Hayao Miyazaki, Nausicaa of th e Valley of the Wind, 1984

Tra le iniziative promosse sul web, Shorelines è il nuovo format inaugurato da Ordet. Per l’occasione, lo spazio fisico della galleria milanese situata nella zona di Porta Romana si trasforma in virtuale: come si legge sulle piattaforme social e sul sito ufficiale, “Shorelines è un progetto sviluppato con artisti e operatori” che prevede collaborazioni a cadenza settimanale nelle quali “ciascuno a suo modo potrà sfruttare il suo potenziale trasformativo”. Il tema centrale delle opere ruoterà attorno al momento storico che stiamo vivendo, come nel caso di Belly / Box / House / Bundle, personale dell’artista finlandese Jenna Sutela che il 7 marzo 2020 ha inaugurato il progetto.

La ricerca di Sutela si è da sempre focalizzata sulle questioni sociali e sulla comunicazione fra le specie, aspetti che ritroviamo ad esempio in Holobiont, video del 2018, e nel frame tratto da Nausicaä della Valle del vento (1984) di Hayao Miyazaki. Le opere presentate nell’ambito di Shorelines riflettono su una possibile fusione di specie tra l’essere umano e i microrganismi che lo circondano – in particolare il Bacillus nattō, utilizzato per la produzione dell’omonimo alimento giapponese – e su un’auspicata convivenza con l’ecosistema nel quale immerso. Se in Holobiont vi è un chiaro riferimento alla panspermia, teoria che prevede la diffusione delle specie nell’universo attraverso comete e asteroidi, l’immagine della principessa Nausicaä che osserva le spore cadere dagli alberi tossici rimanda all’idea di accettare con propositività gli inevitabili mutamenti che caratterizzeranno il nostro pianeta: identificando probabilmente la stessa artista, la principessa infatti è incuriosita dai cambiamenti naturali del suo mondo e dagli esseri che lo abitano, ed è convinta che gli uomini possano convivere tranquillamente con essi se solo lo volessero.

Jenna Sutela, Holobiont, 2018, still da video
Jenna Sutela, Holobiont, 2018, still da video
Jenna Sutela, Holobiont, 2018, still da video

La seconda settimana espositiva di Shorelines ha previsto poi la partecipazione di Studio Formafantasma, duo di designers italiani residente ad Amsterdam. Anche in questo caso il focus dei contributi si concentra sul periodo di restrizioni che stiamo attraversando: come affermato nella didascalia che accompagna la prima opera, Formafantasma pubblicherà “sette post che documentano sette azioni digitali quotidiane” che caratterizzano il loro lavoro in questa fase di lockdown. Nel video Day 1. Sending an email – 0,2 g CO2, le parole che man mano danno vita al testo riflettono sull’attuale condizione di vicinanza/lontananza: “Abbiamo preso le distanze dal mondo, ma siamo ugualmente radicati in esso. La pervasività umana sul pianeta va oltre il nostro corpo. Gli strumenti digitali ci permettono di ricreare la vicinanza perduta con gli altri esseri umani, ma estendono invisibilmente la nostra presenza sulla Terra ben oltre le nostre case”. La conversione del peso della mail in grammi di CO2, basata su specifici studi condotti dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), risulta a dir poco illuminante: è come se il ciberspazio che ultimamente frequentiamo con molta più assiduità sia comunque pregno della nostra vita reale, del respiro delle nostre parole.

Il format inaugurato da Ordet fornisce dunque ulteriori chiavi di lettura per analizzare e comprendere la delicata situazione attuale. Come nel caso di piccole grandi scatole cinesi che si susseguono per contenerne delle altre, Shorelines si preannuncia come un insieme di costellazioni diverse in grado, però, di coesistere e comunicare armoniosamente tra loro e al pubblico. Con questo ciclo di appuntamenti settimanali, Ordet rappresenta un altro porto al quale attraccare per conoscere e approfondire le questioni del nostro tempo: a cadenza regolare il suo profilo si trasformerà al fine di regalarci di volta in volta litorali sempre nuovi. 

Shorelines
Ordet, Milano, via Adige 17
@ordet_

Formafantasma, Day 1. Sanding an email – 0,2 g CO2, still da video
Formafantasma, Day 2. Posting this photo on your IG – 0.5 g CO2