Fabrizio Prevedello, Senza titolo (270. II) 2019 Ardesie, colore, ferro 55×50,5×22 cm – Dispari & Dispari / Zanego – Courtesy: Dispari & Dispari / Berlin / Reggio Emilia / Zanego e l’artista
Fabrizio Prevedello Senza titolo (270. V) 2019 Ardesia, colore, ferro 51x43x21,5 cm – Dispari & Dispari / Zanego – Courtesy: Dispari & Dispari / Berlin / Reggio Emilia / Zanego e l’artista

Con la mostra Zanego, dispari&dispari inizia la sua attività espositiva all’interno di una nuova sede che va ad aggiungersi agli storici spazi di Reggio Emilia e Berlino: un parco, sul promontorio di Montemarcello, straordinario per posizione e per la vegetazione che lo compone. E lo fa con uno degli artisti che ha lavorato con più dedizione sul rapporto con il territorio in cui vive, diventato per lui una sorta di grande studio allargato: Fabrizio Prevedello.
Fabrizio si è trasferito da ormai molti anni in un piccolo paese sulle Alpi Apuane. Il suo lavoro si compone prevalentemente di installazioni e sculture che vivono di quei luoghi e soprattutto delle pietre, non solo sotto forma di marmo bianco, che qui sono presenti ovunque, anche come materiale di scarto. Fabrizio abbina solitamente queste pietre a altri materiali, in un mix che ha definito negli anni la sua cifra stilistica.
Nella mostra Zanego l’artista presenta due installazioni estremamente significative del suo approccio, e pensate appositamente per questo luogo. Il primo intervento, quello principale, è composto di cinque elementi che vanno a occupare lo spazio del bosco aggrappandosi a cinque alberi. Sono fatti di una parte in metallo di forma geometrica che, simile a una squadra tridimensionale o a una T piegata, aprendosi abbraccia il fusto. Ogni elemento è di colore leggermente diverso e si manifesta con una presenza pittorica, nonostante la forte essenza scultorea e installativa. A questi elementi si accosta in maniera elegante una parte fatta di scaglie di pietra che compone una pelle che sembra uscita da qualcosa di primitivo e animalesco, quasi un frammento di epidermide di drago strappata e posatasi su questi alberi a comporre un prezioso orecchino silvestre. Le scaglie di pietra richiamano al tempo stesso le selci utilizzate nel periodo preistorico e la corteccia delle piante, con cui vanno a dialogare in maniera mimetica. L’altro intervento è un lavoro parte di una delle serie che prediligo di Fabrizio. Si tratta di un piccolo marmo, che ricorda per dimensioni e aspetto i marmi utilizzati per le tante madonnine che punteggiano le strade italiane nelle “Maestà”, su cui l’artista ha inciso uno spaccato di paesaggio apuano con al centro un albero di noce. Gli alberi di noce sono quelli che Prevedello vede lungo le sue camminate montane e di cui realizza uno schizzo a matita che poi riporta su pietra una volta in studio. Il lavoro è stato installato in maniera delicata e silenziosa all’interno del bosco in un muretto tipico di queste zone scoscese e digradanti verso il mare ligure.

Fabrizio Prevedello Senza titolo (270. V) 2019 Ardesia, colore, ferro 51x43x21,5 cm – Dispari & Dispari / Zanego – Courtesy: Dispari & Dispari / Berlin / Reggio Emilia / Zanego e l’artista

Guardandosi intorno dal promontorio di Montemarcello, in provincia di La Spezia, è possibile vedere uno dei panorami più peculiari d’Italia. Verso sud si abbracciano le Alpi Apuane, con le loro cave di marmo, e subito ai loro piedi i depositi di pietre e la costa versiliese. Rivolgendo lo sguardo verso l’entroterra si ammirano le colline della Lunigiana, piene di boschi e torrenti. A nord si staglia una delle coste più belle e famose del mondo, quella spezzina, con la Palmaria, il Tino e il Tinetto che sfumano dentro il mare. E’ uno dei luoghi in cui il termine territorio abbandona la sua accezione da campagna elettorale di provincia e si riappropria del suo contenuto più materiale, geologico e fisico. Sorvoliamo sui poeti che da Petrarca a Fortini, passando per Byron, Keats e i due Shelley, hanno vissuto qui e descritto questi luoghi, amandoli totalmente: pochi altri angoli di mondo possono vantare un rapporto così stretto e antico con l’arte quanto questa terra che fa perno su Montemarcello.
Le Statue Stele aprono un rapporto tra arte e paesaggio che si ripresenterà in queste forme solo con l’arte moderna e con la Land Art. Vi sono poi le cave di Carrara che riforniscono artisti e artigiani da millenni, e che a loro volta ormai si presentano come artificio impossibile da definire se appartenente al bello o al brutto, di sicuro della famiglia dell’orrido. Infine la Liguria, qui fatta di raffinato Portoro, ma non solo, che nelle Cinque Terre ha accolto e continua ad accogliere figure come Boetti e Pistoletto, e che a sua volta è terra magica fatta di connubio precario di una natura piegata continuamente dall’uomo con risultati poetici. Ed è importate sottolineare anche il contributo del progetto La Marrana che proprio a Montemarcello ha lavorato su queste tematiche per anni con risultati straordinari. Ecco, a parte il caso della Marrana, una siffatta terra è stata sfruttata poco a mio parere in questi ultimi decenni sia dagli artisti sia da coloro che hanno organizzato mostre in zona. dispari&dispari, con l’inizio di queste sue attività, promette di colmare almeno in parte questa assenza.

Antonio Grulli, Gorasco, agosto 2019

ZANEGO / Fabrizio Prevedello
A cura di Antonio Grulli
Fino al 12 ottobre (solo su appuntamento)
dispariedispari

Fabrizio Prevedello, Senza titolo (270. I) 2019 Ardesie, colore, ferro 48×44,5×19,5 cm – Dispari & Dispari / Zanego – Courtesy: Dispari & Dispari / Berlin / Reggio Emilia / Zanego e l’artista
Fabrizio Prevedello, Senza titolo (270. I) 2019 Ardesie, colore, ferro 48×44,5×19,5 cm – Dispari & Dispari / Zanego – Courtesy: Dispari & Dispari / Berlin / Reggio Emilia / Zanego e l’artista
Fabrizio Prevedello Noce (271), 2019, marmo, 16x12x11 cm – Dispari & Dispari / Zanego – Courtesy: Dispari & Dispari / Berlin / Reggio Emilia / Zanego e l’artista
Fabrizio Prevedello Noce (271), 2019, marmo, 16x12x11 cm – Dispari & Dispari / Zanego – Courtesy: Dispari & Dispari / Berlin / Reggio Emilia / Zanego e l’artista