11 marzo openings:
Neanderthalian Nights (The world is not at home)
, Zero…
Tobias Rehberger, Giò Marconi
Uno dei lavori più interessanti che ho visto nella serata inaugurale in Via Tadino (Zero…, Giò Marconi) è ‘Asking the Repentistas – Peneira & Sonhador -To Remix My Octopus Works’ (2006) dell’artista giapponese Shimabuku. Interessante mix di arte contemporanea e folklore sperimentale. La video installazione consiste in due proiezioni: una mostra due sudamericani di strada, i Repentistas (rapper?) che cantano la storia della pesca dei polpi. Tra battiti di mani, di piedi e tamburelli, i due cantastorie, esortavano un buffo ritornello “Shimabuku is a great man.” Nell’altra proiezione, invece, l’artista documenta il salvataggio di un polpo dalla sicura morte (o dal finire in un piatto!) ad Albissola. Giocoso e gioioso (così viene definito nel comunicato stampa), Shimabuko ha descritto con sottile ironia una realtà tutt’altro che gaia, direi. Accompagnano il video due foto scattate dall’artista a Berlino in una mattina d’inverno: una mela e un mandarino in mezzo alla neve. Eccellente installazione della foto ‘Tangerine’ che, immersa nel buio, viene scoperta dal visitatore in una piccola nicchia che gli da una alone di sacralità.
Le opere di Shimabuku sono state presentate in una collettiva, Neanderthalian Nights (The world is not at home) con altri 3 artisti: Giorgio Andreatta Calò, Juliette Blightman, Anthony Burdin. Il tema della mostra era un po’ vacuo: “il tema del viaggio, intesa come esperienza e confronto con la realtà che ci circonda, lontana dalla dimensione contemplativa romantica ecc ecc.’
Chi c’era?
1 Angela Vettese, 2 Massimo Grimaldi, 3 Sara Ciracì, Chiara Bertola e Patrizia Sandretto,  
4 Paolo Gonzato e Paola Gallio, 5 Marcello Bellan, 6 Samuele Menin

1 Barbara Casavecchia e Andrea Balestrero, 2 Sara Ciracì, 3 Giovanni De Francesco,  
4 Carlo Antonelli, 5 Vincenzo De Bellis e Bruna Roccasalva (Peep-Hole), 6 Patrizia Sandretto e Mariuccia Casadio