Rob Chavasse, Shutter (stampa a getto d'inchiostro su parete) - Installation view at Tripla, Bologna, 2019. Courtesy the artist and Tripla, Photo credits Tripla

Rob Chavasse, Shutter (stampa a getto d’inchiostro su parete) – Installation view at Tripla, Bologna, 2019. Courtesy the artist and Tripla, Photo credits Tripla

Le vetrine di Tripla chiuderanno i battenti tra una decina di giorni. Con “Shutter”, la personale dell’artista britannico Rob Chavasse (Shoreham-By-Sea, 1984), volge al termine l’esperienza dell’artist-run space fondato da Paolo Bufalini e Filippo Cecconi nel febbraio 2016. Un’ultima sperimentazione visibile fino al 24 febbraio a ogni ora del giorno e della notte passando per via Indipendenza, una delle strade bolognesi che più si veste di luci e manichini.

Come consuetudine per Tripla, il progetto dell’artista si sviluppa all’interno delle tre vetrate, uno spazio aperto e democratico ma al tempo stesso inaccessibile – se non alla vista – che fa della fruizione distratta, en passant, la sua forza. Questa caratteristica crea una visione “ritmata” che, come avviene per i tre interventi murali proposti da Chavasse, rimbalza da un vetro all’altro, creando un dinamismo che si riflette nello sguardo.

Per la mostra, inaugurata durante la settimana dell’arte bolognese, Chavasse ha realizzato un progetto site-specific su parete e, servendosi di uno strumento modificato (una pistola a getto d’inchiostro), ha creato una fitta trama di sovrapposizioni; linee e informazioni dal sapore serigrafico, che si muovono tra gestualità pittorica e ripetizione tecnologica.

 Rob Chavasse, Shutter (stampa a getto d'inchiostro su parete) - Installation view at Tripla, Bologna, 2019. Courtesy the artist and Tripla, Photo credits Tripla

Rob Chavasse, Shutter (stampa a getto d’inchiostro su parete) – Installation view at Tripla, Bologna, 2019. Courtesy the artist and Tripla, Photo credits Tripla

 Rob Chavasse, Shutter (stampa a getto d'inchiostro su parete) - Installation view at Tripla, Bologna, 2019. Courtesy the artist and Tripla, Photo credits Tripla

Rob Chavasse, Shutter (stampa a getto d’inchiostro su parete) – Installation view at Tripla, Bologna, 2019. Courtesy the artist and Tripla, Photo credits Tripla

La redazione di ATPdiary ha intervistato Giovanni Rendina, curatore della mostra, per scoprire come “Shutter” rifletta sul futuro commerciale delle vetrine.

Irene Sofia Comi: Come è nata la tua collaborazione con Rob Chavasse e come si inserisce quest’opera all’interno del suo percorso? Mi racconti come si è sviluppato il progetto?

Giovanni Rendina: Ho conosciuto Rob Chavasse nel 2016 in residenza ai Mahler & LeWitt Studios. L’idea di lavorare con lui è nata allora. Abbiamo ragionato per diverso tempo sul tipo di spazio che sarebbe andato bene per ospitare il suo lavoro. Alla fine la scelta è ricaduta su Tripla che si coniuga perfettamente con la ricerca di Chavasse. La sua pratica e lo spazio espositivo hanno molti punti di contatto, in particolar modo nella circostanza di provvisorietà che lo spazio sta vivendo. I lavori di Chavasse hanno spesso una vita temporanea, in seguito destinati a dissolversi in maniera “effervescente” e gli stessi Paolo Bufalini e Filippo Cecconi si sono da subito dimostrati interessati ad ospitare il lavoro di Rob per via di questa risonanza.

ISC: Per realizzare l’opera site-specific Chavasse si è servito di una pistola a getto d’inchiostro, hackerandone il sistema. L’artista ha sfruttato al massimo lo strumento, implementandone le funzioni. Mi racconteresti più nel dettaglio come questi elementi si relazionano tra loro, rinnovandosi?

GR: Quella scelta da Chavasse, come dicevi, è una pistola a getto. Si tratta di un oggetto che normalmente viene impiegato per scopi commerciali e che, in questo caso, viene utilizzato per creare un linguaggio nuovo. Generalmente questi strumenti vengono adoperati in contesti industriali per stampare dei codici alfanumerici su oggetti di grandi dimensioni e dalle forme più disparate.

L’artista sostituisce questi codici con una serie di immagini verticali, stampate una accanto all’altra, dal basso verso l’alto. Attraverso i movimenti ascensionali del braccio, il murale è dato complessivamente da una serie di segni dettati dall’artista che, in maniera fortemente performativa, reitera un gesto mai identico a quello precedente. Le due componenti, quella gestuale e quella tecnologica, creano la tensione strutturale presente nel trittico. Questo tipo di tecnica, infatti, permette al segno dell’artista di convivere con le funzioni della pistola. Nella produzione dell’opera, l’elemento umano delinea un controllo solamente parziale che Rob ha sul risultato finale. Il processo di realizzazione avviene attraverso numerosi tentativi tramite i quali Chavasse cerca di controllare la resa di un’immagine.

 Rob Chavasse, Shutter (stampa a getto d'inchiostro su parete) - Installation view at Tripla, Bologna, 2019. Courtesy the artist and Tripla, Photo credits Tripla (detail)

Rob Chavasse, Shutter (stampa a getto d’inchiostro su parete) – Installation view at Tripla, Bologna, 2019. Courtesy the artist and Tripla, Photo credits Tripla (detail)

ISC: Shutter è il titolo della mostra. Personalmente, interpreto l’idea di “serranda”, traduzione letterale del termine, come un riferimento esplicito al passato e al futuro dello spazio. Immagino Shutter come una sorta di capitolo conclusivo di un racconto più ampio. Cosa ne pensi? Il progetto porta con sé tracce del passato dell’esperienza di TRIPLA o si sviluppa autonomamente?

GR: Nel caso di Shutter, la scelta dei tre soggetti da parte di Chavasse rispecchia l’elemento di passaggio dello spazio. Si tratta infatti di tre casse, oggetti che negli esercizi commerciali sono destinati al transito di merci, denaro e persone; fotografate da Rob tra Inghilterra e Bologna. Allo stesso modo, le tre vetrine di tripla hanno vissuto un momento ormai volto al termine, della durata di tre anni, durante il quale Bufalini e Cecconi hanno reso possibile l’attraversamento di questo spazio da parte di opere d’arte.
Questo aspetto transitorio, oltre che ai soggetti e al gesto con il quale l’artista effettua la stampa, è riconducibile anche alla natura effimera delle tre opere che non potranno che svanire al termine mostra.

ISC: In che modo l’opera si relaziona con uno spazio così atipico? Mi riferisco più nello specifico alle sue caratteristiche di fruizione: un pubblico che può fruire l’opera 24 ore su 24. Come ha influito questo aspetto nell’elaborazione del progetto? A tuo parere ha avuto un’influenza sull’esito estetico-formale dell’opera?

GR:

L’aspetto interstiziale del lavoro di Chavasse, infatti, si colloca perfettamente in questa piega non solo spaziale, ma anche temporale dato che il periodo di utilizzo delle tre vetrine come galleria no-profit è ormai volto alla sua conclusione.

 Rob Chavasse, Shutter (stampa a getto d'inchiostro su parete) - Installation view at Tripla, Bologna, 2019. Courtesy the artist and Tripla, Photo credits Tripla

Rob Chavasse, Shutter (stampa a getto d’inchiostro su parete) – Installation view at Tripla, Bologna, 2019. Courtesy the artist and Tripla, Photo credits Tripla

 Rob Chavasse, Shutter (stampa a getto d'inchiostro su parete) - Installation view at Tripla, Bologna, 2019. Courtesy the artist and Tripla, Photo credits Tripla

Rob Chavasse, Shutter (stampa a getto d’inchiostro su parete) – Installation view at Tripla, Bologna, 2019. Courtesy the artist and Tripla, Photo credits Tripla

 Rob Chavasse, Shutter (stampa a getto d'inchiostro su parete) - Installation view at Tripla, Bologna, 2019. Courtesy the artist and Tripla, Photo credits Tripla (detail)

Rob Chavasse, Shutter (stampa a getto d’inchiostro su parete) – Installation view at Tripla, Bologna, 2019. Courtesy the artist and Tripla, Photo credits Tripla (detail)