Verra? la morte e avra? i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Cosi? li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verra? la morte e avra? i tuoi occhi.
Sara? come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
(Cesare Pavese)
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Questa poesia di Pavese e molti altri testi (Simone Weil, Ludwig Feuerbach, Jean Baudrillard, Plato…) sono stati letti in occasione della Festa dei Vivi (che riflettono sulla morte) avvenuta il 2 novembre. Meditabondi e forse anche un pò affaticati – visto che spostavano un grande barcone di legno lungo le vie di Lu Cafausu, a San Cesario di Lecce – i partecipanti: Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti e Luigi Presicce.

L’evento fa parte di AND AND AND, un progetto curato da artisti che accompagna l’avvicinarsi della terza edizione di dOCUMENTA (13) nel 2012.

«È il tempio della nullità, il monumento più eloquente al mondo dell’idea stessa di essere “lost in translation”. È l’opposto della torre di Babele, sulla soglia tutti parlano lingue diverse, ma non appena si entra gli idiomi si uniscono poiché all’interno di quella piccola casa non c’è più nulla da dire». (Steve Piccolo, facebook, 23 aprile 2010, ore 10.22 pm)

Grazie a Luigi Negro per le foto.

by Luigi Presicce

by Ignoto