Raffi Kalenderian, Brand New Gallery
Joel Kyack, Brand New Gallery
Anthony James, Brand New Gallery
Ryan Trecartin, Brand New Gallery

Angelo Plessas, Gloria Maria Gallery
Alice Cattaneo, Galleria Susy Shammah
Francesco Gennari, Zero…
Gianni Caravaggio, kaufman-repetto
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Vi sono mancata? Chissà…
Mi congratulo con i miei ‘inseguitori’ che non hanno mancato di tenermi compagnia in questo mese festaiolo e di svaghi extra-artistici. Ho ricevuto alcuni email pro e contro l’anonimato. Non ho deciso nulla, se quella di lasciare le cose come stanno. Tutti liberi dunque di commentare più o meno con senno e pertinenza i vari post.
L’anno artistico milanese comincia per per me domani 13/01 con un tris italiano (faccio per dire!): Gianni Caravaggio da Kaufmann repetto, Francesco Gennari da Zero... e Alice Cattaneo da Suzy Shammah. Delle mostre so poco o nulla a parte i ‘suggestivi’ titoli.
Caravaggio ci attira con un poetico ‘Tessitore d’albe’ (nella project room della galleria Matt Sheridan Smith).
Gennari, che si presenta con ‘Tre autoritratti e un paesaggio’, ci incuriosisce con un’immagine (da comunicato stampa) in cui, da uno sfondo nero liquido, compare una luna-arancia. Dei riflessi mostrano un angolo di stanza… vedremo in sede.
Senza titolo, invece, la personale di Alice Cattaneo che si presenta (nel sito della galleria) con un frammento di grata ripiegato su se stesso.

Tutt’altro genere la mostra collettiva che inaugura sempre la stessa sera da Brand New Gallery, The shortest distance between 2 points is often intolerable (da citazione di Charles Bukowski). Ventata di talenti da Los Angeles: 14 artisti, 24 opere ecc. ” L’arte a Los Angeles è più o meno un atto percettivo, l’acquisizione di una capacità, un sistema fisiologico, una condizione di varietà e difficoltà per definire gli spazi aperti. Il meglio che possa augurarmi che ci sia qui, è un punto di riferimento in un luogo costantemente indefinito, per lo più costituito da spazi stranamente individuali, che occasionalmente e proficuamente, si sovrappongono”. Così scrive il curatore Andrew Berardini sull’arte a Los Angeles. Ma che vuol dire ‘L’arte a LA è più o meno un atto percettivo’? Detta così suona veramente male…
Sempre in galleria anche la personale di Raffi Kalenderian (1981, Los Angeles), artista già ampiamente santificato da Peter Kilchmann. Ho vista una sua personale e devo dire che lo preferisco nei disegni.

Venerdì 14 invece, altro giro, altra corsa, verso Gloria Maria Gallery che ospita l’assurdo progetto di Angelo Plessas, “Every website is a monument”. L’arista ha gironzolato su google maps selezionando alcuni angoli di Milano e vi ha installato i suoi bizzarri monumenti. In mostra proiezioni, postcards, segnaletica e un ‘pezzo’ di monumento. Nel suo web (che invito tutti a visitare www.angeloplessas.com) ha un concentrato di siti da perderci veramente pomeriggi interi. Il mio preferito è unwhiteme.com ma ce ne sono per tutti i gusti. Stimo il suo lavoro sul web perchè condensa (la mia) paranoia, immaginazione, alienazione, ironia, sesso ecc. Sembra giochi infantili che, magicamente, hanno preso vita.