Catartico, ipnotico, travolgente se non stravolgente. Destabilizzante, granitico, ossessivo. Ma anche cristallino, puro, rarefatto. L’eccesso di aggettivi per questo evento di Phill Niblock all’HangarBicocca è pienamente giustificato. Per chi non lo conoscesse, lui è uno dei più grandi sperimentatori musicali viventi, antesignano delle infinite e possibili interazioni tra i diversi media. Ieri sera, all’Hangar Bicocca sono arrivata un po’ tardi. Gente che andava e veniva, molti che restavano bivaccati, ipnotizzati – stremati anche – dal flusso di musica e suoni.
Il live sound track ‘The Movement of People Working’, è un amalgama di suoni indescrivibili e immagini video impeccabili girate in ambienti rurali intorno al mondo. Posti remoti e disarmanti per l’alto tasso di ‘purezza’, laddove, si fanno più lapalissiane le contraddizioni e i paradossi, tutti occidentali.
Era buffo vedere questo attempato sperimentatore che camminava qua e là tra l’atrio dell’hangar e la sala proiezioni.
All’uscita, anche lui stremato, un Andrea Lissoni soddisfatto, appagato, ancora incredulo per essere riuscito nell’impresa di portare Niblock a Milano. In effetti non è un impresa facile far ‘digerire’ un personaggio così estremo e ostico.