Luca Vitone, Wunderkammer, 2018, visione dell'installazione presso pinksummer, Genova - Foto Alice Moschin - Courtesy pinksummer, Genova

Luca Vitone, Wunderkammer, 2018, visione dell’installazione presso pinksummer, Genova – Foto Alice Moschin – Courtesy pinksummer, Genova

Testo di Michela Murialdo

La polvere è accumulo e sedimentazione, memoria e abbandono, silenzio e presenza; pulviscolo impalpabile e invisibile al punto che la sola luce è davvero in grado di rivelarne l’entità. Ma la polvere può divenire anche corpo, materia e struttura capace di assumere forme e generare nuove possibili architetture: tale si rivela negli spazi genovesi della galleria Pinksummer.

Luca Vitone, tornato nella sua città natale dopo una significativa personale al Pac di Milano – Io, Luca Vitone – , mette in scena “Wunderkammer”, titolo-escamotage che porta con sé l’idea di accumulo, meraviglia e scoperta tramite una narrazione che ha lo spessore di un vuoto apparente che riempie lo spazio.
La “camera delle meraviglie” pensata dall’artista sovverte non solo l’idea di horror vacui delle wunderkammer ma anche i presupposti della pittura e della sua conservazione. Al posto degli oggetti l’artista sceglie di riempire le pareti con la polvere raccolta negli spazi storici di Palazzo Ducale (edificio dove è ospitata la galleria stessa), per consentire, sottolinea Vitone, la messa in scena del reale “ciò che c’è e ciò che è. La polvere è un elemento persistente che occupa lo spazio. Ogni volta che proviamo a eliminarla si accumula. […] Si tratta di un ritratto, un ritratto realista senza mediazioni”.

E’ un lavoro, questo, che guarda alla storia e alla memoria, non solo riconducibile ad un luogo ma ad una comunità intera e che si serve, per raccontarne le tracce, dello scarto invisibile ed eterno prodotto dalla quotidianità. La polvere quindi non è solo metafora del tempo e dell’esistenza ma anche strumento d’indagine della storia e di un luogo, è presenza e assenza, mobile e immobile allo stesso tempo. Con il pulviscolo raccolto nei mesi precedenti alla mostra e lasciato a macerare, Vitone dipinge le pareti e il soffitto della galleria portando così alla luce ciò che solitamente viene nascosto. La polvere, acerrima nemica della pittura, qui non danneggia e soffoca l’opera ma la crea; è un impasto materico, vivo e mai piatto, pensato per donare una nuova fisicità e conferire una seconda pelle alle pareti.

Luca Vitone, Wunderkammer, 2018, visione dell'installazione presso pinksummer, Genova - Foto Alice Moschin - Courtesy pinksummer, Genova

Luca Vitone, Wunderkammer, 2018, visione dell’installazione presso pinksummer, Genova – Foto Alice Moschin – Courtesy pinksummer, Genova

Una stanza che dapprima appare vuota, ma come nel buio di un planetario lentamente dilatiamo la pupilla e, alzando lo sguardo, riconosciamo la volta celeste, qui piano piano ci rendiamo conto di essere circondati da un elemento reale che ci accompagna nel nostro vivere. Questa evidenza riempie lo spazio e ne trasforma l’apparente vuoto” (Luca Vitone). All’interno di questa Wunderkammer, lo spettatore si trova costretto a scontrarsi con una continua meraviglia data prima dalla percezione di uno spazio vuoto che mano a mano apparare sempre più pieno, per sentire infine quel pulviscolo penetrare nei pori della pelle e scivolare attraverso le narici. Non è solo la vista quindi ad esplorare l’ambiente ma anche l’olfatto, invaso da un’odore così acre e appiccicoso che sembra indirizzarsi anche ad altri sensi quali il gusto e il tatto. E’ forse solo in questo momento che l’esperienza individuale avrà davvero inizio, che la curiosità e la sensibilità di ognuno di noi si muoverà in modo diverso lungo le pareti della stanza per scoprire i molteplici accumuli della materia e lo spettro cromatico conferito dalla polvere. Sarà così la nostra permanenza nello spazio a permetterci di riscoprire la memoria e la storia che ha attraversato nei mesi l’architettura di Palazzo Ducale per ritrovare alla fine il nostro posto all’interno di una stanza delle meraviglie che all’improvviso appare troppo piena per poter accogliere anche noi.

Luca Vitone con questo lavoro non riporta alla luce solo il passato di un luogo ma riesce inevitabilmente a raccogliere dalle superfici anche una lontana coscienza politica, sociale e culturale che oggi, più che mai, ha bisogno di non essere lasciata a sedimentare in qualche angolo nascosto, ma di essere capace a reagire alla visione stantia a cui qualcuno sembra volerla far soccombere.

Luca Vitone, Wunderkammer, 2018, visione dell'installazione presso pinksummer, Genova - Foto Alice Moschin - Courtesy pinksummer, Genova

Luca Vitone, Wunderkammer, 2018, visione dell’installazione presso pinksummer, Genova – Foto Alice Moschin – Courtesy pinksummer, Genova

Luca Vitone, Wunderkammer, 2018, visione dell'installazione presso pinksummer, Genova - Foto Alice Moschin - Courtesy pinksummer, Genova

Luca Vitone, Wunderkammer, 2018, visione dell’installazione presso pinksummer, Genova – Foto Alice Moschin – Courtesy pinksummer, Genova