Living Truthfully Under Imaginary Circumstances (2011),   33 minutes,   Anja Kirschner & David Panos,   Courtesy of Hollybush Gardens

Living Truthfully Under Imaginary Circumstances (2011), 33 minutes, Anja Kirschner & David Panos, Courtesy of Hollybush Gardens

Tu stai sorridendo.

Io sto sorridendo.

Mi siedo nella sala di Palazzo della Misericordia in Bergamo – Città Alta dove è in corso di proiezione il primo video della rassegna THROUGH A GLASS DARKLY che BACO – Base Arte Contemporanea propone dal 13 Dicembre a seguire per la stagione espositiva 2015.

La prossima proiezione sarà oggi, giovedì 18 dicembre dalle 19 in poi.

La rassegna, che rende omaggio concettuale al Come in uno specchio / Through a glass darkly di Ingmar Bergman, si presenta come un’indagine tra l’uomo e il Sé attraverso il medium video inteso come linguaggio di autocoscienza e profonda analisi interiore. È interessante ricordare come, secondo wikipedia, la fonte primaria da cui è tratto il titolo del film di Bergman sia un verso della Prima lettera ai Corinzi, in cui Paolo di Tarso afferma: “Adesso noi vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; allora vedremo faccia a faccia”.

E infatti, faccia a faccia, si confrontano due donne e un uomo, i protagonisti del video di Anja Kirschner e David Panos, Living Truthfully Under Imaginary Circumstances (2011). In questo infinito intreccio di citazioni si scopre, così, che “Living Truthfully Under Imaginary Circumstances” è il monito-guida e obiettivo che Sanford Meisner, uno dei più celebri insegnanti di recitazione degli Stati Uniti, era solito professare e perseguire nell’esercizio della tecnica recitatoria. La tecnica evidenzia come, per simulare un’azione autentica sul palco, sia necessario costruire le azioni su un sotto testo emozionale sincero, intorno al quale i personaggi si muovono. Uno degli esercizi più noti della tecnica Meisner è il repetition exercise, “l’esercizio di ripetizione”: l’attore fa un commento spontaneo rivolto al suo partner, il commento si ripete rimbalzando avanti e indietro tra i due attori, uguale a se stesso, finché non cambia in risposta a una reazione vera.

“Tu stai sorridendo. Io sto sorridendo. Tu stai sorridendo. Io sto sorridendo. Tu stai sorridendo. Io sto sorridendo. Tu non sorridi più. Io non sorrido più”.

Vivere nella verità di circostanze immaginarie è una video installazione multicanale che si appropria di questi esercizi. In particolare, da BACO, è possibile vedere il video tratto da Living… dal titolo He Doesn’t Know You Don’t Love Him. 33 minuti in cui l’autenticità del sentimento ha quel sapore tipicamente hollywoodiano. L’escalation è coinvolgente. La ripetizione continua è ipnotica per lo spettatore, i primi piani che si alternano ripetitivamente accentuano quest’effetto. Mentre i minuti passano, queste frasi iniziano a definire un senso narrativo, costruendo passo dopo passo la storia di questi personaggi.

L’intensa ripetizione e i costanti feedback stimolano una relazione di simpatia tra i soggetti agenti ma anche verso lo spettatore che entra immediatamente nella danza incalzante. Il variare spontaneo di emozioni e prestazioni si manifesta tanto nella conversazione quanto nella comunicazione non verbale e diventa, quindi, il pretesto per raccontare una verità emotiva che riflette sul presente. All’improvviso prendono forma sorrisi, smorfie stizzite e lacrime, ovvero prende forma la fisicità di quelle persone che stanno dietro ai personaggi e anche la materialità di quelle persone che stanno davanti a loro, noi spettatori. C’è una naturale confidenza, un clima di intimità fisica che mi spinge ad accorgermi che anch’io sto sorridendo. E poi, mi accorgo che anch’io non sto sorridendo più. Il video, realizzato con scene recuperate da un workshop di recitazione e filmati di repertorio, si concentra sulla dimensione affettiva della performance seducendo contemporaneamente anche lo spettatore, e ponendolo a confronto con i meccanismi stessi di quella seduzione. Il video diventa il riflesso dell’interiorità di ciascuno, la ricerca di senso dell’individuo chiamato a fare i conti con se stesso e con il suo sentire.

Io, comunque, ora, sto sorridendo.

Testo di Valentina Gervasoni

Living Truthfully Under Imaginary Circumstances (2011),   33 minutes,   Anja Kirschner & David Panos,   Courtesy of Hollybush Gardens

Living Truthfully Under Imaginary Circumstances (2011), 33 minutes, Anja Kirschner & David Panos, Courtesy of Hollybush Gardens

Living Truthfully Under Imaginary Circumstances (2011),   33 minutes,   Anja Kirschner & David Panos,   Courtesy of Hollybush Gardens

Living Truthfully Under Imaginary Circumstances (2011), 33 minutes, Anja Kirschner & David Panos, Courtesy of Hollybush Gardens

Living Truthfully Under Imaginary Circumstances (2011),   33 minutes,   Anja Kirschner & David Panos,   Courtesy of Hollybush Gardens

Living Truthfully Under Imaginary Circumstances (2011), 33 minutes, Anja Kirschner & David Panos, Courtesy of Hollybush Gardens

Living Truthfully Under Imaginary Circumstances (2011),   33 minutes,   Anja Kirschner & David Panos,   Courtesy of Hollybush Gardens

Living Truthfully Under Imaginary Circumstances (2011), 33 minutes, Anja Kirschner & David Panos, Courtesy of Hollybush Gardens