VANESSA BEECROFT VB74 VB74.039.VB.POL MAXXI, NATIONAL MUSEUM OF XXI CENTURY ARTS, ROME, ITALY ­ 2014 DIGITAL C­PRINT ON DIASEC © 2016 VANESSA BEECROFT PHOTO CREDIT: VANESSA BEECROFT

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È iniziata la prima edizione del Photo Vogue Festival, appuntamento interamente dedicato alla fotografia di moda, che si tiene a Milano dal 22 al 26 novembre 2016, presieduto da Franca Sozani (direttore Vogue) e Alessia Glaviano (senior photo editor Vogue).

Il programma prevede due collettive allestite a Base Milano, intitolate The female gaze e PhotoVogue/inFashion, la prima dedicata alle fotografe che hanno rivoluzionato e rivoluzionano ancora oggi la rappresentazione del corpo e della femminilità nella fotografia di moda; la seconda invece vede esposti i lavori selezionati dallo scouting indetto sul canale PhotoVogue di vogue.it.

Sempre per quest’occasione è stato deciso di proporre al pubblico una mostra gratuita con le fotografie realizzate da Vanessa Beecroft, visibili negli Appartamenti del Principe di Palazzo Reale. L’artista ha fatto suo il linguaggio performativo per indagare il rapporto tra consumi e costumi, tra cultura e corpo, tra cibo e apparenza, tra spettacolarizzazione e bellezza, tra imposizione e libertà. Filtrato da uno sguardo iconograficamente ipercolto — che va dalla statuaria antica, allo studio anatomico di età rinascimentale; dai corpi metafisici di De Chirico, alle ombre plastiche di Caravaggio; dai nuovi scenari della comunicazione di massa, all’abuso del corpo sui media —, il lavoro della Beecroft mette sempre in scena il corpo, principalmente femminile e nudo (“often nude, usually female and standing stock-still in various martial phalanx formations”), dove balenano subito all’occhio la bellezza, la sensualità, i problemi alimentari, le manie di standardizzazione… I suoi sono corpi esibiti come plotoni o come spugne che hanno assorbito molteplici linguaggi e punti critici…. come bandiere per sventolare, velati, messaggi d’estrema pregnanza e contemporaneità.
Le sue performance diventano veri e propri tableaux vivant grazie ad una regia scrupolosa ed esigente (ma non teatrale e spettacolare), dove ogni mossa, ogni gesto, ogni bisbiglio, ogni sguardo, ogni sorriso ha un significato e dove la semplicità, la naturalezza, la classicità e la spontaneità concorrono a proporre scenari paradossalmente assimilabili con facilità dal nostro occhio. Forse proprio perché la critica ad un sistema iconografico, alimentare, culturale vigente viene fatta utilizzando la sua stessa lingua.

Di seguito l’intervento di Vanessa Beecroft alla conferenza stampa di presentazione della mostra.

Sono molto onorata di poter esporre nelle Stanze del Principe di Palazzo Reale, perché vivendo così lontano da questo patrimonio architettonico e artistico italiano, trovo molto interessante poter esporre un lavoro contemporaneo, creato nel momento corrente, in un luogo così nobile. Trovo che questo sia molto più interessante che esporre in spazi asettici come gli white cube, perché solo il fatto di poter presentare questi ritratti di polaroid, scattati in modo estemporaneo durante le performance e sempre con il pensiero rivolto al passato della ritrattistica rinascimentale, in un luogo del genere li nobilita e quindi mi permette di considerarli dei lavori più importanti di quelli che erano prima di essere esposti. Le stanze hanno una loro intimità, con le loro tappezzerie, gli specchi… mi sono molto emozionata nel vedere le mie foto esposte qui. Penso che solo in Italia e in Europa si possano realizzare mostre di questo tipo.
Per quanto riguarda l’uso della fotografia nel mio lavoro, è stato necessario per documentare le performance che erano di natura effimera, realizzate per la mia incapacità di rappresentare la figura femminile in modo che a me sembrasse appropriato. Né la scultura, né il disegno, né la pittura erano in grado di rappresentare le tematiche relative alla donna e quindi ho utilizzato la performance e la fotografia di conseguenza. Mentre fotografavo, guardavo Vogue e i fotografi di moda per informare il mio modo di fotografare. Quindi sono molto grata anche all’uso della fotografia, ma non sento che questo sia il mio medium, è stato un modo per immobilizzare alcuni ritratti, di gruppo o di singole donne. Quello che vedete a Palazzo Reale è un gruppo di ritratti realizzati con la Polaroid, colse up, nel corso di questo processo.

VANESSA BEECROFT VB72B VB72.015.VB.POL ART BASEL, MIAMI ­ 2013 DIGITAL C­PRINT ON DIASEC © 2016 VANESSA BEECROFT PHOTO CREDIT: VANESSA BEECROFT

VANESSA BEECROFT VB72B VB72.015.VB.POL ART BASEL, MIAMI ­ 2013 DIGITAL C­PRINT ON DIASEC © 2016 VANESSA BEECROFT PHOTO CREDIT: VANESSA BEECROFT

VANESSA BEECROFT VB72B VB72B.010.FS.POL PICO STUDIOS, LOS ANGELES, USA ­ 2013 DIGITAL C­PRINT ON DIASEC © 2016 VANESSA BEECROFT PHOTO CREDIT: FEDERICO SPADONIVANESSA BEECROFT VB72B VB72B.010.FS.POL PICO STUDIOS, LOS ANGELES, USA ­ 2013 DIGITAL C­PRINT ON DIASEC © 2016 VANESSA BEECROFT PHOTO CREDIT: FEDERICO SPADONI

VANESSA BEECROFT VB72B VB72B.010.FS.POL PICO STUDIOS, LOS ANGELES, USA ­ 2013 DIGITAL C­PRINT ON DIASEC © 2016 VANESSA BEECROFT PHOTO CREDIT: FEDERICO SPADONIVANESSA BEECROFT VB72B VB72B.010.FS.POL PICO STUDIOS, LOS ANGELES, USA ­ 2013 DIGITAL C­PRINT ON DIASEC © 2016 VANESSA BEECROFT PHOTO CREDIT: FEDERICO SPADONI

VANESSA BEECROFT MERIDA VB.MERIDA.004.FS.POL FUNDACIÓN DE ARTISTAS, MERIDA, MEXICO ­ 2015 DIGITAL C­PRINT ON DIASEC © 2016 VANESSA BEECROFT PHOTO CREDIT: VANESSA BEECROFT

VANESSA BEECROFT MERIDA VB.MERIDA.004.FS.POL FUNDACIÓN DE ARTISTAS, MERIDA, MEXICO ­ 2015 DIGITAL C­PRINT ON DIASEC © 2016 VANESSA BEECROFT PHOTO CREDIT: VANESSA BEECROFT

VANESSA BEECROFT VB74 VB74.187.VB.POL MAXXI, NATIONAL MUSEUM OF XXI CENTURY ARTS, ROME, ITALY ­2014 DIGITAL C­PRINT ON DIASEC © 2016 VANESSA BEECROFT PHOTO CREDIT: VANESSA BEECROFT

VANESSA BEECROFT VB74 VB74.187.VB.POL MAXXI, NATIONAL MUSEUM OF XXI CENTURY ARTS, ROME, ITALY ­2014 DIGITAL C­PRINT ON DIASEC © 2016 VANESSA BEECROFT PHOTO CREDIT: VANESSA BEECROFT