Studio Temp

Un paio di settimane fa abbiamo pubblicato l’intervista con Stefano Raimondi, il direttore di The Blank per capire come è nato il progetto che si svolgerà a Bergamo il 26, 27 e 28 maggio: la Sagra dell’Arte il nuovo formato di The Blak Contemporary ArtDate, giunto alla sua settima edizione. Tra le tante novità e iniziative, anche il progetto grafico di Temp, lo studio fondato a Bergamo nel 2007 da Guido Gregorio Daminelli, Marco Fasolini e Fausto Giliberti.
Temp, per questa 7° edizione ha proposto la grafica dell’evento traendo ispirazione dall’araldica. Il team di The Blank ha istituito per l’occasione “the blank yourself“, un sistema attraverso il quale si può scaricare l’avatar col proprio nome in stile Artdate 2017.
Abbiamo posto alcune domande allo Studio Temp, per capire quali sono loro fonti d’ispirazione, sia per il progetto di Bergamo che, più in generale, per la loro attività: progettazione grafica, art direction di magazine, sviluppo di identità visive e web design.

ATP: Avete pensato ad un progetto speciale per la grafica della settima edizione di The Blank ArtDate. Da dove parte l’idea di prendere ispirazione dall’araldica?

Studio Temp: Come spesso ci piace fare, siamo partiti da un sistema codificato e lo abbiamo rielaborato, sintetizzato, “spaccato”, in modo da ricrearne uno nostro che abbiamo poi applicato a questa settima edizione di ArtDate. Ci siamo ispirati all’araldica e alle sue regole perché lo stemma ci sembrava l’elemento adatto per ricreare quel senso di “condivisione” e “partecipazione” tipico della sagra.
Uno stemma, infatti, può distinguere un singolo individuo, la sua famiglia, la sua attività, ma può rappresentare anche un insieme di persone, una collettività o un gruppo sociale.

ATP:  In cosa consiste il progetto  “The Blank Yourself”?

ST: TB Yourself in qualche modo riflette lo spirito del festival e della grafica. Altro non è infatti che uno stemma personalizzato e univoco, generato tramite l’app sviluppata dall’esperto digitale di The Blank Paolo Faccini. Web: theblank.it/yourself  App: theblank.it/app

ATP:  Come avete conciliato il vostro stile e l’immagine ‘popolare’ di una sagra?

ST: In realtà attingiamo spesso dall’ambito “popolare”, e dal “fatto in casa”, anzi, qualche anno fa abbiamo impostato un workshop proprio su queste tematiche.
Abbiamo infatti chiesto agli studenti del corso del prof. Camuffo dello IUAV di Treviso di chiudere i loro notebook e guardarsi in giro per analizzare esempi di grafica spontanea o non convenzionale. Ne sono usciti progetti a dir poco stupefacenti, tra i quali ricordiamo un volume grande quanto un elenco telefonico che catalogava le scritte e i disegni fatti sui banchi e sui muri dell’istituto.
Su questo tema consigliamo ad esempio “Folk Archive: Contemporary Popular Art from the Uk” di Jeremy Deller e Alan Kane, un libro che spesso ci piace consultare per le nostre ricerche.

ATP:  Solitamente, per i vostri progetti di grafica dove traete ispirazione?

ST: Dall’inatteso, da ciò che è realizzato con un certo grado di spontaneità e possibilmente con un numero limitato di risorse, dai codici quindi che cercano di combinare un numero limitato di elementi per creare dei sistemi complessi, dagli errori che generano unicità…

ATP: Come è nata la vostra collaborazione con The Blank? Come mai avete pensato ad un’immagine così minimal per un’associazione culturale così stratificata?

ST: Collaboriamo con The Blank da ormai quasi tre anni. Il nostro rapporto si basa sulla fiducia reciproca, aspetto fondamentale per poter lavorare bene e realizzare qualcosa di bello. Proprio perché l’associazione ha diverse sfaccettature abbiamo deciso di ridurre ai minimi termini l’immagine che la rappresenta, creando una sorta di “contenitore” monocromatico da personalizzare secondo le necessità (vedi ArtDate) e che possa accogliere le diverse iniziative di The Blank.

Per conoscere gli artisti partecipanti, le iniziative e il programma > ARTDATE SACRO | SAGRA

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