© OHT – 19 luglio 1985 – ph MoniQue – foto Courtesy Centro Santa Chiara

Inizialmente XL, che è nei pensieri di Barbara Boninsegna e di tutto lo staff di Fies dall’anno scorso, doveva essere un modo per festeggiare i 40 anni di Drodesera e per ricordare il lavoro ventennale che è stato fatto (e continua) negli spazi della centrale idroelettrica di Dro, sede attuale del festival e luogo aperto tutto l’anno alle residenze artistiche, ai laboratori dedicati al performativo ma anche alle politiche culturali del territorio, Esempio ne sia l’innovativo progetto di Trentino Brand New. «Mentre era in atto l’esplosione di attività, pratiche e modalità di curatela legate a Centrale Fies, disegnandoci collegati gli uni agli altri, ispirandoci a foreste, nuove pangee e “iper” nature» è arrivata l’emergenza sanitaria.
Dunque, il mutamento epocale che la pandemia ha portato nelle vite di tutti e lo sconvolgimento provocato nel sistema culturale delle performing arts, appare oggi a Fies quasi come un’opportunità. Mi racconta la direttrice Barbara Boninsegna che in questi «lunghi mesi abbiamo ragionato con gli artisti su come muoversi e con molti di loro abbiamo discusso su come cambiare formato ai lavori o presentarli in altre forme».

Fondamentale è stato domandarsi come sfuggire dalla one shot estiva, insomma, che è il festival vero e proprio e che normalmente concentra le attenzioni di stampa e pubblico nel mese di luglio, per una manciata di giorni intensissimi che abitano gli spazi della centrale.
Ora quindi bisogna far capire che i progetti di Fies vivono tutto l’anno e trasformare questo 2020 in «un festival lungo fino a dicembre, in cui ingloberemo» continua Barbara «i progetti che stavano esterni al festival come Enfant Terrible e Trentino Brand New, per consentirci anche di lavorare con ritmi più umani e forse usare il tempo in maniera diversa». Altra grande preoccupazione è l’aver cura degli artisti e del pubblico allo stesso tempo: «cercheremo, come è sempre stato ma quest’anno ancora di più, di lavorare affinché il pubblico si senta in un luogo sicuro prendendoci cura gli uni degli altri, anche della “casa” che ci ospita, Centrale Fies».

Alessandro Sciarroni – Turning, Orlando’s version © Salvatore Laurenzana
ANAGOOR – MEPHISTOPHELES, white bull courtesy the artist
Jacopo Jenna – courtesy the artist

Quali i cambiamenti più importanti di quest’edizione?
Anzitutto è divisa in capitoli e ogni capitolo è parte integrante dell’insieme: alcuni di questi sono già stati collaudati ma devono assumere nuovi formati e altri invece sono esperimenti assolutamente nuovi. Probabile è che si useranno soprattutto o quasi esclusivamente gli spazi all’aperto della centrale, per le attività in presenza di luglio e agosto, e si prevede un diverso tipo di fruizione, per un pubblico ristretto, più intimo. Ecco qui i capitoli:

Prologo – XL a cura di Barbara Boninsegna, Filippo Andreatta, Denis Isaia, Simone Frangi e Alma Söderberg
2019 – marzo 2020

“Ssssh. Hear, now”  di Dogyorke, F. De Isabella
aprile – maggio 2020
Un progetto partito il 9 marzo e terminato a maggio in cui la comunicazione di Centrale Fies ha scelto una nuova pacatezza e i profili social della centrale hanno ricevuto il colore bianco delle opere dell’artista Dogyorke con il sound-design di F. De Isabella: 5 video della serie “Ssssh. Hear, now” che per 5 settimane sono usciti ogni venerdì sui social, per far spazio alla riflessione e invitare al silenzio.

INBTWN – In Between a cura di Claudia D’Alonzo
giugno – ottobre 2020
Nuova collaborazione con INBTWN e la curatrice Claudia D’Alonzo. A partire da giugno e per i mesi successivi, INBTWN sarà una rassegna di digital art che, attraverso lo spazio dell’omonimo sito, espande il rapporto tra corpo e tecnologia. I primi appuntamenti di INBTWN vedono il contributo del collettivo IOCOSE mentre la seconda tappa ha come protagoniste Elena Biserna e Anna Raimondo.

LIVE WORKS vol. 8 a cura di Barbara Boninsegna, Simone Frangi | mentor 2020 Krystel Khoury | artisti selezionati
maggio – dicembre 2020
A fine settimana, intorno all’8 o 9 giugno, si dovrebbero avere i nomi degli artisti selezionati per Live Works Vol. 8, spiega Barbara: per ora le cose certe sono il budget di lavoro (3000 € per ricerca) e la volontà di sentire uno ad uno gli artisti, in modo da poter organizzare assieme sia la school, sia la residenza in forme che potranno essere online o dal vivo, magari a piccoli gruppi di lavoro, per esempio con 2 artisti alla volta divisi tra luglio, settembre e dicembre 2020.
Artist_, curator_ e mentor troveranno insieme i modi migliori per sviluppare la residenza di ricerca e di produzione, la “scuola della performance” e la restituzione dei lavori, un programma live che probabilmente sarà presentato al pubblico a marzo, aprile e maggio 2021.

CollettivO CineticO – courtesy the artist
Marco D’Agostin – foto credits Francesco Presepi
Dogyorke – courtesy the artist

Performability a cura di Denis Isaia e Simone Frangi
luglio – agosto 2020
Performability 2020 è la terza parte di una trilogia dedicata alla riflessione sui rapporti tra performance e oggetto che ha animato la Galleria Trasformatori negli ultimi 2 anni: una mostra, in concomitanza con Hyperlocal, dedicata alla performabilità di un oggetto artistico e alla sua capacità di performare.

Perform! a cura di Denis Isaia e Hannes Egger con Valeria Marchi
luglio – dicembre 2020
Una serie di video-lezioni e performance online che raccontano ai bambini la performance art storica e mettono in pratica con loro il gioco di carte Perform!, ideato dal curatore Denis Isaia e dall’artista Hannes Egger: si tratta di un format inedito sull’ABC della performance art, che da cinque anni è portato avanti in presenza con le scuole del territorio e che ora diventa online.

Hyperlocal a cura di Barbara Boninsegna e Filippo Andreatta
luglio – agosto 2020
Ecco il capitolo dedicato alla programmazione fisica di Centrale Fies, suddiviso in 4 o 5 weekend dal 10 o dal 17 luglio (a brevissimo le date). Le attività live di questo capitolo saranno interconnesse a quelle digitali attraverso QR code, con cui il pubblico potrà interfacciarsi, per poter fruire tutti i contenuti, sia on-line che on-life di questo festival lungo un anno.
«Crediamo che ora sia importante» afferma Barbara Boninsegna «dedicare un tempo all’osservazione di questo presente più che mai sconosciuto e informe, e fare emergere domande grazie alle quali provare a immaginare altri modi di abitare gli spazi e incontrare i corpi. Il tempo che stiamo attraversando ci impone una nuova modalità di narrazione dei nostri progetti, che diventano i Capitoli di un nuovo racconto tra il virtuale e il reale».
Alessandro Sciarroni, Anagoor, Chiara Bersani, MK, Jacopo Jenna, Mali Weil, OHT, CollettivO CineticO, Giorgia Ohanesian Nardin, Marco D’Agostin.

Centralefies

Giorgia Ohanesian Nardin gisher – courtesy the artist
mk – bermudas foto credits Andrea Macchia
Mali Weil foto credits Robera Segata