• “William N. Copley” Immagine della mostra SILHOUETTES ROOM 20 ottobre 2016 – 8 gennaio 2017 Fondazione Prada, Milano Foto Roberto Marossi Courtesy Fondazione Prada
  • ‘‘William N. Copley’’ Immagine della mostra TRIPTYCH 20 ottobre 2016 --- 8 gennaio 2017 Fondazione Prada, Milano Foto Roberto Marossi Courtesy Fondazione Prada
  • William N. Copley Untitled, 1977 acrilico specchiante Foto Roberto Marossi Courtesy Fondazione Prada
  • “William N. Copley” Immagine della mostra FLAGS ROOM 20 ottobre 2016 – 8 gennaio 2017 Fondazione Prada, Milano Foto Roberto Marossi Courtesy Fondazione Prada “William N. Copley”

Dopo le mostre dedicate a Edward e Nancy Kienholz – con la potente Five Car Stud– e la personale di Betye Saar, la Fondazione Prada continua l’indagine sull’arte americana del secondo novecento con l’antologica dedicata a William N. Copley, realizzata in collaborazione con la Menil Collection di Huston. La personale, già presentata a Huston, in questa edizione italiana curata da Germano Celant è ampliata e comprende oltre 150 opere provenienti da musei e collezioni pubbliche e private, che illustrano l’intero percorso di questo artista scomodo, personalità autonoma e irriverente, che rappresenta la società americana in tutte le sue contraddizioni.

Orfano, adottato da una ricca famiglia di editori californiani conservatori, alla quale da subito si ribella, Copley si interessa precocemente all’arte da autodidatta. Si trasferisce a Parigi, dove conosce i surrealisti – Max Ernst, Man Ray René Magritte, Yves Tanguy, Joseph Cornell, Robert Matta e Marcel Duchamp e altri – e, grazie alla ricchezza di famiglia, compra le loro opere e li sostiene contribuendo alla promozione del loro lavoro negli Stati Uniti già alla fine degli anni quaranta. Il debito formale di Copley nei confronti dei pittori europei è inizialmente evidentissimo, come mostra molto bene la prima parte della mostra in cui i dipinti dell’artista americano sono affiancati a opere surrealiste, appartenenti alla sua collezione personale, e a fotografie collocate all’interno di un percorso di pareti curvilinee che, in un continuum, ne racconta gli esordi in dialogo con gli artisti di riferimento.
Su questa matrice surrealista Copley innesta già dai primi anni sessanta (il suo ritorno negli USA è nel 1962) altre sollecitazioni provenienti dall’ambiente californiano: il suo linguaggio si ibrida con la grammatica del fumetto e della comunicazione pop – ma senza mai l’abbaglio del consumo e della merce ma anzi con una vena polemica – accoglie elementi della cultura popolare, un misto di riferimenti hi and low con un’attitudine dissacratoria e ironica nella scelta di soggetti e nell’esibito erotismo che fa delle sue opere dei manifesti provocatori e beffardi della società.
Anche la produzione successiva resta su questo registro, come dimostra la nutrita selezione di opere organizzate secondo un percorso tematico, in otto stanze. Un ambiente è dedicato alla serie delle Imaginary Flag, bandiere liberamente reinterpretate, realizzate con collage e pittura, che dissacrano l’idea patrottica e lo spirito nazionalista, un’altra stanza presenta i Nouns – o immagini ridicole – che polemizzano con l’idealizzazione dell’oggetto artistico. La sessualità e l’erotismo sono sempre i temi prediletti, anzi le sue ossessioni, come dimostrano i dipinti dedicati alla Unknown Whore (la prostituta ignota) o la sala dei paraventi dipinti con soggetti erotici tra il 1958 e il 1982. Tematica che ritorna nella sala degli specchi sagomati, stilizzazioni di tipologie sociali – l’uomo d’affari, la prostituta, il soldato – affissi alle pareti rivestite di carta da parati, realizzata dall’artista, che imita quella tipicamente usata nei bordelli. Nell’ambiente ovattato gli specchi riflettono lo spettatore, coinvolto nell’intimità in prima persona, quasi chiamato a riflettere sul proprio ruolo in quanto partecipe attivo di una società che Copley a suo modo contesta.

‘‘William N. Copley’’  Immagine della mostra  TRIPTYCH  20 ottobre 2016 --- 8 gennaio 2017  Fondazione Prada, Milano  Foto Roberto Marossi  Courtesy Fondazione Prada

‘‘William N. Copley’’ Immagine della mostra TRIPTYCH 20 ottobre 2016 — 8 gennaio 2017 Fondazione Prada, Milano Foto Roberto Marossi Courtesy Fondazione Prada

“William N. Copley”  View of the exhibition  X-RATED ROOM  20 October 2016 – 8 January 2017  Fondazione Prada, Milan

“William N. Copley” View of the exhibition X-RATED ROOM 20 October 2016 – 8 January 2017 Fondazione Prada, Milan

“William N. Copley”  Immagine della mostra  20 ottobre 2016 – 8 gennaio 2017  Fondazione Prada, Milano  Foto Roberto Marossi  Courtesy Fondazione Prada  “ Photo Roberto Marossi  Courtesy Fondazione Prada

“William N. Copley” Immagine della mostra 20 ottobre 2016 – 8 gennaio 2017 Fondazione Prada, Milano Foto Roberto Marossi Courtesy Fondazione Prada “ Photo Roberto Marossi Courtesy Fondazione Prada