Driant Zeneli - 2017, Full HD Video, color, audio, one channel, 13'41'', MAM Foundation Tirane & Prometeogallery di Ida Pisani, MilanLucca

Driant Zeneli – 2017, Full HD Video, color, audio, one channel, 13’41”, MAM Foundation Tirane & Prometeogallery di Ida Pisani, Milan / Lucca

Per l’ottava edizione di The Blank Artdate a Bergamo l’Ospedale Papa Giovanni XXIII entra a far parte del circuito di eventi disseminati nella città. Al suo interno, proseguendo un percorso che intreccia arte e sanità, sono calendarizzati due cicli di proiezioni realizzati da importanti artisti nazionali e internazionali come Yuri Ancarani, Oscar Giaconia, Hanne Lippard e Driant Zeneli. Il palinsesto proposto affronta temi riconducibili alla vita che si conduce in una struttura sanitaria e agli stati emotivi che interessano chi vi transita. Di seguito alcune domande sul progetto a Oscar Giaconia, Hanne Lippard e Driant Zaneli.

Giulia Gelmini per Oscar Giaconia: La tematica della malattia, della deformazione e della trasformazione echeggiano nel tuo video. Il forte impatto delle immagini è amplificato quando queste vengono immerse in un ambiente che le rende familiari, non scioccanti. Quale significato pensi possano assumere le immagini del tuo video nell’Ospedale Maggiore di Bergamo? Quanto pensi sia importante l’adattabilità di un’opera rispetto agli ambienti in cui viene allestita?

Oscar Giaconia: Goffaggine sessuale della macchina anfibia nasce una decina di anni fa come ciclo pittorico intermittente. Il video in questione è il suo ri-piego su pellicola. Raccolsi tutta una serie di frattaglie da un evento para performativo (Green Room) di qualche anno fa, atto a raccogliere tutto un flusso di sabotaggi ed escalation di “ruoli” inscenati da alcune “controfigure” del comando e del controllo.

In realtà erano tutti bluff e parodie di specialisti senza specializzazione. Tutta quella materia sviluppata era come una sorta di “grande abbuffata”, un maiale di cui non buttare via nulla, da sezionare e disarticolare a favore di un riciclo pittorico differito e de-genere. Non penso di essermi mai posto l’idea di lavorare con un’immagine in movimento, non ne sarei comunque capace e questa video rimarrà circoscritto ad incursione occasionale. In questo prelievo-trapianto su celluloide c’è solo un campionario di tappezzeria epidermica, fatto di esfoliazioni prostetiche, soffietti e mantici inorganici, fioriture lamellari, trasudi oleosi e collosi. Il compost sonoro sviluppato da Steve Piccolo contribuisce a creare una sorta di densa decomposizione straniante tra livelli.

Il ronzio di fondo a metà tra quello di un drone e di un rasoio elettrico, l’incrocio tra cinguettii alieni intervallati da ritmici clangori di cose gettate in un secchio, ricordano un lamento funebre, un pianto rituale di una civiltà scomparsa. Ma può evocare anche un’autopsia, colpi di sonda su dei campionari imprecisati di tessuto connettivo e cartilagineo. Come qualsiasi specie animale ogni opera può avere un proprio spirito di adattamento. I significati sono il cancro dell’arte, io li combatto. Oggi un lavoro che si pone il dovere di dialogare con l’ambiente o spazio esterno lo trovo disarmante ed esangue. Ripongo i miei sforzi sulle singolarità che s’incontrano e scontrano.

Oscar Giaconia, Sexual Clumsiness of an Amphibious Machine - video still - Courtesy Thomas Brambilla Gallery

Oscar Giaconia, Sexual Clumsiness of an Amphibious Machine – video still – Courtesy Thomas Brambilla Gallery

Giulia Gelmini per Hanne Lippard: Stavo pensando al sentiment di impotenza che si avverte in un ospedale mentre si aspetta il proprio turno per una visita, si attende l’uscita di un parente, o la fine di un intervento e il colore beige si adatta perfettamente a una condizione di attesa. Pensi che il beige sia il colore anche degli ospedali?

Hanne Lippard: Oltre a parlare di un colore, il video mette un micro cosmo nella prospettiva di un macro cosmo attraverso una narrativa umana individuale che si connette a una prospettiva astronomica più ampia: latte commestibile verso la via lattea. In un certo senso questo si applica molto alla visita in un ospedale. La sensazione di essere un piccolo frammento nelle mani di un più grande sconosciuto. Tuttavia, io manterrei i muri dell’ospedale dipinti di verde. Ci sono già troppe barriere beige attorno a noi.

Giulia Gelmini per Driant Zeneli: Quale pensi che sia la prima connessione tra il tuo video e l’ambiente ospedaliero? Nel tuo lavoro convivono due livelli di ideali. Un’idea, un sogno e dall’altro lato il fallimento di un progetto. la visione che offri al pubblico può essere considerata confortante. Pensi che il contenuto del video possa essere associato alla vita ospedaliera dove la speranza continua a essere più forte dello scoraggiamento?

Driant Zeneli: Penso che un’opera nasca per essere mostrata al pubblico, e non necessariamente deve avere un solo habitat preciso. Trovo molto interessante la scelta dei curatori di The Blank nell’individuare un ospedale, un luogo che contiene l’attesa dove il sogno e il fallimento sono all’ordine del giorno. Tra il sogno ed il fallimento c’è il tentativo. Può darsi che quello che mi intriga di più, è il ‘cosa’ si produce durante il processo di un continuo tentare, una fase che trovo interessante da analizzare, un po’ come il tempo del vulcano prima di eruttare. Tutti possiamo avere dei sogni, questo è indiscutibile, e tutti falliamo di continuo. Ciò che nel mio lavoro rende importante è l’esperienza. Il mio film: It would not be possible to leave planet earth unless gravity existed – 2017 è stato realizzato in una ex fabbrica d’acciaio in Albania costruita negli anni ’70. Considerata tra le più grandi dei Balcani, oggi questo luogo di 250 ettari è solo fruibile al 10 percento. Mario, il personaggio principale del film, è nella realtà un mio amico d’infanzia che ha la passione per l’aeronautica: lavorare con gli aerei è stato sempre il suo desiderio. Ho incontrato Mario dopo molti anni durante i quali non ci siamo visti e gli ho chiesto: “Come va?” Lui mi rispose che era stufo della terra. È stato allora che decisi di dedicargli un film, farlo volare via e fargli abbandonare il pianeta terra, proprio partendo dal Metallurgjik a Elbasan.

Yuri Ancarani, Da Vinci, 2012

Yuri Ancarani, Da Vinci, 2012

Hanne Lippard, Beige,  2010

Hanne Lippard, Beige, 2010

The Blank Decoder - Photo Maria Zanchi

The Blank Decoder – Photo Maria Zanchi