Allestimento installazione Thea Djordjadze – Photo Nick Mauss

Andro Wekua, Boom, photo Giulia Brivio

photo Giulia Casanova

Karl Holmqvist, The House of Extravaganza

Florence Derieux – Photo Giulia Casanova

Milovan Farronato e Nick Mauss durante la performance di Ketuta Alexi-Meskhishvili, Always someone to cover your silence, 2012 – Photo Giulia Casanova

Performance di Emily Ken al Barbablu – Photo Nick Mauss

Ei Arakawa and Sergei Tcherepnin, photo Ken Okiishi

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Sono arrivata nell’isola ‘paradisiaca’ di Stromboli all’inizio della settimana conclusiva del progetto prodotto da Fiorucci Art Trust, Volcano Extravaganza . Co-curato da Milovan Farronato e dall’artista americano Nick Mauss , la seconda edizione ha avuto eccezionali ospiti ufficiali e tantissime personalità di passaggio. Ospitata alla Lunatica – incantevole dimora che ha una vista mozzafiato a 180° sul mare – mi sono tuffata nel bel mezzo di performance, talks, cene bizzarre e, devo ammetterlo, una strana sensazione di allegra convivialità. A far da padrone di casa Milovan, assolutamente perfetto, per il ruolo di grande ‘direttore’. Merita infatti un plauso per la sua capacità d’aver creato un progetto che, sulla carta (ma non solo) ha grandi potenzialità. Lui mi introduce Mauss e gli altri artisti presenti in quel momento sull’isola:  Than Hussein Clark,  Danny McDonald,  Crystal Z Campbell,  Idan Hayosh e Paulina Olowska. Proprio la sera del mio arrivo, quest’ultima stava documentando la performance presentata e concepita per Volcano Extravaganza ‘The Mother’,  una commedia polacca  di Witkacy. Tra i partecipanti, anche un inedito Edoardo Bonaspetti. Mentre un indescrivibile tramonto faceva da sfondo, incredula ho scattato un po’ di fotografe.

Il progetto, iniziato il 20 luglio con il primo talk di Michael Sanchez, ha visto in oltre un mese e mezzo di programmazione, tantissimi artisti, curatori, performer, fotografi ecc, avvicendarsi tra le due location del progetto: La Lunatica – dimora degli ospiti – e The House of Extravaganza: casa letteralmente sotto il vulcano, che ha ospitato non solo performance e cene, ma anche che ‘custodirà’ le opere prodotte per questa seconda edizione del progetto fino all’estate 2013. (Per chi interessato alla mostra e si trovasse per caso a Stromboli nei prossimi mesi, c’è la possibilità di vedere la mostra conclusiva)

Avendo seguito alla lontana tanta parte del progetto (vedi il blog DEDICATO * Stromboli) ho avuto la possibilità di saggiare, per immagini, i tanti appuntamenti:  Ei Arakawa and Sergei Tcherepnin (21 Luglio), Ketuta Alexi-Meskhishvili (28 luglio), Emily Sunblad e Ken Okiishi, Andreas Reihse e Andro Wekua. Di quest’ultimo, mi hanno raccontato l’emozionante performance. L’artista ha simulato una sorta di omicidio-suicidio. Wekua ha fatto costruire un monolite pesante centinai di kg con la scritta ‘Boom’ per poi farlo gettare dalla scogliera davanti alla Lunatica. In una delle tanta nuotate ho visto un pezzo del monolite sommerso nell’acqua, tra sassi, pesci e rocce vulcanica. 

Suggestiva la performance di Thea Djordjadze che ha ricreato alla House of Extravaganza un teatro delle ombre. Non ho assistito alla performance ma ho visto la grande roccia lavica che l’artista ha fatto collocare nell’accesso della casa per ostruirne parzialmente il passaggio. 

Non è la stessa cosa vedere le performance attraverso delle immagini, così come non è esaustivo raccontarvi quelle che ho visto o vissuto in prima persona – la lettura su un proprio e originale punto di vista del ‘manierismo’ di  Than Hussein Clark, l’imprevedibile e intesa esposizione di Idan Hayosh ‘Diminished Pyrotechnics lecture (Lamps #23 – #25)’ o la coinvolgente performance a cui ho partecipato di  Crystal Z Campbell,  ‘Living on Hope for a Long Tim’ – ma forse è questo l’aspetto interessante di questo progetto. Trovare ogni anno un modo e una forma per raccontarlo. Video, racconti, fotografie, documentazioni, disegni, suoni…

Lunga la lista dei talks: il curatore Michael Sanchez ha esposto l’opera di Jutta Koether; la storica dell’arte Florence Derieux ha raccontato un inedito Rimbaud, Mark Nash (direttore curating  della Royal College, Londra), ha presentato l’opera di Vezzoli in relazione alle rievocazioni dell’artista del film di Rossellini ‘Una voce umana’.

La lettura pubblica di  Karl Holmqvist,  Words Are People, è stata presentata con una sorta di motto che, per molti versi, rispetta in pieno l’atmosfera del progetto: ‘You can never say no to a volcano’ but you can say ‘No, no, no, no’ and that then somehow transforms into its opposite…”

Il giorno prima del finissage – che ha visto Nick Mauss protagonista di una breve ma intensa performance di ‘sintesi’ dell’intero progetto – c’è stata un’allegra e imprevedibile cena in rosa dove hanno partecipate non solo alcuni artisti presenti, ma anche ospiti dell’isola che, come in molte altre occasioni, hanno partecipato attivamente agli appuntamenti. La cena è stata organizzata da Than Hussein Clark, che ha trovato ispirazione da uno dei primi romanzi che hanno trattato tematiche omosessuali,  Vestal Fire  (1927) di Compton Mackenzie. 

Durante la serata finale, invece,  visto Milovan Farronato ha presentato il lavori dei giovani artisti invitati a collaborare con Volcano extravaganza: i bolognese Interno4 – Vincenzo Simone,  Nicola Melinelli,  Giovanni Copelli,  Giulia Cenci,  Giulia Casanova -, Beatrice Marchi e Anna Mostosi. 

Il finissage in occasione della presentazione di tanta parte dei lavori degli artisti invitati, ha visto Nick Mauss protagonista di una performance: l’artista ha rotto dei piatti proclamando quelli che sono stati i concetti ‘guida’ di questa seconda edizione: Adattamenti, Variazioni, Mutazioni, Frammentazione, Metamorfosi, Poesia ornamentale, Analogia, Scomparsa. A seguire la proiezione di uno spot del 1990 Chanel Egoiste. Per quasi due minuti abbiamo assistito alle urla isteriche di EGOISTE. L’artista ha infatti riprodotto a loop una parte dello spot. Chiosa o semplice constatazione, Mauss ha dato questa sua interpretazione del progetto. 

Non sono mancati arrivi a sorpresa, con ospiti più o meno attivi. Andrea Viliani e Giovanna Silva hanno condiviso con un pubblico le rispettive esperienze a Kabul; Anna Franceschini ha partecipato alla performance delirante-trash-hollywoodiana di Danny McDonald dove l’artista ha fatto rivivere il suo personaggio immaginario Mindy Vale (dalle immagini che mi hanno mostrato, devono essersi divertiti non poco); altri ospiti invece, sono stati più passivi: Angela Vettese, Tommaso Garner, Isabella Bortolozzi, Antonio Grulli in compagnia di Paolo Chiasera.  Paolo Di Landro è stato presente con le sue creazioni: abiti ispirati sia all’isola che al regista David Lynch e al suo film   ?”Eraserhead – La Mente Che Cancella”.

 La vera bravura di Nick Mauss e Milovan Farronato è stata quella di scegliere ottimi artisti, di farli lavorare spesso assieme in un’invidiabile atmosfera di cooperazione. Le distrazioni erano tante: un mare azzurrissimo, le costiere laviche nerissime, un paesaggio da togliere il fiato, delle squisite granite, profumo di capperi e finocchietto, minacciose piante di fichi d’India e Agave, e favolose cascate rosse e viola delle buganville, il colore rosato dell’erica, il rosso porpora dell’ibisco…

Su tutto un irrequieto vulcano che, tra uno sbuffo e l’altro, ha donato indimenticabili colate sul mare.

Meraviglioso.

Volcano Extravaganza once more; again on Stromboli and again in the months of July and August. Produced by the Fiorucci Art Trust and curated by its art director Milovan Farronato, who for this second season is working with Nick Mauss. To the latter goes the choice of sharing the experience with artists and critics that he considers most sensitive to the specific characteristics of the project and its location.

The message which accompanied the invitation sent to the artists Ketuta Alexi-Meskhishvili, Ei Arakawa, Thea Djordjadze, Danny McDonald, Ken Okiishi, Paulina Olowska, Andreas Reihse, Emily Sundblad, Sergej Tcherepnin and Andro Wekua was:

‘Hidden amidst luxuriant Sicilian vegetation, hibiscus, bougainvillea, wild fennel, prickly pears, all immersed in grassland the colour of lime; along the path that a variety of pilgrims take to climb to the edge of Stromboli’s volcano, a row of little white rooms with light grey floors, will be, once again, the home of Volcano Extravaganza 2012. Neither nomadism nor wandering, but brightness and a 360-degree horizon, Alighiero Boetti suggested the name stra-vaganza as an allusion to those who want to invest in the multiplicity and unexpected nature of encounters.
We invite you to make your own precious contribution, in terms of free associations and spontaneous intuitions.’

While, for the first time, another series of distinguished guests has been invited to perform a soliloquy in front of the volcano. Than Hussein Clark (artist), Stuart Comer (curator of film, Tate Modern), Florence Derieux (director FRAC Champagne-Ardenne), Karl Holmqvist (artist), Mark Nash (head of department of Curating Contemporary Art, Royal College of Art, London) and Michael Sanchez (critic) received the following missive:

‘A platform on a black rock cliff resembling the prow of a ship, with the drowning sun and spray of sea-foam at your back. We invite you to take a position and express your own voice in confrontation with the constantly erupting volcano you are facing from below. As a friend of ours said: ‘You can never say no to a volcano’. So please contribute with a soliloquy on the following constellation: adaptation, variations, disappearance, substitution, camouflage, analogy, mutation, actualisation, fragmentation, metamorphosis, the ornamental poem…’

Once again a rich programme of events, accompanied by a schedule of talks. A continuous process of overlaps and reciprocal influences; made up of experiences and responses that came together in a concluding exhibition that will remain open to the public until spring 2013. The last act (able to contain everything that has gone before), conducted by Nick Mauss.

July – August 2012, Stromboli

Fiorucci Art Trust

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Danny McDonald // Mindy Vale’s Extra-Special Terrestrial and Aquatic Visit to the Volcano Extravaganza Adventure, Part 1

Photo Giulia Casanova

Milovan Farronato durante la performance di Danny McDonald – photo Giulia Casanova

Than Hussein Clark, On the Importance of a Certain Man

Performance di Paulina Olowska, The Mother – Photo Giulia Casanova

Performance di Paulina Olowska, The Mother – Photo Giulia Casanova

Than Hussein Clark – The Diner de la Colour de Rose

Installazioni di Thea Djordjadze e Than Hussein Clark, The House of Extravaganza