Ph: Christian Anwader

Honza Zamojski
Ivàn Zulueta
Photo: Daniele Rossi ***
Non inquina, non fa informazione, non fa distinzioni tra ‘sistema arte’ ‘sistema moda’, non vuole ripetersi, non vuole nè scioccare nè passare inosservata. La sfilza dei ‘non’ accompagna la scoperta del primo numero di unFLOP …’not (just) a new art and fashion magazine’. Incontro Daniele Perra – editor con Giovanni Apone della rivista semestrale – che, senza tanti giri di parole, alla domanda “Perchè un altro magazine moda/arte/cultura?”, ribatte: “Ti risponderei con la domanda che ci siamo posti. C’è una rivista che vorremmo conservare nella nostra libreria? No. L’abbiamo fatta. E l’abbiamo fatta 100% eco-friendly”.
Le parole che utilizza di più per presentarla sono: approfondimento, scoperta e materiali inediti. Guardo la lista dei contenuti e, in effetti, di ricerca ne hanno fatta molta. Martha Rosler è presente con dei testi inediti: con la trascrizione delle registrazioni compiute dall’artista ad una serie di immigrati (progetto esposta alla GAM di Torino). Ci sono dei talenti semisconosciuti ma fondamentali come Ivàn Zulueta: figura leggendaria del cinema sperimentale spagnolo degli anni ’70. Una loro contributor, Lorenza Pignatti, ha intervistato uno dei protagonisti della scena artistica polacca, Honza Zamojski. Altra scoperta ‘di nicchia’, il fotografo e artista americano Jared French. Stavo tralasciando l’artista che apre le scene di unFLOP, Nico Vascellari che per la pubblicazione ha aperto il suo studio per rivelare oggettini, cimeli, LP, figurine, bottini di viaggio … e non ultime, le sue opinioni in materia di vinyl, sex and passion.

Hanno ‘scavato’, studiato e viaggiato per dar vita ad un contenitore ‘senza scadenza’ o meglio, a lunga conservazione visto che l’intenzione è proprio di rendere il magazine una sorta di ‘libro d’artista’ (prima edizione: tiratura 2500 copie). In questo numero – impacchettato dentro una scatola di cartone serigrafata con un’esplosione di Vascellari – c’è anche un vinile sempre realizzato dall’artista con la performance sonora di tal Tiberio che simula lo scoppio delle bombe con la propria voce (tra le altre tracce).
Arte ma anche e sopratutto moda. unFLOP riscopre una grande stilista come Mariuccia Mandelli alias Krizia: fashion designer che negli anni ’80 ha creato abiti scultorei e forieri di tante bizzarre idee, oggi spacciate per ‘novità’ (penso ai continui ritorni dell’animalier…). Servizi di moda imprevedibili, connotati da un alta dose di consapevolezza sul tuttovisto-tuttodigerito; Sesso e politica; unisex > ‘non sono nè donna nè uomo, sono e basta'; palestre polacche come set; chador, ventaglio e sombrero, tutti stagione p/e reinterpretati da Elèna Nemkova ecc. ecc.

Chiedo a Daniele cosa distingue unFLOP da tutte le altre riviste che si occupano di moda e arte?
“Ogni numero invitiamo un artista a realizzare il package e un vinile, fatto in esclusiva per noi. Il termine rivista per unFLOP paper sembra un po’ limitante, trattandosi di un progetto editoriale complesso e ambizioso. Non è un magazine d’informazione ma di approfondimento. Osserviamo l’arte con gli occhi della moda e viceversa osserviamo la moda con gli occhi dell’arte. E’ una bella sfida. La risposta positiva al primo numero ci sta dando ragione.”
E per quanto riguarda il prezzo? Ben 35 euro.
“Il prezzo non si può considerare ‘popolare’. Perchè spendere 35 euro per unFLOP paper? Se pensi che insieme alla rivista, avrai un’edizione limitata di un package e di un vinile realizzati in esclusiva da un artista, il prezzo è più che popolare. Chi compra unFLOP paper, compra anche un progetto d’arte.”

Dimenticavo l’ultimo ‘non’, molto importante. Le ‘penne’ di questo primo numero non sono anonimi scribacchini alle prime armi, nè tanto meno gente improvvisata che sproloquia sul + o -. Rogers Salas (El Pais), Ana Finel Honigman (critica d’arte e di moda, Berlino), Emmanuelle Lequeux (Le Monde), Lorenza Pignatti (D, La Repubblica) ecc. ecc.

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Foto di Kuba Dabrowski al party di presentazione