Poche ora dall’opening di  miart 2013, la fiera d’arte moderna e contemporanea di Milano / 5 – 7 aprile 2013

Alcune domande ad Alessandro Rabottini, che si è occupato del coordinamento curatoriale del miart e ha curato – con Fionn Meade – i miartalks.

ATP: Quali sono le novità che caratterizzano miart 2013?

Alessandro Rabottini: Ce ne sono tante: dall’introduzione della sezione sul design a THENnow – la sezione di mostre personali concepite come dialoghi tra generazioni differenti di artisti – fino all’enfasi che abbiamo posto sui talk, che in questa edizione sono talmente numerosi e ambiziosi – per numero e prestigio dei relatori – che l’intero programma sembra quasi un festival! In generale credo che l’intero progetto della fiera si configuri come una novità a partire dalla decisione di Vincenzo De Bellis di lavorare con un team molto numeroso di collaboratori: questa coralità ha infuso un’energia straordinaria a miart, un’energia che nei mesi è stata percepita dalle gallerie che hanno aderito, dagli artisti che hanno sviluppato progetti inediti, dalla stampa e da tutti i partener coinvolti e che, spero, verrà percepita anche dalla città.

ATP: Quale sezione hai curato e per cosa si caratterizza?

AR: Insieme a Fionn Maede ho curato la sezione delle conferenze e degli incontri che animeranno le tre giornate di miart 2013. Attraverso questa serie di talk abbiamo cercato di creare una sorta di “cassa di risonanza” di quelle che sono le linee guida dell’intero progetto della fiera. miart 2013, infatti, è stata concepita pensando a quello che Milano rappresenta nella percezione del pubblico nazionale e internazionale: il dialogo tra arte moderna e contemporanea, il design e l’architettura, lo stile, la cultura editoriale… Tutte queste coordinate sono presenti negli incontri che compongono un programma fittissimo e che vi invito a consultare all’indirizzo: http://www.miart.it/programma Si discuterà sui rapporti tra collezionismo privato e istituzioni pubbliche, ci chiederemo se è possibile “uscire dalla contemporaneità”, ci saranno dibattiti sull’ecologia come forma di attivismo politico e artistico, interviste sul ruolo del viaggio nella pratica artistica, riflessioni su figure chiave come Bruno Munari, conversazioni sulla dimensione etica delle immagini nel contesto dei media e del mercato, tavole rotonde su architettura, performance e città… Credo che la diversità di questi argomenti e la densità del programma rendano bene l’idea di come abbiamo lavorato insieme sulla nuova identità di miart: un luogo aperto, inclusivo e che tenta di ritrarre la vivacità culturale di questa città.

ATP: Qual è l’appuntamento delle giornate di miart 2013 che consideri imperdibile?

Anche qui c’è l’imbarazzo della scelta, data anche la ricchezza delle proposte sia da parte delle gallerie private che delle istituzioni pubbliche. Di sicuro un appuntamento da non perdere sarà Liberi tutti, l’iniziativa promossa da miart in collaborazione con la Fondazione Trussardi e che vedrà la partecipazione di artisti come Gelitin, Darren Bader, Keren Cytter e Thomas Zipp. Un modo per proseguire oltre gli orari di apertura della fiera, dato che queste performance avranno luogo al Teatro Arsenale a partire dalle 22 fino a mezzanotte. Sarà un modo ulteriore di coinvolgere la città al di là dei tempi e degli spazi della fiera, e un modo di dimostrare come miart possa essere un produttore di cultura a 360° gradi.

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