Le Dictateur* presenta questa curiosa prospettiva a tre ‘occhi': …three sparks in the eyes…
Per chi non la conoscesse, Le Dictateur è una delle riviste più sperimentali che si siano viste a Milano. Ha un target assolutamente fuori dalla portata di tutti, visto il costo.
Per i curiosi, questo è il sito: www.ledictateur.it
Domani vi racconterò chi c’era e ..che ci volevano dire con questo progetto.
Commenti a caldo dal curatore Marco Tagliafierro e da Patrick Tuttofuoco, uno dei tre partecipanti con Corrado Levi e Yari Miele , al progetto.
Di Tuttofuoco .. chi non può dire di saperla lunga. Ha avuto una carriera fulminea, bruciando tappe importanti come la Biennale di Venezia e la personale alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino). Ora.. con l’ultima mostra a Milano (Studio Guenzani) e a Londra (Gallery Pilar Corrias) sta cercando di cambiare rotta.. e vediamo dove questa ‘direzione’ lo porterà! Lui è una persona di carattere, piace o non piace. Gran parlatore ma attento ascoltatore. Intuizioni fulminee, vista lunga, di una socievolezza a dir poca televisiva. Mi rendo conto che non basta per essere un buon artista.. ma lui ce la mette proprio tutta. Vedremo che altro ci dirà e con che profondità.
Altro personaggio Carrado Levi. Su di lui bisognerebbe aprire un blog ad personam: nasce come architetto, ma definirlo tale sarebbe una sineddoche: artista, curatore di mostre, scrittore, architetto, designer, polemista (dicono anche pugile, ma non conoscendolo personalmente, non ne sarei sicura). Corrado Levi è un uomo d’arte a 360°, considerando questo circolarità in senso antiorario. In tutti i campi che ha attraversato, le discipline che ha toccato, si è distinto per la verve polemica, anti-accademica ma soprattutto carismatica (chiedetelo ai suoi studenti, ha inciso più di un cervello): ne sono una dimostrazione le lezioni di architettura (cattedra all’Università di Milano), costruite sui paradossi di Escher e Lewis Carroll, ossia sul ribaltamento (a volte ribaltone, in senso buono) di punti di vista consolidati, di ogni ragionevolezza costruttiva, nella fede che l’utopia può (senza essere contraddittoria) intravista, toccata, discussa. Tante sarebbero le parole da spendere… mi viene in mente scardinare, decostruire, rovesciare… logiche, pensieri, preconcetti, falsi ‘miti’…
Di Yari Miele so molto poco, dunque mi limiterò al copia e incola da un altro blog: Yari Miele é pittore e scultore che attraverso l’utilizzo di fenomeni luminosi quali la fosforescenza, la fluorescenza e la catarifrangenza, disegna spazi fatti di luce, di radiazioni e tecnologia avanzata che diventano oggetto di analisi del concetto di percezione: l’occhio percepisce gli oggetti che reagiscono alla luce, la mediazione dei sensi e intelletto interpretano le relazioni spaziali fra il nostro corpo e l’ambiente circostante. Domani scoprirò se c’è qualcosa da scoprire!
* Le Dictateur è un progetto editoriale a cadenza annuale curato da Federico Pepe, le Dictateur, e Pier Paolo Ferrari, le Vicedictateur. Nasce nel 2006. A prendervi parte sono invitati, secondo una logica assolutamente arbitraria e contingente, artisti internazionali di diversa estrazione: fotografi, performer, scultori, pittori, critici. Una volta invitati essi diventano dittatori dello spazio loro assegnato.Ognuno di questi artisti partecipa con un lavoro inedito o concepito ad hoc per Le Dictateur. E’ importante sottolineare come il valore della rivista non è solo nei contenuti proposti dagli artisti ma anche nella sperimentazione e nella cura formale delle tecniche di stampa. Le Dictateur viene stampato presso Nava, uno dei più accreditati stampatori al mondo. Alcuni artisti declinano il proprio lavoro adattando la sperimentazione artistica alle tecniche di stampa e cartotecnica mantenendo la riconoscibilità del proprio stile, come ad esempio il lavoro di Micol Assael, quello di Patrick Tuttofuoco e di Roberto Cuoghi: vere e proprie opere che sfiorano l’ambito scultoreo e installativo sfidando il limite del concetto di “stampa”.
Le Dictateur viene stampato in 1500 copie numerate ed è distruibuito in Italia da Books International e, a livello europeo, da Les Presses du Reel di Digione. E’ quindi veicolato come un libro d’arte.
E’ prevista anche una pubblicazione con una serie di intervista: Tuttofuoco che intervistaTagliafierro, Levi che intervista Tuttofuoco, Yari che intervista Tagliafierri.. insomma un corto circuito..
Commento a caldo del curatore Marco Tagliafierro:
“La mostra è da considerarsi come la diretta conseguenza del confronto che ho innescato tra Levi, Miele e Tuttofuoco, in occasione dell’intervista che ho fatto loro. L’intervista che hai letto, trova il suo centro, o forse, meglio, il presupposto che l’ha motivata, nella riflessione riguardante un aspetto dell’attività didattica e artistica portata avanti da Corrado Levi: il rapporto con i suoi allievi. Corrado Levi ha passato un metodo ai suoi studenti e agli artisti che ha riunito nel suo Studio di Via San Gottardo, uno spazio progetto ante litteram)! Corrado Levi è stato pioniere anche di una tipolagia di mostra ben precisa, che si caratterizza anche e soprattutto per il rapporto con il luogo ospitante, ovvero uno spazio industriale dismesso. E’ rimasta nella storia, in tal senso, la mostra che lui organizzò negli spazi della ex Brown Boveri. Il metodo in questione si fonda proprio sui concetti che tu hai già ben chiarito nel tuo intervento. E interessante constatare come lui, per primo, abbia poi messo in discussione questo metodo, proprio perchè e qui ti cito: ” è costruito sul ribaltamento dei punti di vista consolidati”. E lo ha fatto anche omaggiando i suoi amici artisti.
Per cui Corrado Levi ha costruito una sorta di albero genealogico che viene spesso sovvertito anche perchè il maestro cita il suo allievo per rimettere in discussione ciò che potrebbe diventare maniera.”
Chi c’era all’inaugurazione?
Patrick Tuttofuoco
Sissi
Alessio Delli Castelli
Dragana Sapanjos
Elena Bari, Diego Perrone
Christian Frosi
Paolo Gonzato
Andrea Balestrero
Giovanna Silva, Annalisa Angelini
Sergio Breviario, Luigi Presicce
Paola Manfrin, Fabio Novembre
Luca Martinazzoli, Silvia Barna