• Veduta mostra (opere di Piero Manzoni e Danilo Correale) - Foto Nuvola Ravera
  • Veduta mostra (opere di Jacopo Miliani e Bruno Munari) - Foto Nuvola Ravera
  • Margherita Morgantin, 2-769999, 2012-2015 (dettaglio) - foto Nuvola Ravera
  • Veduta mostra (opere di Chiara Camoni e Lucio Fontana) - foto Nuvola Ravera
  • Installation view (opere di Lucio Fontana, Serena Vestrucci, Osvaldo Licini) - foto Nuvola Ravera
  • Installation view (opere di Vincenzo Agnetti, Alice Cattaneo, Margherita Morgantin) - foto Nuvola Ravera
  • Installation view (opere di Dadamaino, Pennacchio Argentato, Ettore Favini, Serena Porrati) - foto Nuvola Ravera
  • Osvaldo LICINI, Scherzo, 1933_olio su tela rintelata_coll. Cernuschi Ghiringhelli
  • Cristian Chironi, Cutter, 2013 - foto Nuvola Ravera
  • Alice Guareschi, As still as the sea could be, 2015 - foto Alice Guareschi
  • VOID, In between, 2013, plexiglass, filo di rame, magneti, suono, courtesy Void
  • Vincenzo AGNETTI, Macchina drogata, 1969 - fotografia virata - coll. Cernuschi Ghiringhelli
  • Margherita MORGANTIN_2-769999, 2012-2015, pastello colorato e stampa digitale su carta , courtesy Galleria Continua - photo Ela Bialkowska
  • Lucio FONTANA - Uovo nero orizzontale_terracotta con buco e taglio 1961 - coll. Cernuschi Ghiringhelli
  • Jacopo MILIANI, Dire e Detti, 2013, proiezione, 50 diapositive, courtesy Jacopo Miliani e Frutta Gallery
  • Chiara Camoni, Astrazione è empatia_matita su carta_courtesy SpazioA, Pistoia

English text below

Se, come sostiene Walter Benjamin, nel collezionismo “tutte le passioni sconfinano nel caos” in una continua tensione tra i due poli di ordine e disordine, si può dire lo stesso della collezione di un museo? La mostra a cura di Anna Lovecchio e CHAN (spazio no-profit genovese)  Chaotic Passion, ideata in occasione del trentennale del Museo di Villa Croce, intende esplorare questa relazione dialettica innescando un dialogo fra le opere storiche della collezione e quelle prodotte nel corso degli ultimi dieci anni da una nuova generazione di artisti.

Chaotic Passion intende coinvolgere il pubblico in un percorso non lineare lungo il quale il passato e il recente si mescolano e generano un ecosistema abitato da temporalità multiple, dissonanze e riverberi: uno spazio nel quale le opere stabiliscono relazioni misteriose e innesti sperimentali suggerendo nuove possibilità di interpretazione dell’astrazione e del linguaggio come campi di indagine estetica.

VX30 | Chaotic Passion_CS

Segue un’intervista con i curatori.

ATP: La mostra VX30 | Chaotic Passion che apre presso il Museo di Villa Croce il 17 dicembre in occasione del trentennale del museo di arte contemporanea di Genova si concentra sul dialogo tra presente e passato, fondamentale nell’attività di un’istituzione museale. Come mai avete sentito ora il bisogno di sottolineare questo importante scambio?

Anna Lovecchio / CHAN: Il trentennale è un momento importante nella storia di un museo di arte contemporanea, basti pensare che in Italia solo il Castello di Rivoli ha raggiunto un tale traguardo. Quando Ilaria Bonacossa, direttrice artistica del museo, ci ha invitato a curare la mostra per il trentennale chiedendoci di mettere in gioco la collezione permanente del museo, abbiamo subito avvertito la necessità di evitare un approccio storicistico o formalistico. Ci è sembrato più stimolante partire dalle ricerche attuali per cercare, da un lato, di riposizionare le opere della collezione nel presente e, dall’altro, dare profondità storica ad opere recentissime. L’obiettivo di questa mostra consiste nel provare a riconfigurare l’esperienza del passato partendo dal presupposto che il valore delle opere non è assoluto ma si fonda sulla loro rilevanza nel tempo presente. Ispirandoci a Walter Benjamin secondo il quale ogni collezione è l’esito di “una passione che sconfina nel caos”, ci siamo concesse un ampio coefficente di libertà nella selezione delle opere della collezione e nella creazione di dialoghi, innesti e conflitti con lavori prodotti negli ultimi anni che, speriamo, possano generare riflessioni critiche e nuovi spunti interpretativi.

ATP: La messa in discussione di una collezione storica e il suo confronto con la contemporaneità più stringente sono processi difficili e non esenti da problematiche; ci raccontate non solo i punti forti ma anche le criticità, comunque generatrici di significato?

AL/C:  Le collezioni permanti rischiano spesso di soffrire di un certo immobilismo perché si suppone che incarnino un canone, uno status quo e di conseguenza le opere in collezione, presentate secondo convenzioni allestitive sedimentate negli anni, si ritiene non possano più essere oggetto di ripensamenti, valutazioni critiche, o anche semplici spostamenti. Al contrario, le mostre temporanee possono sperimentare modalità innovative che vanno oltre la ricostruzione storica e tentare una riscrittura del passato dal punto di vista del contemporaneo, e viceversa. Le criticità sono molteplici, prima fra tutte la potenziale arbitrarietà dell’operazione. In realtà, crediamo sia più produttivo assumersi la responsabilità di una parzialità consapevole che non celarsi dietro (false) pretese di oggettività e completezza. D’altra parte, avventurarsi lungo sentieri non tracciati consente di scoprire relazioni misteriose e risonanze inattese fra le opere.

ATP: Saranno due i filoni principali che costituiscono il cuore della mostra, cioè l’attenzione per l’astrazione e la ricerca verbo-visiva; vuoi spiegarci meglio?

AL/C: Partendo da una lettura trasversale della collezione sono state individuate due linee di ricerca che appaiono significative alla luce dei processi artistici contemporanei: l’astrazione e la ricerca verbo-visiva. Nella sua espressione pittorica, l’astrazione costituisce la parte più importante della collezione del museo di Villa Croce. In questa occasione viene messa in relazione con pratiche contemporanee che declinano le forme astratte nelle modalità più diverse per sollevare questioni di natura economica, geopolitica, ed emozionale. Allo stesso modo, indagando le molteplici ricorrenze della scrittura come gesto estetico e del linguaggio come materiale di creazione artistica, le opere storiche diventano il punto di partenza per una riflessione sulla scomposizione del linguaggio e sulla articolazione del segno linguistico, al di là della sua valenza comunicativa, secondo nuovi parametri di leggibilità e rappresentazione.

ATP: La scelta degli artisti deriva da una selezione di quelli presenti nella collezione o tutti sono rappresentati?

AL/C: La collezione del museo conserva oltre 3000 opere di decine di artisti, mentre in mostra ne sono rappresentati solo diciannove. Abbiamo attinto in particolare dalla raccolta Cernuschi Ghiringhelli, acquisita nel 1990, con la quale ebbe inizio la costituzione della collezione permanente incrementata nei decenni successivi attraverso lasciti e donazioni piuttosto che da precise politiche acquisitive. Il nucleo storico della collezione riflette con chiarezza la passione di Maria Cernuschi Ghiringhelli per le ricerche legate agli sviluppi dell’astrattismo italiano. Abbiamo inoltre selezionato opere nelle quali il segno linguistico viene impiegato come un medium nelle arti visive.

ATP: Nella “sezione” contemporanea vedo molti nomi femminili. Avete dato particolare rilevanza alla presenza di artiste donne?

AL/C: Non è stata rivolta da parte nostra una specifica attenzione agli equilibri di genere. È però degno di nota che quattro artiste “storiche” (Regina, Dadamaino, Cesi Amoretti, e Anna Oberto) trovino molte controparti “contemporanee”.

Alice Guareschi, As still as the sea could be_2015_acciaio inox smaltato - courtesy Alice Guareschi

Alice Guareschi, As still as the sea could be_2015_acciaio inox smaltato – courtesy Alice Guareschi

VX30 | CHAOTIC PASSION

curated by Anna Lovecchio and CHAN –  Untill 20.03 2016

Museo d’Arte Contemporanea/ Villa Croce Genova

Writing about collecting, Walter Benjamin maintains that “every passion borders on the chaotic” in a continuous tension between the poles of order and disorder. Does the same hold true for a museum’s collection? For the thirtieth anniversary of Villa Croce Museum, the exhibition Chaotic Passion intends to explore this dialectical relation by putting artworks from the collection in dialogue with works produced over the last ten years by a new generation of artists.

Located in the namesake villa, Villa Croce Museum opened to the public in 1985 as a venue mainly dedicated to contemporary art exhibitions. The permanent collection started with the acquisition of the Cernuschi Ghiringhelli collection by the City of Genova in 1990 and was increased mainly through gifts and donations over the following decades. Therefore, the historical core of the collection reflects Maria Cernuschi Ghiringhelli’s own passion for the developments of Italian abstraction and her personal sentiment that the purchase of an artwork was a means to sustain and support the artists themselves.

Chaotic Passion proceeds on the assumption that the museum’s permanent collection should not be locked up in a fixed aesthetic canon that speaks uniquely of a past more or less distant from our time. Challenging the works of the collection by re-positioning them into the present makes it possible to bring to the fore diverse aspects of their ongoing significance. It may shift the expectations of the public by prompting the renewed appraisal of the works’ valence and the renegotiation of their meaning.

Through a loose cross-reading of the collection, two lines of research were singled out for their relevance with regard to current artistic processes: abstraction and the verbo-visual research. Abstract paintings form the most outstanding part in the collection of Villa Croce Museum. For this occasion, they are related to contemporary practices that engage abstraction from a different angle in order to address economic, geopolitical and emotional issues. In the same way, works from the collection that explore the act of writing as an aesthetic gesture and language as a tool of artistic creation become the starting point for a broader reflection on the destructuring of language beyond its communicative function and on new modes of legibility and representation of the linguistic sign. Orchestrating aesthetic attitudes from different time periods in unexpected alignments and along outward trajectories, the exhibition cuts loose with historicist narratives to experiment correspondences among artworks that encourage a free-flowing approach to the artistic research. Chaotic Passion invites the public on a nonlinear journey where the past and the recent are constantly shuffled. It creates an ecosystem formed by multiple temporalities, dissonances, and reverberations where the works are asked to engage one another in mysterious relationships and experimental combinations that promp different interpretations of abstraction and language as fields of aesthetic research.

Artists: Meris Angioletti, Chiara Camoni, Alice Cattaneo, Cristian Chironi, Danilo Correale, Claire Fontaine, Silvia Giambrone, Alice Guareschi, Jacopo Miliani, Margherita Morgantin, Rebecca Moccia, Andrea Nacciarriti, Pennacchio Argentato, Serena Porrati, Maria Domenica Rapicavoli, The Cool Couple, Serena Vestrucci, Void.

Vincenzo Agnetti, Cesi Amoretti, Antonio Calderara, Ettore Colla, Gianni Colombo, Pietro Consagra, Dadamaino, Corrado D’Ottavi, Lucio Fontana, Virginio Ghiringhelli, Osvaldo Licini, Piero Manzoni, Bruno Munari, Anna Oberto, Mauro Reggiani, Regina, Ben Vautier, Rodolfo Vitone, Gianfranco Zappettini, Alberto Zilocchi.

Pennacchio Argentato, You will never be safe, 2013, foto Nuvola Ravera

Pennacchio Argentato, You will never be safe, 2013, foto Nuvola Ravera

Veduta mostra (opere di Cristian Chironi, Corrado D'Ottavi, Ben Vautier) foto Nuvola Ravera

Veduta mostra (opere di Cristian Chironi, Corrado D’Ottavi, Ben Vautier) foto Nuvola Ravera

Meris Angiolett, Le song vert, 2014, foto Nuvola Ravera

Meris Angiolett, Le song vert, 2014, foto Nuvola Ravera