La formula dei Walkie Talkies approda ad Artissima proponendosi come una serie di incontri e conversazioni informali tra coppie di curatori e critici internazionali. Condividendo idee, visioni e impressioni, e costruendo riflessioni tematiche ad ampio raggio su alcune opere presenti negli stand delle gallerie, i relatori hanno cercato di creare una situazione “intima” di incontro con i partecipanti.  

ATPdiary ha seguito alcuni di questi appuntamenti durante le tre giornate della fiera:  Christine Marcel (capo Curatore, Centre Pompidou) e Hans Ulrich Obrist (co-direttore mostre e programmi e Direttore progetti internazionali, Serpentine Gallery)  

Un ping pong di images, relations and connections ha  caratterizzato l’incontro tra Christine Marcel e Hans Ulrich Obrist. Basandosi sul tema e la metafora della continuazione come proiezione verso il futuro e l’esposizione come medium e come Gesamtkunstwerk, i due curatori si sono letteralmente passati la palla-microfono, accompagnando i lori interventi con una slide show che fungeva da classico supporto visivo. Nessun tour in giro per la fiera dunque, ma balzi salterini e frammentari nella linea spazio-temporale tra Centre Pompidou e Serpentine Gallery, le rispettive basi di gioco dei due relatori. Pierre Huyghe, Philippe Parreno, Anri Sala e Tino Segal: questi gli artisti citati nel talk, che ha quindi seguito una forma più standard rispetto al format proposto. Facendo riferimento al rapporto con il contesto espositivo specifico (parigino o londinese, ma anche veneziano – Biennale 2013 per Anri Sala) e con le variabili spazio/tempo con le quali questi artisti si confrontano – sia nelle tematiche trattate, che nella effettiva formalizzazione espressiva dei lavori – i due relatori hanno saltato da un’opera all’altra, seguendo davvero un gioco che ha rischiato di chiudersi in una discussione tra loro due e gli amici artisti. Nemmeno troppo esaustiva la carrellata di immagini proposte: dai still di film animati realizzati da Pierre Huyghe e Parreno, aventi come protagonista Ann Lee, immagine tridimensionale creata per il mercato dei manga, a Boy from Mars di Parreno, esposto alla Serpentine nel 2010 in occasione di una sua grande mostra. Qui il riferimento a una tecnologia inusuale e a una macchina generatrice di elettricità e quindi di eventi possibili (nel futuro?), è stato di il fil rouge che ha introdotto altri grandi lavori quali Ravel Ravel Unravel di Anri Sala, nel quale una diversa interpretazione del tempo scaturisce da una serie di differenze di codici temporali che creano un nuovo spazio (artificiale?) di riverbero dei suoni. Tra keep the memory of an exhibition, performative-time piece, longevity of an art work (temi peraltro anche interessanti), la domanda che rimane in sospeso riguarda la natura effettiva del loro intervento, nonché la sua pertinenza, all’interno del contesto fieristico.

No Ghost Just a Shell was initiated by Philippe Parreno and Pierre Huyghe,    1999

No Ghost Just a Shell was initiated by Philippe Parreno and Pierre Huyghe, 1999

Anri Sala,   Ravel Ravel Unravel 55. Esposizione Internazionale d’Arte,   Il Palazzo Enciclopedico,   la Biennale di Venezia Padiglione Francia,   Courtesy by la Biennale di Venezia

Anri Sala, Ravel Ravel Unravel 55. Esposizione Internazionale d’Arte, Il Palazzo Enciclopedico, la Biennale di Venezia Padiglione Francia, Courtesy by la Biennale di Venezia

Philippe Parreno,   The Boy From Mars,   2003 Courtesy Air The Paris,   Paris

Philippe Parreno, The Boy From Mars, 2003 Courtesy Air The Paris, Paris

Christine Macel + Hans Ulrich Obrist Foto: Francesca Verga

Christine Macel + Hans Ulrich Obrist Foto: Francesca Verga