English text below

Quante volte abbiamo detto o sentito: se una mostra è vista da 1000 persone, la sua documentazione fotografia lo sarà 10 volte di più. Da qui l’importanza fondamentale del fotografo documentarista.
Mercoledì 17 luglio, alla Triennale di Milano, si parlerà proprio di questa importante professione. L’occasione è la presentazione dell libro The (Invisible) Art of Documenting Art, un progetto dell’artista Cristina Garrido (pubblicato da Caniche Editorial).
L’appuntamento è ampliato da una conversazione tra Ela Bialkowska, Cristina Garrido, il critico Antonio Grulli e Andrea Rossetti.

Il progetto artistico – il libro e un video di 37 minuti circa – pone al centro dell’attenzione la figura del fotografo documentarista dell’arte contemporanea come mediatore sostanziale tra l’opera d’arte e lo spettatore. Mai come ora, c’è da sottolineare, pienamente immersi nell’era digitale, il fotografo diventa intermediario della proliferazione, a volte virale, della ricerca di un artista. La sua visione soggettiva, la sua lettura, il rispetto per essa e, non ultima, la sua interpretazione, diventano punti nodali per la comprensione dell’opera.

Video stills – Andrea Rossetti, La Triennale di Milano (Milano, 2018)
Video stills – Ela Bialkowska, Palazzo Bentivolgio (Bologna, 2018)

The (Invisible) Art of Documenting Art indaga la tensione, a volta paradossale, tra la crescente domanda di immagini e il riconoscimento, a volte difficile,  di questi professionisti: figure spesso nell’ombra, discrete e silenziose.  Per loro volontà o per il poco rispetto che si ha nei loro confronti: basti pensare alla diffusissima cattiva abitudine di non specificare i crediti fotografi nelle pubblicazioni (copiose) on- e offline.

Cristina Garrido ha raccolto le conversazioni con otto fotografi internazionali d’arte: Andrea Rossetti (Italia), Ela Bilakowska (Italia), Roberto Ruiz (Spagna), Peter Cox (Paesi Bassi), Moritz Bernoully (Germania), Carlos Díaz Corona (Messico), PJ Rountree (Stati Uniti) e Erika Barahona Ede (Spagna).

Book presentation —
The (Invisible) Art of Documenting Art
a project by Cristina Garrido
published by Caniche Editorial

Conversation amongst —
Ela Bilakowska, Cristina Garrido
Antonio Grulli and Andrea Rossetti

La Triennale di Milano
17 Luglio h. 19
Lab Room


Book pictures

The (Invisible) Art of Documenting Art
Cristina Garrido
2019
Single-channel digital video HD, color, sound, 16:9; 37 ́36”

If the installation view of an exhibition exceeds by far the number of spectators that visit a gallery or a museum, we could deduce that the work of the art photographer can have more public than the artists whose work he or she portrays.

This artistic project puts the focus of attention – through the gesture of rotating the camera – on the figure of the documentary photographer of contemporary art as a fundamental mediator between the work of art and the viewer in the Digital Age. It explores the relationship that it is established between the artist, his/ her work and the photographer, who irremediably contributes with his/ her subjective vision of the art object or exhibition.

The project investigates the paradoxical tension between the growing demand for their images and the discreet recognition these professionals often have in the art system through the conversations Cristina Garrido undertook with eight international art photographers: Andrea Rossetti (Italy), Ela Bilakowska (Italy), Roberto Ruiz (Spain), Peter Cox (The Netherlands), Moritz Bernoully (Germany), Carlos Díaz Corona (Mexico), PJ Rountree (United States) and Erika Barahona Ede (Spain).

Her research resulted in a video piece and a book, which has been published with Caniche Editorial, in which the complete conversations with each photographer are featured, as well as a selection of each photographer ́s images.

Video stills – Erika Barahona Ede, Guggenheim Museum Bilbao (Bilbao, 2018)
Video stills – Moritz Bernoully, Saafsee Pavillon (Frankfurt, 2017)