Yarisal & Kublitz – Everybody Knows – Quartz Studio, Torino © bg

Testo di Daniele Licata —

“Lo sanno tutti”: quante volte abbiamo commesso l’errore di rimanere invischiati in dibattiti – magari a sfondo politico, magari su qualche social – e nel cercare di far ragionare la controparte su verità evidenti siamo stati placati con esclamazioni pressappochiste?
Le trasformazioni del linguaggio e della conoscenza nell’era delle interconnessioni 2.0 sono oggetto di analisi per Ronnie Yarisal (Ginevra, 1981) e Katja Kublitz (Copenhagen, 1978), duo svizzero-danese giunto alla prima mostra torinese negli spazi di Quartz Studio, gestiti e curati con intelligenza da Francesca Referza. Sia gli artisti che Quartz (piccolo project space situato in quel terreno vitale e hipster che è Vanchiglia) sono noti per la presentazione di opere di carattere installativo e oggettuale: Everybody Knows – questo il titolo del progetto, visitabile fino al 30 giugno – possiede al contrario un’inedita anima bidimensionale, perfetta per veicolare un messaggio dai forti intenti critici. 
Protagoniste di Everybody Knows sono le carte dei tarocchi: ordinate, silenti, idealmente pronte per essere consultate, ci osservano dalle pareti, depositarie di un segreto che attende di rivelarsi all’uomo. Ma i tarocchi di Yarisal & Kublitz sono speciali: si chiamano Le carte di Trump, e al posto di predire il destino riportano alla nostra attenzione dichiarazioni estrapolate dai tweet del presidente americano. “Viviamo nell’epoca della post-verità, caratterizzata da grande incertezza e spaesamento. Le affermazioni di Donald Trump manifestano un evidente disprezzo per la realtà oggettiva, sono l’emblema dei nostri tempi. Abbiamo scelto di accostare i Tarocchi alle menzogne del presidente perché rappresentano la ricerca della saggezza interiore attraverso forze magiche e misteriose”.
La ricchezza concettuale e narrativa di Everybody Knows si accompagna alla perfezione formale e alla cura dell’allestimento. A gruppi di ventidue (tale è il numero degli Arcani Maggiori dei Tarocchi), le carte si dispongono su cinque fondi di velluto verde bosco, ulteriormente incastonate in cornici di legno che regalano alla superficie dimensionale un pregiato sviluppo scultoreo. Ogni quadretto disvela e rende leggibili tre carte, The Lie, The Fact e The Vision.

Yarisal & Kublitz – Everybody Knows – Quartz Studio, Torino © bg

Benché la lettura dei tarocchi, sin dal XV secolo, sia tradizionalmente una pratica di connessione con il Divino – dunque con il nostro più alto io – ad imporsi per prima è The Lie, la carta depositaria di menzogne ma capace di imporsi come verità nell’era della comunicazione social e delle fake news. The Lie riporta dichiarazioni estrapolate dai tweet di Donald Trump: la solennità della lettura dei Tarocchi lascia il posto all’immediatezza della comunicazione social, che nel caso specifico del presidente americano si tramuta in propaganda e distorsione del reale. A fare da contrappunto, per fortuna, irrompe The Fact: è la carta che riporta come stanno realmente i fatti, che restituisce equilibrio ma incapace, forse, di dissipare lo sdegno evocato dal Tarocco precedente.
La soluzione risiede in The Vision, assunzione di una posizione critica curiosamente ispirata da citazioni del passato, dichiarazioni di intellettuali e personaggi illustri della tradizione culturale recente.
“We’ve got to keep our country safe, you look at what’s happening in Germany, you look at what’s happening last night in Sweden”, ci racconta The Vision. Ma “no security incident of note happened the previous night in Sweden”, puntualizza The Fact. Confusi da una consultazione dei Tarocchi tutt’altro che consolatoria, i visitatori-lettori trovano conforto solo con The Vision, e nelle parole di Friedrich Nietzsche, sempre contemporanee:”The visionary lies to himself, the liar only to others”.
Serrato, grottesco, a tratti cinematografico: il plot di Everybody Knows avvince, conduce lo spettatore in una nuova dimensione in cui esperire l’informazione, e conoscere – attraverso le sue stesse parole – le contraddizioni di una delle personalità più influenti e preoccupanti di questo periodo storico così buio.
“And I think you saw the other day, we’re reopening NASA. We’re going to be going to space”, rivela The Vision da un’altra parete di Quartz. “NASA never closed”, ribatte The Fact in una sorta di autentico dialogo. La terza voce, quella cui dare retta, è di William Butler Yeats: “all empty souls tend towards extreme opinions”, e a un certo punto realizzi che forse, nell’epoca della disinformazione e delle menzogne, solo la poesia e la creazione artistica rimangono custodi di speranza.
In questa sede non sveleremo il responso di tutte le Carte di Trump in mostra, speranzosi che vorrete esperire personalmente la pratica di Yarisal e Kublitz negli spazi di Quartz. Ciò che possiamo anticipare, però, a dispetto di qualsivoglia dibattito sullo spoiler, è il finale: al termine del percorso, su un trespolo metallico, fanno capolino le parole di Mark Morford, controverso columnist americano, sancendo l’ideale conclusione di una mostra in cui la componente testuale vale almeno quanto quella visiva:

Yarisal & Kublitz – Everybody Knows – Quartz Studio, Torino © bg


Stop thinking this is all there is…

Realize that for every ongoing war and religious outrage and environmental devastation, there are a thousand counter-balancing acts of staggering generosity and humanity and art and beauty happening all over the world.

Resist the temptation to drown in fatalism, to shake your head and sigh and just throw in the karmic towel…
Realize that this is the perfect moment to change the energy of the world, to step right up and crank your personal volume; right when it all seems dark and bitter and offensive and acrimonious and conflicted and bilious…
there’s your opening.

Remember magic. And, finally, believe you are part of a groundswell, a resistance, a seemingly small but actually very, very large impending karmic overhaul, a great shift, the beginning of something important and potent and unstoppable.

Yarisal & Kublitz — Everybody Knows
A cura di Francesca Referza
Quartz Studio, Torino
Fino al 30 Giugno 2019

Yarisal & Kublitz – Everybody Knows – Quartz Studio, Torino © bg