Per mezzo di fuoco - Tiziano Doria, ResidenceProjects @ t-space

Per mezzo di fuoco – Tiziano Doria, ResidenceProjects @ t-space

Da novembre 2016 t-space inaugura il suo programma di residenze scegliendo come primo artista Tiziano Doria. Il suo lavoro si concentra sulla pratica fotografica in termini analitici a cui l’artista affianca sperimentazioni con il suono. In questo diario Tiziano Doria raccoglie alcuni testi e scatti che lo accompagnano nello sviluppo del suo progetto di residenza.

Dal racconto Erostrato, incendiario da “Vite immaginarie” di Marcel Schwob traduzione di Andrea Coccia.

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“La città di Efeso, dove nacque Erostrato, si allungava sulla foce del Caistro, con i suoi due porti fluviali, fino alle sponde del Panorme, da dove si scorgeva la linea nebbiosa di Samos sul mare scuro, all’orizzonte. Traboccava d’oro e di tessuti, di lane e di rose, da quando gli abitanti di Magnesia, insieme ai loro cani da guerra e ai loro schiavi che lanciavano giavellotti, erano stati sconfitti sulle rive del Meandro, dopo che la magnifica Mileto era stata distrutta dai persiani.Andrea Coccia

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[…]
La madre di Erostrato era una donna violenta e orgogliosa. Non sappiamo chi fosse il padre. Erostrato dichiarò più tardi di essere figlio del fuoco. Il suo corpo era marchiato, sotto il seno sinistro, da una cicatrice a forma di luna crescente che sembrò infiammarsi il giorno in cui lo torturarono. Coloro che assistettero alla sua nascita predissero che sarebbe stato votato ad Artemide. […]
Fu iroso, e restò vergine. Il suo viso era segnato da linee oscure e il colore della sua pelle era nerastro. Fin da quando era piccolo amava recarsi sotto l’alta falesia, vicino al tempio. Guardava passare le processioni. A causa della sua paternità ignota non poté divenire sacerdote della dea alla quale si credeva votato fin dalla nascita. Il collegio sacerdotale dovette vietargli più volte l’entrata al naos, dove lui sperava di poter scostare il tessuto prezioso e
pesante che copriva Artemide. Li odiò per questo e giurò di violare il segreto.

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[…]
Un forte odore d’olio di nardo si sparse nell’ambiente. Le lastre nere del pavimento erano sfavillanti. L’ovale della camera era separato dal tendaggio tessuto di filo d’oro e di porpora, che nascondeva la dea. Erostrato, ansimante di desiderio, lo strappò. La torcia illuminò il cono terrificante delle mammelle ritte. Le afferrò con due mani e abbracciò avidamente la pietra divina. Poi fece il giro e si accorse della piramide verde dove c’era il tesoro. Afferrò i chiodi di rame che sporgevano dalla piccola porta, e la dissigillò. Affondò le sue mani tra i gioielli vergini. Ma non prese altro che il rotolo di papiro sul quale Eraclito aveva scritto le sue parole. Alla luce flebile della torcia sacra lo lesse e conobbe tutto. Subito dopo urlò: ‘Il fuoco, il fuoco!’
Afferrò il telo di Artemide e gli avvicinò la miccia accesa del panno inferiore. La stoffa bruciò, all’inizio lentamente; poi, a causa dei vapori dell’olio profumato di cui era impregnata, la fiamma montò, bluastra, verso la parete d’ebano. Il cono terrificante riflesse l’incendio”.

“per mezzo di fuoco” lo chiamerei così il lavoro storie di potere insomma…

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