• ZAPRUDER filmmakersgroup, Fault (15+15 min. loop, videoHD, anagliphic, 2009)
  • ZAPRUDER filmmakersgroup, Fault (15+15 min. loop, videoHD, anagliphic, 2009)
  • ZAPRUDER filmmakersgroup, Slaughterhouse, video stills from stereoscopic film Cock-Crow, 2009. sequence, Natale '77 sotto, 2015)
  • ZAPRUDER filmmakersgroup, Slaughterhouse, video still from stereoscopic film Cock-Crow, 2009. sequence, Miss Eracle sotto, 2015)
  • ZAPRUDER filmmakersgroup, Slaughterhouse, video still from stereoscopic film Cock-Crow, 2009. sequence, Miss Eracle sotto, 2015)
  • ZAPRUDER Filmmakersgroup, Fault, 2015 exhibition view at RITA URSO
  • ZAPRUDER filmmakersgroup, Slaughterhouse, video still from stereoscopic film Cock-Crow, 2009. sequence, Miss Eracle sotto, 2015)
  • ZAPRUDER Filmmakersgroup, Fault, 2015 exhibition view at RITA URSO
  • ZAPRUDER Filmmakersgroup, Fault, 2015 exhibition view at RITA URSO
  • ZAPRUDER Filmmakersgroup, Fault, 2015 exhibition view at RITA URSO
  • ZAPRUDER Filmmakersgroup, Fault, 2015 exhibition view at RITA URSO
  • ZAPRUDER Filmmakersgroup, Fault, 2015 exhibition view at RITA URSO
  • ZAPRUDER filmmakersgroup, Fault - Rita Urso | Artopia Gallery, Milano 2015 - Installation view
  • ZAPRUDER filmmakersgroup, Slaughterhouse, video stills from stereoscopic film Cock-Crow, 2009. sequence, Fuck you I'm a dragon sopra, 2015)

L’immagine non è mai ovvia: non corrisponde alla realtà di cui è sempre un’interpretazione soggettiva e autonoma. Questo concetto è alla base della poetica di ZAPRUDER filmmakersgroup – David Zamagni, Nadia Ranocchi, Monaldo Moretti – che lavora con il video producendo film che hanno poco a che fare con la cinematografia in senso stretto, utilizzando nuovi formati, modelli di visione alternativa e diverse tecniche, tra queste, negli ultimi anni, la stereoscopia. Un “cinema altro” non narrativo, vicino alle sperimentazioni teatrali e performative da cui provengono due membri del gruppo – Zamagni e Ranocchi – con all’attivo numerose collaborazioni con compagnie teatrali quali, per citarne alcune, Fanny e Alexander, Motus e Societas Raffello Sanzio.

Per questa personale milanese alla galleria Artopia (fino al 31/10), ZAPRUDER sceglie un percorso inedito, cimentandosi oltre che con la stereoscopia in movimento, con la fotografia.

Fault è un’installazione complessa che riflette sull’impossibilità di rappresentare la realtà attraverso l’immagine, in quanto visione parziale e personale. Il progetto si sviluppa sui due piani dello spazio espositivo: al primo è esposto un complesso e raffinato lavoro su tre sequenze tratte dal film Slaughterhouse del 2009, ognuna presentata da due serie di fotografie che riprendono rispettivamente la parte inferiore e superiore di alcuni fotogrammi – risultato di un taglio orizzontale dei frame – in ordine non consequenziale e con dei lievi scarti, in modo da rendere impossibile far combaciare idealmente i due frammenti. Il taglio dell’immagine corrisponde al taglio attuato nel montaggio: ma in questo caso non si ha racconto, solo discontinuità, la narrazione è negata e si dà per visioni parziali – sopra e sotto – punti di vista paralleli di uno stesso soggetto che non si incontrano mai. L’imperfetta corrispondenza delle immagini è il lost in traslation, l’irriducibile trasposizione tra due linguaggi – fotografico e filmico – tra i quali resta qualcosa di non restituito, di rimosso che avvicina questo lavoro alle sperimentazioni anaglifiche e stereoscopiche, alle quali il gruppo si dedica negli ultimi anni. Al secondo piano un’installazione video in 3D, collocata al centro della sala, offre due visioni incongrue: un paesaggio arido e, nello schermo retrostante, inaspettatamente, le gambe di una donna. Anche qui il punto di vista è dislocato, percepiamo uno spostamento che sottolinea un ordine mentale aperto, debitore di una diversa logica e un andamento frammentario, che caratterizza anche il contenuto non univocamente né interamente comprensibile. Il titolo, Fault, inteso come colpa ma anche come caduta, è quindi solo una possibile traccia per colmare il vuoto tra una mela che si intravvede in una sequenza, un passaggio impraticabile, una strada senza uscita e la testa di un pollo macellato. È l’impossibilità una comprensione completa e la verità dell’intuizione parziale.

ZAPRUDER filmmakersgroup, Slaughterhouse,  video stills from stereoscopic film Cock-Crow, 2009. sequence, Fuck you I'm a dragon sopra, 2015)

ZAPRUDER filmmakersgroup, Slaughterhouse, video stills from stereoscopic film Cock-Crow, 2009. sequence, Fuck you I’m a dragon sopra, 2015)

ZAPRUDER filmmakersgroup, Slaughterhouse, video still from stereoscopic film Cock-Crow, 2009. sequence, Miss Eracle sopra, 2015)

ZAPRUDER filmmakersgroup, Slaughterhouse, video still from stereoscopic film Cock-Crow, 2009. sequence, Miss Eracle sopra, 2015)

ZAPRUDER filmmakersgroup, Fault  - Rita Urso | Artopia Gallery, Milano 2015 - Installation view

ZAPRUDER filmmakersgroup, Fault – Rita Urso | Artopia Gallery, Milano 2015 – Installation view

ZAPRUDER filmmakersgroup, Fault  - Rita Urso | Artopia Gallery, Milano 2015 - Installation view

ZAPRUDER filmmakersgroup, Fault – Rita Urso | Artopia Gallery, Milano 2015 – Installation view