***
I lavori di Eva Marisaldi mi commuovono sempre. Non so perchè mi coinvolgono sempre tantissimo. Sarà per l’inaspettato, il misterioso, l’inspiegabile… Ad accoglierci un grande formicaio portato alla luce. Ma è il video (che l’artista ha realizzato con Enrico Serotti) il pezzo forte dell’intera mostra ospitata alla galleria Nicoletta Rusconi, Underlines (a cura di Marinella Paderni). Per 5 minuti viaggiamo in un tunnel senza dimensioni, senza punti fermi, ruotiamo tra scritte (‘Il tempo preso’, ‘La conversazione è stata spostata nel cestino’, ‘Testa di cortesia’), fotocopie, elastici, piccoli oggetti, stelle filanti. Ruotiamo tra immagini informi, a tratti al buio o con fioca luce colorata pulsante. E’ un viaggi nel sottosuolo, tra memorie visive sgranate. E’ triste, è leggero, è semplicemente coinvolgente. Viaggiatori annoiati in un trenino che gira in tondo, guardiamo passare con leggerezza l’ambiguità di un mondo onirico che l’artista, sempre con toni pacati e un pò dimessi, rappresenta nel modo più perfetto. A me il lavoro di Eva marisaldi piace da sempre. Non so quali corde mi tocca. Veramente. Mi piace il suo essere perfettamente imperfetta, sempre un pò sghemba, abbozzata. Leggero e profondo si uniscono per dar vita a giochetti/scherzetti a volti crudeli a volte arrabbiati, a volte emotivamente abissali. I pop-corn, i bassorilievi Senza Fine, gli apparecchi per i denti come piccole sculture, i teatrini un pò rotti, i personaggi-palline del video Tristan, i disegni su stoffa morbidi e affaticati… Ho come la sensazione che nel suo lavoro ci voglia un pò bene a tutti. Oddio, mi sono commossa… ???


Pierpaolo Campanini e Eva Marisaldi, Marinella Paderni e Alessandra Pioselli, Raffaella Malavasi