Jonas Mekas - a 1-166 In an Instant It All Came Back to Me, transparent printed glass, 100 x 56 cm, 2015.

Jonas Mekas – a 1-166 In an Instant It All Came Back to Me, transparent printed glass, 100 x 56 cm, 2015.  Courtesy  the artist and APALAZZOGALLERY, Brescia

ATP:  Il prossimo sarà l’ottavo anno di attività per The Blank Contemporary Art: ci puoi anticipare quali sono le iniziative cui state lavorando per il 2018?

Stefano Raimondi: Il primo appuntamento sarà a Bergamo a Marzo quando apriremo una grande mostra di Jonas Mekas promossa insieme al Comune di Bergamo e Bergamo Film Meeting. A maggio poi The Blank si occuperà del Premio Matteo Olivero a Saluzzo, nel cuneese, rilanciato dalla precedente curatela di Anna Daneri ed Ettore Favini, oltre che naturalmente del festival europeo d’arte contemporanea ARTDATE. Tra la primavera e l’estate ospiteremo in residenza, come vincitori di un bando promosso da Regione Lombardia e la fondazione Pro Helvetia, due bravissimi artisti svizzeri e offriremo la possibilità ad altrettanti artisti italiani di partecipare a una residenza di un mese nel Canton Ticino e Canton Vallese. Sempre nel primo semestre si realizzerà la terza edizione di The Blank Education, un progetto sostenuto da Fondazione ASM e rivolto agli studenti della scuola secondaria attraverso una serie di lezioni e incontri tenuti in classe da importanti artisti italiani. In autunno è prevista l’inaugurazione di un progetto permanente che coinvolge l’artista Lorenzo Senni. Non possiamo ancora dare molte informazioni ma è un progetto a cui teniamo molto e che speriamo possa essere un modello da seguire per il tipo di approccio e il contesto in cui si sviluppa. Ci sono poi diverse idee che abbiamo sottoposto a possibili sponsor o per cui abbiamo applicato a bandi europei ma il cui esito è ancora sospeso, per cui incrociamo le dita.

ATP: La collaborazione tra The Blank Bergamo Film Meeting ha già portato a Bergamo Keren Cytter, Deimantas Narkevicious e Franco Vaccari. Adesso Jonas Mekas. Bergamo rimane, nonostante tutto, una città piccola che subisce l’influenza di Milano. Come riuscite a chiamare dei nomi di questo calibro?

SR: Sicuramente aver sviluppato nel tempo numerosi contatti a livello internazionale aiuta, ma prima di tutto è stato fondamentale creare uno storico di progetti di qualità. Molti degli artisti e delle istituzioni pubbliche e private con cui abbiamo lavorato sono i nostri primi supporter e ambasciatori e questa è una delle soddisfazioni principali del lavoro fatto. Chi davvero lavora nel mondo dell’arte vede immediatamente il valore di quello che è stato fatto, indipendentemente dai gusti personali, ed è stimolato a partecipare.

ATP: Puoi darci qualche informazione in più sul progetto della mostra “Jonas Mekas – Personale”?

SR: Il progetto si sviluppa in una mostra, nello storico e rinnovato Palazzo della Ragione di città alta, e in una presentazione di alcuni lavori video in una sala cinematografica. La mostra vuole trasmettere l’incredibile e frammentata ricchezza di quello che possiamo considerare a tutti gli effetti una leggenda vivente del cinema underground, fondatore dell’Anthology Film Archive, amico di personalità decisive come Warhol, Dalì, Yoko Ono, Jackie Kennedy, e autore appassionato di poesie, racconti, musiche e ovviamente film.

Jonas Mekas - To New York With Love, 2009- 13

Jonas Mekas – To New York With Love, 2009- 13 – Courtesy  the artist and APALAZZOGALLERY, Brescia

ATP: Quello che si sta per concludere è stato un anno particolare per il mondo dell’arte, italiano e internazionale. Chiudono realtà espositive storiche, istituzioni e gallerie, continuano ad aprirne di nuove, spesso non longeve. The Blank sembra invece una realtà capace di attraversare tutto questo e di rinnovarsi continuamente. Qual è la chiave di questa formula vitale?

SR: Credo che l’apertura/chiusura di numerose realtà faccia parte dell’andamento “naturale” delle cose, certo il mercato globale e digitale impone oggi alcune riflessioni e numerose sfide. I livelli di analisi sono diversi e ogni caso è a parte. Per i musei sarebbe auspicabile avere nel proprio cda almeno un artista e un curatore/curatrice. Le realtà istituzionali private mi sembrano oggi tra gli attori più in salute e vivaci sulla scena italiana. Per le associazioni culturali come The Blank e moltissime altre, che non hanno alle spalle sostenitori forti e continuativi, i cicli di vita sono di solito brevi. Ci sono realtà che esistono anche solo per pochissimi anni o mesi ma che sanno dare uno slancio e un punto di vista nuovo e duraturo al panorama artistico. Personalmente mi piacerebbe riuscire a dare una stabilità economica e quindi organizzativa all’associazione, ma questo dipende da molti fattori per cui per adesso possiamo programmare solo nel breve periodo.

ATP: Parlaci di The Blank Residency. La quinta edizione è stata vinta da Irene Fenara e Yasen Vasilev. Nel corso del tempo al progetto di residenza hanno partecipato artisti quali Christian Fogarolli, Apparatus 22, Roberto Fassone, che hanno continuato ad avere un percorso proficuo. Cosa offre The Blank agli artisti di The Blank Residency, a livello di opportunità? Che relazione hanno gli artisti ospiti durante la Residenza con lo staff dell’associazione? E dopo, rimanete in contatto?

SR: Il progetto permette prima di tutto di sviluppare uno specifico progetto presentato durante l’applicazione. Alla fine possiamo selezionare solo due artisti tra le oltre cento candidature che riceviamo ogni anno ma agli artisti che ospitiamo oltre a un tutoraggio continuativo cerchiamo di mettere a disposizione tutte le conoscenze che The Blank ha sul territorio di Bergamo e che spesso possono risultare utili e stimolanti per sviluppare determinati progetti. The Blank ha una grande riconoscenza verso tutti gli artisti con cui lavora per cui continua a seguire e promuovere il loro lavoro attraverso i propri canali di comunicazione.

ATP: The Blank ArtDate, il vostro festival di maggio, nel 2016 aveva come tema i tarocchi e il romanzo di Italo Calvino “Il castello dei destini incrociati”; l’ultima edizione è stata la volta della “Sagra dell’Arte”. Immagino sia complicato di anno in anno rinverdirsi ed individuare un argomento coinvolgente.

SR: E’ molto complicato trovare sempre idee applicabili, sostenibili, attinenti allo spirito dell’associazione. Le ultime due edizioni sono state particolarmente felici, in particolare l’idea della Sagra dell’Arte, con progetti realizzati da Cory Arcangel, Marco Basta, Riccardo Beretta, Ethan Cook, Gabriele De Santis, Ryan Gander, Jonathan Monk, Zak Kitnick è stata un grande successo e un divertimento sia per gli artisti che il pubblico. Per questo ci piacerebbe riproporre e rielaborare l’idea in altri contesti e città.

Workshop at Accademia di belle arti G. Carrara - Yasen Vasilev, Project Proposal Residency V

Workshop at Accademia di belle arti G. Carrara – Yasen Vasilev, Project Proposal Residency V

ArtDate 2017 - Sagra dell'Arte, ph Maria Zanchi

ArtDate 2017 – Sagra dell’Arte, ph Maria Zanchi

Palazzo della Ragione, Città Alta - Bergamo

Palazzo della Ragione, Città Alta – Bergamo