Flavia Tritto, En Apesanteur, Performer_ Katarina Nesic, 2019, Video, 4’30

Visitando mostre, gallerie, fiere, spesso ci si imbatte in un’opera che si vorrebbe assolutamente acquistare ma il cui prezzo risulta eccessivamente elevato per le proprie tasche. Dal 25 al 27 settembre 2020, presso gli spazi della galleria A plus A, sarà invece possibile ottenere le opere che più si desiderano attraverso una forma di scambio che evince da qualsiasi valuta, il baratto. Whatever It Takes è il titolo del progetto curato dagli allievi della School for Curatorial Studies e nasce nel periodo antecedente il lockdown, anticipando la riflessione sul tema dell’interdipendenza e sulla necessità di un cambiamento del sistema vigente.

A partire dallo studio di teorie economiche di Carl Menger, Ludwig von Mises, Friedrich August von Hayek, John Maynard Keynes, Wray Randall, solo per citarne alcuni, e dalla riflessione filosofica sul tema del dono e dell’etica – si pensi ad Aristotele e Marcell Mauss – Whatever It Takes si definisce come “un’esperimento sociale”, come un’esperienza ibrida, essendo mostra ma al contempo happening, in cui la partecipazione del pubblico determina degli esiti imprevisti e ignoti.

Gli artisti partecipanti sono stati invitati a produrre dei lavori e di identificare quelle che sono le “condizioni” affinché lo scambio possa compiersi. C’è chi scambia il proprio lavoro per un testo critico sul lavoro stesso, per un viaggio, per uno studio in cui poter lavorare, per una residenza d’artista, per una donazione benefica o per una barzelletta. L’obiettivo è quello di creare un’iterazione con il proprio pubblico che sia realmente di qualità e che vada oltre la semplice compravendita: quello che nasce è una vera e propria relazione che comporta la soddisfazione di un reciproco bisogno, determinato da necessità diverse, a cui si cerca di rispondere andando oltre il denaro stesso. All’individualismo si sostituisce il reciproco supporto, l’interesse collettivo. La relazione viene riqualificata non soltanto in ambito sociale, economico e politico ma anche in ambito artistico e culturale.

Alvise Bittente, REQUIEM 4 PAYOLA courtesy dell’artista 2020 black ink by rotring rapidograph, colored marker and collage on colored paper
Anastasiya Parvanova, Il decesso di Calimera, 2019, Olio e acrilico su tela, 40x40cm

Whatever It Takes

A plus A Gallery
San Marco 3073, Venezia 30124 25-26-27 settembre 2020

Artisti partecipanti: Apparatus 22, Giorgio Andreotta Calò, Paola Angelini, Simon Asencio, Luisa Badino, Barbara Baroncini, Francesco Battistello, Giacomo Bianco, Bianco Valente, Jaspal Birdi, Alvise Bittente, Giovanna Bonenti, Irina Bujor, Simone Carraro, Nina Ćeranić, Giorgia Agnese Cereda, Giuseppe De Mattia, Fabio De Meo, Barbara De Vivi, Elena Della Corna, Rémi Deymier, Giuseppe Di Liberto, Fabrizio Di Nardo, Jingge Dong, Chiara Enzo, Alice Faloretti, Silvia Faresin, Megan Elizabeth Freeman, Enej Gala, Silvia Giordani, Manuela Kokanović, Bogdan Koshevoy, Matilde Lucini, Rachele Maistrello, Silvia Mariotti, Anna Marzuttini, Margherita Mezzetti, Ryts Monet, Giacomo Montanelli, Pawel und Pavel, Jared Munn, Martina Mura, Anastasiya Parvanova, Maria Pilotto, Francesco Pozzato, Barbara Prenka, Giulia Querin, Giovanna Repetto, Maria Teresa Sartori, Davide Sgambaro, Mattia Sinigaglia, Maddalena Tesser, Flavia Tritto, Francesca Vacca, Mattia Varini, Lucia Veronesi, Matteo Vettorello, Francesco Zanatta.

Giorgio Andreotta Calò, Senza titolo (in girum imus nocte), 2016, alluminio, 160 x 3 cm (2)
Barbara Baroncini, Lovesong, 2017-2020, credits Barbara Baroncini