Urs Fischer,   Installation view,   Gallery Gagosian of Rome,   Photo credit Matteo D'Eletto

Urs Fischer, Installation view, Gallery Gagosian of Rome, Photo credit Matteo D’Eletto

E la caducità della vita si palesa ancora una volta nell’immenso vuoto dell’arte contemporanea. Come memento lo svizzero Urs Fischer ci mostra la fugacità dell’esistenza nel cadere dei petali di un minuscolo mazzolino di fiori.

Nelle mai stata così grande stanza ovale della galleria Gagosian a Roma, Fischer ritenta per l’ennesima volta di sfiorare i grandi dilemmi della vita e con essa, gli altrettanti grandi (e drammatici visto che non abbiamo scampo nei cliché fuori o dentro all’arte) generi tradizionali della pittura: ritratti, paesaggi, nudi e nature morte. La lista in mostra conta quattro opere: 3 grandi ritratti (due donne, un uomo) nascosti da mezzo uovo sodo e una scultura in scala 1:1 di un cavallo in acciaio zincato sormontato da un letto d’ospedale.

 Che il nostro caro svizzero sia rimasto impressionato dal personaggio favolistico di Humpty Dumpty? Vi ricordate l’amico del gatto con gli stivali che, al posto del corpo aveva un grosso uovo provvisto di gambe e braccia? Questo buffo personaggio è stato utilizzato anche da Lewis Carroll in ‘Attraverso lo specchio’, dove lo ha fatto incontrare con Alice.  Curiosando nel web, scopro anche che ‘Humpty Dumpty’ potrebbe risalire da un’espressione colloquiale medioevale per indicare una persona bassa e goffa (che coincidenza). Per un artista del calibro di Urs Fischer, mi sembra quasi inevitabile non essere rimasti affascinati da una così grottesca e, al tempo stesso, polisemica figura. Si allunga la serie di ‘Problem Painting’ (pannello di alluminio fresato, primer acrilico, gesso, inchiostro acrilico, smalto spray, serigrafia e vernice acrilica), dove il leitmotiv formale è così schematizzabile: un ritratto sotto, elemento organico sopra (carote, peperoni, limone, uova, banane, rape, funghi).

Reali o superficiali che siano i problemi (un ritratto ha per titolo ‘Real Problem’, mentre un altro ‘Sloppy Problem’), ho come l’impressione che la ‘complessità’ indagata dall’artista sia tutt’altro che motivata. La sensazione che si ha, entrando nella mostra, è quella di un gioco formale ripetitivo e muto: un bel esercizio di stile appannaggio di forme stereotipate rubate dalle fiabe, dalla storia dell’arte, del cinema, dalla pubblicità ecc.

Non fosse per il mazzolin di fiori, unico tocco vivace in mostra e unico punto di reale tensione, l’esposizione cadrebbe inesorabilmente dentro al grande vuoto della bellissima stanza ovale in via Francesco Crispi.

Urs Fischer Horse/Bed 2013 Alluminio lucido fresato,   acciaio zincato,   viti,   perni,   due elementi in resina (218.2 x 263.1 x 111.1 cm) Edizione di 3 & 1 AP © Urs Fischer. Courtesy Urs Fischer e Gagosian Gallery Photo by Stefan Altenburger

Urs Fischer Horse/Bed 2013 Alluminio lucido fresato, acciaio zincato, viti, perni, due elementi in resina (218.2 x 263.1 x 111.1 cm) Edizione di 3 & 1 AP © Urs Fischer. Courtesy Urs Fischer e Gagosian Gallery Photo by Stefan Altenburger

© Urs Fischer. Courtesy Urs Fischer e Gagosian Gallery

© Urs Fischer. Courtesy Urs Fischer e Gagosian Gallery