Today, tomorrow and the day after tomorrow | FSRR, Torino

La project room della Fondazione ospita un progetto dedicato alla drammatica situazione dei rifugiati mediorientali sulle isole greche al confine con la Turchia.
21 Marzo 2018
Today, tomorrow and the day after tomorrow - Installation view - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2018 - Foto di Giorgio Perottino

Today, tomorrow and the day after tomorrow – Installation view – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2018 – Foto di Giorgio Perottino

Testo di Livia Sperandio

Today, tomorrow and the day after tomorrow è l’esito di un progetto sulla delicata condizione dei migranti, a cura di Filippo Maggia e Daniele Ferrero con la collaborazione di Teresa Serra, Roberto Rabitti, Wissam Andraos, Andrea Luporini, Chiara Corica e Giulia Dongilli. La mostra è presentata dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e visitabile fino al 29 maggio 2018.

Il luogo, teatro dell’esperienza, è l’isola di Samos in Grecia, più precisamente lo spazio gestito dall’associazione indipendente Samos Volunteers. Non è possibile parlare di emigrazione considerando un solo luogo, si tratta infatti, di un contenitore che racconta una moltitudine di territori.
Siria, Bangladesh, Iraq, Palestina, Afghanistan, Pakistan e ancora altri paesi medio-orientali e asiatici determinano una dimensione ubiqua che è propagata dalla mostra.

All’ingresso della project room ci accoglie, come un manifesto, un colorato telo mare che suggerisce la spensieratezza del souvenir; in “Happy Summer” alcuni disegni indicano i luoghi d’attrazione turistica dell’isola di Samos, mentre a posteriori, con la tecnica del ricamo, è stato apposto il simbolo di una tenda del campo a sottolineare la coesistenza di due realtà, le due facce del mare. Un video è proiettato a mezz’aria a testimonianza della condizione di equilibrio precario; “Looking forward to seeing you” parla di un limbo che si alimenta di tensione, attesa, calma piatta e disillusione. Queste immagini in movimento innescano un complesso intreccio realtà-sogno; una dimensione particolare, emotivamente densa, che riconduce al disperato tragitto verso il campo.

La parola migrante si presta facilmente a diventare un’etichetta e in questo caso, compiendo una generalizzazione, annulla, con ignorante pesantezza, le particolarità delle singole persone. Non è comune fermarsi a ragionare sulla specificità e unicità dell’individuo. Per sfuggire al pericolo di spersonalizzazione, “Memories of a camp” chiede alle persone che si trovano nell’hotspot di mostrare l’oggetto che hanno scelto di portare con sé, pur consapevoli del viaggio pericoloso e lungo che avrebbero dovuto affrontare. Il risultato è visibile nella serie di foto disposte in griglia alla parete della sala; ordinatamente incorniciate, definiscono un archivio emotivo che rompe il gelo inerte, grazie ad una forte dichiarazione identitaria.

Today, tomorrow and the day after tomorrow - Installation view - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2018 - Foto di Giorgio Perottino

Today, tomorrow and the day after tomorrow – Installation view – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2018 – Foto di Giorgio Perottino

Oggetti terreni, piccoli e cari, che condensano in loro la potenza accogliente dell’umanità e dell’immaginazione come ponte tra il proprio nido e le nuove possibilità. Sono memorie scelte che acquistano l’occasione di essere in vita; tangibili e semplici segni di un’ambientazione unica e allo stesso tempo universale perché rimanda al quotidiano di chiunque li guardi. Anelli, porta-tabacco, giochi, disegni; la maggior parte delle persone li tiene indosso come fossero reliquie o ex voto.

Il progetto non urla pietismo ma ha la cura di muovere a un sentimento profondo di condivisione; sono oggetti iperreali, accarezzati e cullati, che diffondono una luce intima. A sottolineare il tema identitario, “Nameless” è il titolo del libro nato dalle immagini scattate dai rifugiati; attraverso questa operazione si ha la possibilità di cambiare punto di osservazione e provare ad avvicinarsi ad uno sguardo diverso, immergendo il pensiero nelle fotografie a tutta pagina.
Il tempo rappresenta una nozione preziosa per questo programma. Lo stadio attuale dell’idea è fruibile attraverso la mostra e appoggia sul terreno solido delle missioni nelle isole greche del 2016 e 2017.
Ma l’elemento propulsore del progetto risiede nella sua definizione progettuale; si tratta di un piano leggibile al futuro; le intenzioni degli artisti e dei curatori sono animate da una forte idea di continuità volta a rigenerare un’esperienza di privilegiata e forte condivisione.

“Pensare che si possa venire al mondo in un luogo che all’inizio non saremmo neppure in grado di nominare, che si vede per la prima volta e che, in tale luogo sconosciuto si possa crescere, circolare fino a che non si riesca a conoscere il nome e pronunciarlo con amore, che si invochi un focolare in cui sprofondare le proprie radici, mettervi al sicuro i propri amori, al punto che, ogni volta che se ne parla, è alla maniera degli amanti, in canti pieni di nostalgia, in poemi traboccanti di desiderio”
Goyen La maison d’haleine, Gallimard, Paris 1954; trad it La casa in un soffio, Einaudi Torino 1963

Today, tomorrow and the day after tomorrow - Installation view - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2018 - Foto di Giorgio Perottino

Today, tomorrow and the day after tomorrow – Installation view – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2018 – Foto di Giorgio Perottino

Today, tomorrow and the day after tomorrow - Installation view - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2018 - Foto di Giorgio Perottino

Today, tomorrow and the day after tomorrow – Installation view – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2018 – Foto di Giorgio Perottino

Today, tomorrow and the day after tomorrow - Installation view - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2018 - Foto di Giorgio Perottino

Today, tomorrow and the day after tomorrow – Installation view – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2018 – Foto di Giorgio Perottino

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