Ali  Banisadr, Black 4, 2011
 Ali  Banisadr, The Shrine, 2011
 
 Barnaby Furnas, Girlfriend II, 2010
Barnaby Furnas, Summer Smoker III, 2010  – Girlfriend I, 2010
 Tomory Dodge, Hospital, 2011
Ryan Mosley, Shaman IV, 2011
Jules de Balincourt, When things come together, 2010
Per tutte le foto, courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano
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La galleria Monica De Cardenas propone fino a fine novembre, Vision, una mostra di pittura internazionale. Basta guardare la lista degli artisti della galleria o la cronologia delle mostre per rendersi conto che – sotto una comunicazione silenziosa e senza troppi proclami (per intenderci, quella che preferisco) – la pittura, in maniera decisamente anacronistica, è uno dei punti di forza della galleria.

Cinque gli artisti proposti, tutti nati tra il 1972 e il 1980: Ali Banisadr, Jules de Balincourt, Tomory Dodge, Barnaby Furnas e Ryan Mosley.

Due in particolare mi sono sembrati degni di nota.  Il primo è Ali Banisadr, classe 1976, nato e cresciuto a Tehran e ora residente a New York. Personalmente lo ritengo il miglior artista della mostra.
Nel comunicato stampa è sottolineato come la sua ricerca sia influenzata dalla cultura persiana e, in particolare modo, dalla tradizione narrativa delle miniature persiane. Concordo pienamente con questa analisi. I tre quadri selezionati per la mostra – differenti per formato ( da 150 x 120 all’ intimissimo 25 x 20) – sono un meraviglioso studio che l’artista compie sul dettaglio e sulla sua capacità di fondere insieme figurazione e astrazione e sulla potenza della cromia come peculiarità del dettaglio stesso. Davanti al suo grosso quadro Black 4 o, in antitesi, al minuscolo The Fall, siamo sottoposti a un vorticoso lavoro cinetico dove si possono intravedere immagini di furiose battaglie o antichi mercati persiani. La suggestione della cultura di provenienza dell’artista aggiunge una dimensione immaginifica di grande potenza ai quadri.

L’ altro artista è Barnaby Furnas. Ho sempre avuto una grande ammirazione per i suoi acquarelli. Sia che lavori in formati enormi (alcuni di oltre 3 metri), sia che affronti soggetti disparati (dalla guerra civile americana, alla cultura musicale) Furnas crea delle incredibili e visionarie esplosioni di colore.
Nelle sue figurazioni incorpora dettami di derivazione futurista. In alcune opere il suo uso ‘dinamico’ del colore, mi ricorda le tavole del disegnatore di fumetti/illustratore americano Bill Sienkiewicz. A mio parere in mostra funzionano solo gli acquarelli dei ritratti di donne che fumano.  Scomposti e allucinati, con la ripetizione ossessiva della sigaretta, sono dei bellissimi esempi di come la pittura di genere sia il banco di prova per eccellenza per la pittura contemporanea.
Interessanti anche gli altri artisti in mostra, sopratutto le raffinate pennellate materiche di Tomory Dodge. Forse manca un giovane pittore italiano, ma a guardare la lista degli artisti con cui la galleria lavora non si può certo dire che non seguano la scena italiana (mi sembra che collaborino con 2 pittori italiani e di questi tempi non sono certo pochi).
Mostra che merita una visita.

Giovanni Kronenberg