si propone di esplorare i valori fisici, estetici, simbolici, filosofici, politici legati a una delle realtà essenziali dell’esperienza umana, la luce, che sin dal Rinascimento (almeno) costituisce anche una dimensione fondamentale dell’arte.” Continue reading

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Post Islanda tra catabasi e topologia

Alessandro Vizzini, Post Islanda (Catabasi con Giardino Giallo). installation view. Operativa Arte Contemporanea, Roma, 2014

Post Islanda (Catabasi con Giardino Giallo) è il titolo della mostra personale di Alessandro Vizzini inaugurata alla galleria Operativa Arte Contemporanea. E con l’aggettivo personale, non s’intende solo la tipologia di evento, ma il contenuto stesso del progetto, fortemente intimo e introspettivo. A tradirne l’orientamento non è tanto e non solo la riflessione ex post sull’esperienza islandese come artista e come individuo alla Nes Artist Residency di Skagaströnd, ma il topos delle catàbasi che introduce una considerazione più generale, di matrice romantica, sulla natura dell’uomo sospesa tra la nascita come ascesa al mondo, e la morte come discesa agli Inferi. Il motivo dell’ ascesa/discesa è palesato nella struttura piramidale di Allo spirito si aggiunge la psiche e la scultura con materia finita (2014) e ritorna nella composizione di listelli di marmo bianco di Secondo leggi e ipotesi della fisica, tre giorni di sonno (2014). Continue reading

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Intervista a Curandi Katz ☛ Artericambi, Verona

Curandi Katz WORD FOR WORD, Artericambi, Verona 2014

In occasione dell’apertura del nuovo spazio Artericambi a Verona, il 12 aprile sarà presentata Word for Word, mostra personale del duo Curandi Katz. “Figlia” della performance omonima creata per la residenza Live Works 2013 presso Centrale Fies, Word for Word è il mix di un’operazione di reverse publishing, il risultato di un’indagine sulla trasparenza processuale delle istituzioni e del lavoro e una “performance involontaria”, dove più soggetti, non soltanto gli artisti, sono attivamente coinvolti. La mostra veronese mette in scena il video documentale, fotografie e il risultato concreto del processo performativo.
ATP e Martina Odorici, hanno rivolto al duo italo-canadese alcune domande per capire meglio cosa si celi dietro questo interessante progetto.
ATP: Innanzitutto raccontatemi un po’ la genesi e la vita di questo progetto (prodotto per il Live Works di Centrale Fies nel 2013).
CK: Attivando un’operazione di reverse publishing, nel corso della nostra residenza per Live Works presso Centrale Fies abbiamo usato le acque dell’adiacente fiume Sarca e una biblioteca di libri ingiuriosi per dar vita ad un tentativo di trasparenza processuale. Le pagine, levigate per alcuni giorni dallo scorrere del fiume, sono state poi macerate e pestate per produrre nuova carta bianca da usare durante la performance live. Continue reading

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Preludio per una Sinfonia in Nero

Preludio 009 - foto di Corpicrudi - courtesy Traffic Gallery

Testo di Rossella Moratto e intervista a Samantha Stella | Corpicrudi
Di nuovo insieme: Matteo Levaggi e Corpicrudi si ritrovano dopo due anni per la realizzazione di Preludio per una Sinfonia in Nero, presentato in anteprima nell’ambito di MilanOltre all’Elfo Puccini. Il progetto è lo sviluppo teatrale e performativo dell’omonimo lavoro presentato da Corpicrudi (Samantha Stella e Sergio Frazzingaro) da Traffic Gallery ad Arte Fiera di Bologna quest’anno: una complessa installazione multimediale – fedele alla poetica del duo che porta avanti da anni un dialogo tra diversi linguaggi – che racconta attraverso immagini metaforiche, quasi fossero delle visioni, l’impermanenza e la caducità dell’essere e l’anelito all’eternità che forse solo l’arte, e in particolare la musica, può dare (o la fama di foscoliana memoria). Un viaggio nel lato oscuro, nel mistero della vita e della morte che nell’installazione bolognese era maggiormente legato a stilemi rappresentativi presi dalla classicità (e a precise riprese e citazioni come la riproduzione della statua della dea Hebe di Thorvaldsen già utilizzata da Corpicrudi e Levaggi nel terzo atto dello spettacolo Primo Toccare), mentre nella declinazione performativa si impregna anche di suggestioni prese dalle culture dark e postpunk, che hanno raccolto ed espresso in chiave attuale quell’attitudine. Continue reading

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Marie Lund / Drums ☛ Museo Marino Marini

Marie Lund, Drums - Museo Marino Marini, Firenze 2014 - Ph Dario Lasagni -Installation view

ENGLISH Version / E’ allestita negli spazi del Marino Marino di Firenze, Drums, la prima personale in uno spazio museale dell’artista danese Marie Lund. Curata da Cecilia Canziani e Trine Friis Sørensen, la mostra raccoglie tre nuove serie di opere sculoree installate in stretto dialogo con lo spazio.
ATPdiary ha poste alcune domande alle curatrice per capire la genesi delle opere di Marie Lund.
ATP: Come descrivereste la particolare pratica scultorea dell’artista Marie Lund?
Cecilia Canziani / Trine Friis Sørensen: Il lavoro di Marie Lund può essere considerato un’indagine sulla potenzialità e i limiti della scultura come oggetto. Marie Lund la riflette sulla scultura considerandone la sua realtà materiale, attraverso un’attenzione alla superficie, come luogo in cui si materializza la forma, e al vuoto – considerato come uno spazio in negativo, che la modella. Continue reading

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Italiani all’estero ☛ FuoriCampo, Bruxelles

Fuori Campo, Rue Leon Lepage - work in progress, Bruxelles

La galleria FuoriCampo di Siena, in parallelo alla programmazione della sede toscana, aprirà un temporary space il 23 aprile nel centro di Bruxelles in concomitanza con la fiera ArtBrussels (25-27 aprile). Abbiamo posto alcune domande alla direttrice Esther Biancotti sui motivi e aspirazioni che hanno portato una giovane galleria italiana ad aprire una (momentanea) parentesi estera.
ATP: Perché avete deciso di aprire un temporary space a Bruxelles?
Esther Biancotti: L’idea di occupare temporaneamente luoghi altri rispetto alla galleria di Siena rientra da sempre nella nostra logica espositiva perchè pensiamo all’arte come veicolo di circolazione delle idee e della cultura; Bruxelles, da questo punto di vista, rappresenta un luogo privilegiato dove poter cogliere certe dinamiche proprie del tempo attuale: una città multietnica relativamente grande dove la quantità e qualità di proposte alimenta una curiosità che si sazia e si rigenera di continuo. La scelta di aprire uno spazio temporaneo è dettata dalla volontà di non abbandonare la nostra sede attuale ma creare piuttosto una continuità, un ponte con Bruxelles, anche in vista della Candidatura di Siena a Capitale Europea della Cultura 2019. Continue reading

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Interview with Aki Onda ☛ Live Arts Week, Bologna

Aki Onda (USA) - Cassette Spectacle - nomadic tape concert, prima assoluta, Live Arts Week, Bologna 2014

(Scroll down for the English version) Aki Onda   Cassette Spectacle #1, #2, #3 nomadic tape concert, prima italiana Cassette Spectacle #1, #2, #3 è un programma di tre performance sonore eseguite da Aki Onda, che scomparirà e riapparirà come una presenza nomadica… Continue reading

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